IL CONTRIBUTO DELL’UE ALLA SOSTENIBILITÀ DEI SISTEMI AGROALIMENTARI GLOBALI

In vista del vertice ONU sui sistemi alimentari del prossimo settembre l’Europa comunica le sue priorità, riconoscendo la necessità di una svolta sostenibile nella produzione e nel consumo di cibi e bevande. Da raggiungere con il contributo di tutte le parti interessate.

AMBIENTE
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Pamela Preschern
IL CONTRIBUTO DELL’UE ALLA SOSTENIBILITÀ DEI SISTEMI AGROALIMENTARI GLOBALI

In vista del vertice ONU sui sistemi alimentari del prossimo settembre l’Europa comunica le sue priorità, riconoscendo la necessità di una svolta sostenibile nella produzione e nel consumo di cibi e bevande. Da raggiungere con il contributo di tutte le parti interessate.

Una netta inversione di rotta nella gestione dei sistemi alimentari basata su azioni coraggiose e innovative per arrivare entro il 2030 al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. È questo l’obiettivo del Vertice ONU sui sistemi alimentari sostenibili (UNFSS) previsto per il prossimo settembre. L’UE è consapevole di tale necessità, considerato l’impatto negativo dei modelli di consumo sulla biodiversità, come indicato nel rapporto Eurostat relativo ai progressi europei verso i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite. E riconosce l’urgenza di approntare un quadro normativo robusto per garantire resilienza e efficacia dei sistemi alimentari europei, contribuendo a sistemi alimentari più sani, sostenibili ed equi a livello globale.

Non c’è tempo da perdere. La pandemia da Covid-19 ha accentuato le disuguaglianze impattando negativamente su salute, economia, sicurezza e qualità dei sistemi alimentari soprattutto delle categorie più vulnerabili. Autorevoli esperti e scienziati assicurano che la transizione a un modello di produzione e consumo sostenibili contribuirebbe nel medio termine non solo al raggiungimento dell’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile ma anche alla ripresa dalla crisi del Covid-19. Rappresentando l’insieme delle attività di produzione, lavorazione, trasporto e consumo di prodotti, i sistemi alimentari riguardano ognuno di noi. Siamo tutti chiamati ad impegnarci per garantirne la sostenibilità. In un’ottica inclusiva e democratica, il Summit dell’ONU coinvolge in tutte le sue fasi (preparazione, svolgimento e valutazione conclusiva dei risultati) una serie di protagonisti diversi ma ugualmente interessati dal tema: rappresentanti del mondo della ricerca e della scienza, i governi ai diversi livelli sovranazionali, nazionali e locali, l’industria, i professionisti sanitari, gli agricoltori, le popolazioni locali gli attivisti ambientali fino ai cittadini comuni in quanto consumatori.

Prendendo spunto dai dialoghi organizzati tra novembre 2020 e maggio 2021 per sostenere gli Stati nel loro percorso di avvicinamento a modelli alimentari sostenibili, la Commissione europea ha organizzato lo scorso giugno un dialogo europeo durante il quale state comunicate le conclusioni del Consiglio sulle priorità dell’UE per il Summit ONU, un primo accordo comune in vista dell’evento di settembre.

Riconoscendo il ruolo fondamentale del quadro legislativo sui sistemi alimentari nella formulazione della Strategia “Dal produttore al consumatore”, adottata a maggio 2020, stato confermato l’attivo coinvolgimento dell’UE sui cinque percorsi di azione previsti dal Summit: l’accesso al cibo per tutti; modalità sostenibili di consumo; una produzione rispettosa degli ecosistemi; la promozione di mezzi di sussistenza equi; il rafforzamento della resilienza alle vulnerabilità e alle crisi. Inoltre è stata condivisa la proposta di creare piattaforme ad hoc per facilitare la comunicazione tra i diversi portatori di interessi (cittadini compresi) coinvolgendoli in modo diretto.

Tra le iniziative europee più recenti va ricordato il dialogo online organizzato lo scorso 12 e 13 luglio con lo scopo di fornire ai cittadini un forum dove poter esprimere i loro punti di vista sulla transizione verso sistemi alimentari sostenibili. Divisi in gruppi, i partecipanti sono intervenuti su vari temi tra cui rivendicazioni in ambito ecologico e etichettatura alimentare sostenibile; produzione sostenibile; diete sostenibili e salutari; prevenzione e riduzione dello spreco alimentare; resistenza antimicrobica. Durante la “due giorni”, sono stati particolarmente benvenuti i contributi dei giovani, a cui è stata dedicata un’apposita sessione. Si è trattato di un evento, inclusivo, per offrire a tutti la possibilità di portare i propri contributi in quello che è stato definito il “Summit delle persone e delle soluzioni”.

Così come inclusivo sarà il pre-Vertice ONU sui sistemi alimentari che si terrà a Roma dal 26 al 28 luglio prossimi e che preparerà il terreno per l’incontro settembre. Aperto a tutti gli interessati, si svolgerà in parte in presenza e in parte in modalità virtuale attraverso un’ampia piattaforma e coinvolgerà oltre ai rappresentanti politici, il settore privato e la società civile. Oggetto di discussione e confronto saranno gli approcci scientifici relativi alla trasformazione dei sistemi alimentari di tutto il mondo, l’avvio di nuovi impegni attraverso coalizioni e la mobilitazione di nuovi finanziamenti e partenariati.
L’UE, che ha contribuito attivamente all’elaborazione dell’Agenda 2030, è impegnata a fare degli Obiettivi di sviluppo sostenibile un principio guida di tutte le sue politiche.

Quale sarà il suo contributo all’UNFSS di settembre?

Potrà svolgere un ruolo guida nel conseguimento dell’OSS 2 (“Fame zero”) attraverso l’assunzione di specifici impegni finanziari? In che modo la Commissione europea intende ricorrere alla politica commerciale per sostenere la transizione globale verso sistemi agroalimentari sostenibili, conformemente alla Strategia “Dal produttore al consumatore”? E quali misure intende proporre per aiutare i paesi e i loro agricoltori, pescatori, silvicoltori e produttori alimentari locali ad adottare pratiche sostenibili in settori fondamentali come il benessere degli animali, l’uso di pesticidi e la lotta alla resistenza antimicrobica?
Questi sono i principali nodi emersi nell’interrogazione presentata da rappresentanti della Commissione per lo sviluppo e quella per l’agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento europeo lo scorso giugno. Dalla risposta a questi interrogativi dipenderà la valutazione del contributo europeo al vertice dell’ONU di settembre. E al futuro dei nostri sistemi agroalimentari.