IL MATRIMONIO

I racconti del prof. Stefano Grifoni: ogni riferimento a fatti e personaggi non è puramente casuale.

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Stefano Grifoni
IL MATRIMONIO

I racconti del prof. Stefano Grifoni: ogni riferimento a fatti e personaggi non è puramente casuale.

Cari figlioli siamo qui per celebrare il matrimonio di Enrica con Aldo ”disse don Giulio rivolgendosi alle persone presenti. I due giovani sposi si guardarono. Lui le lanciò un bacio “Sei bellissima amore…”, Enrica sorrise. La chiesa era piena di gente. Nella ultima fila di panche erano sedute Francesca e Laura amiche di infanzia di Enrica.

Francesca era vestita con un abito blu e indossava un cappello bianco, Laura con camicetta gialla e pantalone bianco. Le due ragazze chiacchieravano disinvolte a bassa voce. Francesca pensava alla sua amicizia con la sposa e a lei che ancora non aveva trovato l’uomo ideale.
“Enrica ti ho consolato mentre piangevi perché lui la faceva piangere” disse rivolgendosi a Laura che aveva vicino “siamo state ore e ore a parlare e a ridere da sole, abbiamo fatto le vacanze insieme e ora tutto finito” “A me i matrimoni, di per sé, non piacciono”, disse Laura. “Ti giuro Francesca che ho provato a farmeli piacere, senza dubbio meglio dei funerali. Troppa gente triste. Penso che oggi mi commuoverò quando sentirò dire la frase “prometto di prendermi cura di te sempre, nella buona e nella cattiva sorte, in salute e in malattia”.

“Ti immagini quanto può costare un matrimonio così” disse Francesca “ci sono tanti amici che vengono da fuori, che si sono spostati da una città ad un’altra, faranno un weekend fuori (durante il quale ci sarà la cerimonia). Chi invita in genere deve pagare il volo aereo, gli spostamenti annessi e connessi, la notte in hotel. Noi abbiamo dovuto fare il regalo, andare dal parrucchiere e ovviamente comprare il vestito, le scarpe, la borsa, gli accessori, fare la manicure e la pedicure e anche il tampone.

“Si hai ragione e poi fisicamente si soffre” disse Laura. “Le donne soffrono perché sono su trampoli insensati per i quali già a metà della cerimonia, a forza di fare alzati e siediti, alzati e siediti non ne possono più. E guarda i poveri uomini, sudano con il vestito, la camicia e la cravatta. In questa chiesa fa molto caldo. Del resto siamo in estate”. “Si è vero” disse Francesca” “c’è talmente tanta gente ai matrimoni che è impossibile godersi gli sposi, che devono giustamente stare dietro a tutti e ringraziare gli ospiti. Quindi ti fai questo supplizio per i tuoi amici, che a stento incrocerai per 10 minuti nell’intera giornata.” “In un certo senso questi momenti ti fanno riflettere, se non sei sposata pensi che anche tu dovresti” disse Laura “e ti domandi perché lui a te ancora non lo ha chiesto. Ma poi preferisci rimanere single perché ti vengono in mente le statistiche sui divorzi e gli studi sulla sessualità delle coppie coniugate, gli atti di violenza dei mariti traditi. Se sei sposata da anni probabilmente pensi: perché lo fate, disperati ragazzi miei. Ci siamo sentite con Enrica prima del matrimonio e mi sembrava di capire che …”.

Il colloquio tra Francesca e Laura fu interrotto da uno degli invitati che si trovava dietro a loro. “Signore siamo in chiesa e se volete continuare a chiacchierare potete uscire”. Stava andando tutto bene. Ad un certo punto la sposa gridò” Non ci vedo più oddio non ci vedo più amore dove sei? “Cosa succede?” chiese il sacerdote, “Padre mia moglie…” “non è ancora sua moglie, non è ancora sua moglie replicò il sacerdote, il matrimonio non è stato celebrato”. “La mia fidanzata non ci vede più bisogna portarla in ospedale e interrompere la cerimonia”.

Arrivarono in ospedale insieme a Laura e Francesca che tenevano per mano Federica. Anche don Giulio li seguì. Il triage si trasformò in un pulpito matrimoniale. Lei a sinistra era davvero bella e giovane vestita con un abito bianco. Lui a destra indossava un tait grigioperla con la coda. Don Giulio si mise al centro trai due. Federica era disperata e continuava a non vederci. “Quando il padre ha pronunciato delle frasi mi sono sentita svenire”. “Sta a vedere la colpa è mia alla fine” disse Don Giulio.

“Amore non mi lasciare vedovo prima del tempo” disse Aldo “Veramente non era mia intenzione ma non ci vedo proprio” disse Federica. Il medico del pronto soccorso chiese “Non ci vede per niente signora? “No dottore non la vedo e girandosi verso il futuro marito con gli occhi persi nel vuoto” disse “Non vedo nemmeno lui”. L’oculista iniziò la visita: guardi qui, ora in alto…”.

“Dottore stavo per svenire e ho cominciato a sudare poi non ci ho visto più”. “Bisogna vedere il fondo dell’occhio forse è la circolazione che non va”. Tutte le ricerche dopo ore di attesa non evidenziarono malattie di sorta e lo stesso la tac del cervello. “Lo sapevo” disse Laura “troppa ansia” “lei voleva dimostrare che poteva tenere tutto sotto controllo e non emozionarsi”. “Che ne dici Francesca?” “Sicuramente quando ti sposi non devi pensare, devi abbandonarti. Non sai mai come sarà o cosa ti potrà succedere. Devi rischiare” rispose Francesca.

Don Giulio la guardò con compassione e poi chiese ad Aldo “Cosa facciamo signor Aldo”, “Con la sposa in ospedale il matrimonio dobbiamo rimandarlo che ne dice?”. Aldo ci penso un po’ e poi rivolgendosi a Don Giulio disse: “Aspetteremo le risposte dei medici e che Federica si riprenda del tutto”. “Con forti emozioni, a volte può succedere che una persona perda la vista. Ma in poco tempo la recupera” disse il medico.

Aldo decise di far celebrare lo stesso il matrimonio in ospedale. Inizialmente il parroco non voleva, poi ufficializzò comunque l’unione dei due giovani in pronto soccorso. E così davanti a medici e infermieri i due innamorati si scambiarono le loro promesse d’amore decisi a mantenerle “nella salute e nella malattia”.