IL GIGANTE DEI MARI MANGIA PLASTICA

“Le Manta”, la “Nave officina” unica nel suo genere, progettata per raccogliere, trattare e recuperare fino a 10.000 tonnellate di rifiuti plastici l’anno.

AMBIENTE
Francesca Tomassini
IL GIGANTE DEI MARI MANGIA PLASTICA

“Le Manta”, la “Nave officina” unica nel suo genere, progettata per raccogliere, trattare e recuperare fino a 10.000 tonnellate di rifiuti plastici l’anno.

Un gigante per pulire gli oceani. Non è l’incipit di una fiaba ma un progetto che sta prendendo forma e sostanza in Le Manta, un enorme catamarano ideato per raccogliere, trattare e riutilizzare i detriti di plastica che galleggiano e inquinano le acque. Una barca a vela d’altura che navigherà i sette mari per liberarli da una delle forme di inquinamento più dannose per l’ambiente marino e tutte le forme di vita che lo abitano.

Nata da una visione di Yvan Bourgnon, presidente dell’associazione The Sea Cleaners, green activist ed esperto navigatore, l’idea di Le Manta è stata presentata nel 2016 al Salone Nautico di Parigi. Da allora un team oltre 60 fra ingegneri e tecnici ha lavorato più di 45.000 ore per metterne a punto tutti i dettagli: 56 metri di lunghezza, per 62 di altezza e circa 1800 tonnellate di peso,  ad oggi una “realtà” pronta per il cantiere, che dovrebbe essere varata nel 2024.

Una volta in mare, la rotta sarà verso il sud est asiatico, una delle zone oceaniche più inquinate del globo, per poi proseguire verso gli estuari e le foci dei fiumi che necessitano di questo tipo di intervento.

Il funzionamento del catamarano può essere paragonato all’azione della famiglia di pesci mobulidi, perciò il nome Manta, che, come i “parenti” Razza e Diavoli di Mare, aspira il proprio “nutrimento”. Al posto di organismi planctonici però, questa imbarcazione è in grado di risucchiare rifiuti a partire da una dimensione minima di 10 mm e fino a 1 metro di profondità.  Per farlo, Manta utilizza quattro sistemi di raccolta complementari. Tappetini collettori per il trasporto di rifiuti a bordo, tre sistemi di raccolta superficiale che agiscono su una campata di 46 metri, due piccole imbarcazioni, Le Mobula, in grado di raccogliere micro e macro rifiuti di plastica in aree troppo strette o poco profonde altrimenti interdette alla nave madre, due gru laterali che estraggono dall’acqua i detriti galleggianti più grandi. Un sistema perfettamente integrato che da progetto potrebbe portare, a seconda della loro densità nelle zone di intervento, a raccogliere da 1 a 3 tonnellate di rifiuti ogni ora, per 20 ore al giorno, 7 giorni su 7 raggiungendo l’ambizioso obiettivo di tirar fuori dall’acqua fra e 5.000 e le 10.000 tonnellate di plastica all’anno.  A bordo di Manta, nulla si butta, tutto viene trasformato e riutilizzato. Dai sistemi di raccolta e stoccaggio, a quelli di alimentazione delle apparecchiature e propulsione.

Grazie a un termovalorizzatore, la gran parte dei rifiuti raccolti viene convertita in energia elettrica utilizzata a bordo, mentre le vele, realizzate con tecnologia Dynarig,  due turbine eoliche da 100 kW, 500 m² di pannelli solari fotovoltaici, due idrogeneratori e l’unità di recupero dell’energia di scarto le consentono di navigare con un’autonomia da qualsiasi fonte di alimentazione esterna pari al 75%, riducendone al minimo l’impatto ambientale. E parallelamente alle attività di recupero e riuso, a bordo della “nave verde”, si porteranno avanti anche attività di ricerca ed educative.

A questo proposito,  è stato previsto l’allestimento di due laboratori scientifici per trovare soluzioni tecnologiche innovative utili alla gestione dei rifiuti e anche di una sala convegni. Nella veste di ambasciatrice degli oceani, durante gli scali Manta sarà aperta al pubblico per mostrare, e dimostrare, che un altro modo è possibile promuovendo azioni individuali e collettive volte alla salvaguardia degli oceani.