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IL GRANDE MAZINGA

Non più prodotti per bambini, i grandi classici dell’animazione tv giapponese oggi sono oggetto di arte, collezionismo e passione per oltre 4 generazioni. In questa rubrica analizzeremo le serie mitiche, con lo sguardo di chi visse il loro arrivo in Italia la prima volta…

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I GRANDI MITI ANIMATI NIPPONICI

Titolo Originale: Gureto Majinga
Anno di produzione: 1974

Episodi: 55
Prima trasmissione in Italia: 1979, Canale 5
Edizione italiana a cura di: CD Cooperativa Doppiatori
Sigla: Superobots

La malefica civiltà di Micene, sopravvissuta per millenni popolando le viscere della Terra, si risveglia con l’intento di conquistare il mondo.

A difesa dell’umanità c’è il professor Kabuto, direttore della Fortezza delle Scienze, che partorisce l’idea di un potente robot costruito rielaborando il progetto del Mazinga Z.

Pilota del robot è il figlio adottivo di Kenzo Kabuto (figlio di Juzo e padre del pilota di Mazinga Zeta, Koji), Tetsuya, addestrato sin dalla tenera età al fine di diventare un impavido combattente.

A bordo del Brain Condor, il protagonista può meccanicamente collegarsi alla calotta cranica del suo robot e prenderne i comandi.

Al fianco di Tetsuya c’è Jun Hono, figlia di una giapponese e di un africano, che guida un robot dalle sembianze femminili, Venus Alfa. Irrompe con una partecipazione tanto inutile quanto comica il Boss Robot. Al termine della serie si unirà al gruppo Koji Kabuto (qui col nome originale) che pilota il Mazinga Z.

Capo dell’esercito nemico è il Generale Nero, insieme a lui, il Ministro Argos, il Duca di Gorgon, la Marchesa Yanus e il Maresciallo delle Tenebre (il Dottor Inferno resuscitato).

Io c’ero*

“Great Mazinger” rappresenta il seguito di “Mazinga Z”, del quale conserva alcuni personaggi, introducendone però molti inediti.

La serie fu trasmessa per la prima volta in Giappone nel 1974 ed è composta da 56 episodi. Ne “Il Grande Mazinga” il “mangaka” e autore Go Nagai ha tracciato le psicologie dei veri personaggi in modo più complesso rispetto a “Mazinga Z”: si assiste alle sofferenze di Jun, discriminata per il colore della pelle, o di Tetsuya, la cui vita è stata “programmata” esclusivamente in funzione della lotta. Anche i nemici sono delineati in modo tale da divenire delle perfette icone di malvagità. Rispetto al suo predecessore, il Grande Mazinga può volare senza l’ausilio di componenti aggiunti ed è equipaggiato con armi più potenti e sofisticate. Il Grande Mazinga è stato il primo robot ad impugnare una spada e a essere dotato di un attacco finale.

*Nicola Carrassi, autore de ‘Il Grande libro di Cartoni & Tv’. Sperling &Kupfer

Le immagini mostrate, a completezza dell’informazione, appartengono ai rispettivi autori e detentori dei copyright. © Go Nagai