IL MONDO COME UFFICIO

Sonia lavoratrice 2.0 raggiunge gli obiettivi in remote working occupandosi di innovazione per le imprese.

APPROFONDIMENTO
Francesca Franceschi
IL MONDO COME UFFICIO

Sonia lavoratrice 2.0 raggiunge gli obiettivi in remote working occupandosi di innovazione per le imprese.

Una scrivania mobile, un cavetto da tirare fuori all’occorrenza, carica-batterie pronto ma, soprattutto, una rete wi-fi che, gioco forza, deve sempre essere a portata di mano. O, meglio, di computer. È la vita, professionale e itinerante, di Sonia Elicio, barese, 31 anni ma per i quasi 13mila follower che la seguono ogni giorno su Instagram semplicemente “Soniachefacose – Remote Working Lifestyle”. La sua è una storia che profuma di tenacia, resilienza e forza ma, prima ancora, di adattamento. Alle novità, alle intemperie, ai mutamenti e alle opportunità. Specie quando la vita la mette a dura prova e, a soli 19 anni, il giorno stesso della sua immatricolazione alla facoltà di Fisica, anziché un libretto nuovo di zecca da riempiere di voti ed esami, si trova tra le mani la diagnosi di un brutto linfoma da combattere.

Il resto è lotta senza risparmiarsi e battaglia serrata. Quelle che i manuali di medicina tralasciano di raccontare. Trapianto di midollo, cellule staminali, lunghe attese nella camera iperbarica e tanto tempo per pensare e ristabilire ordine e priorità. E forse è proprio vero che la forza delle donne si sprigiona nei momenti più bui. Quelli che, in futuro e col senno del poi, ti danno la spinta giusta per cambiare, o meglio rimodellare gli eventi, le circostanze e quelle situazioni che ti fanno scalpitare per mandare in frantumi la gabbia e rimetterti in volo.

Ed è proprio per questo che Sonia, libera nell’anima ma testa ferma e idee chiare sulle spalle, non poteva accettare una vita scandita da giorni governati da orari fissi, performance aziendali da raggiungere, pochi meriti e tanti ritmi imposti da una società che sempre più pressa fagocitando ciò che davvero conta.

“Libertà e responsabilità”. Sono le parole chiave, la guida e il suo porto sicuro. Un punto fermo per lei che a Milano ha trovato la sua rinascita, non solo fisica, per poi spiccare finalmente il volo. A cominciare dalla vita professionale che, dopo un anno infelice in azienda, ha capito sarebbe potuta essere ovunque dando così le dimissioni. E di nuovo libertà e responsabilità. Gli studi in economia e marketing, un anno come ragazza alla pari in Inghilterra per non pesare sulla famiglia ma, soprattutto, per perfezionare l’inglese, una laurea specialistica in Marketing Management alla Bocconi e un avvicinarsi, appassionato ma graduale, al mondo delle start-up e del digital marketing sempre più in espansione.

“Ho sempre creduto nel merito ma la realtà mi restituiva uno schiaffo in pieno volto facendomi passare per idealista. Non volevo pesare economicamente su mia madre e desideravo che anche mia sorella minore avesse buone opportunità. Dunque tanti lavori di fortuna, un progetto sui multipotenziali poi svanito, un libro scritto, altri lavoretti per campare e tanti viaggi zaino e portatile al seguito sia per assecondare la mia natura di animale sociale sia per abbeverare la mia sete di scoperta” racconta Sonia che, a 28 anni, ha aperto la sua partita Iva mettendo a disposizione delle aziende tutte le skills imparate sul campo.

Cosa fai oggi?

“Innovazione per le imprese”

Da dove?

“Ovunque ci sia una connessione internet” mi risponde dopo avermi raccontato che ha lavorato per l’Italia da Israele, Egitto, isole greche e tutta Europa.

Advisor e facilitatrice Hackathoh, Sonia oggi ha scelto di vivere a Bari condividendo un appartamento con alcune coinquiline ma, per la maggior parte del tempo, lavora viaggiando. Due soli ingredienti fondamentali: ostelli e connessione internet. Ecco che, girovagante e pronta a prendere il meglio, dispone del suo tempo stando al fianco delle aziende che, grazie alle sue capacità, flessibili e innovative, possono crescere sul mercato.

Lavoratrice 2.0 in gergo, “libera e responsabile del suo tempo” nella realtà. Valori che ha potuto consolidare recentemente anche durante due Creative harbour a Fuerteventura e in Algarve.

Di cosa si tratta?

“Un’esperienza, una start-up giovane trovata per caso su Instagram. Del resto come è accaduto con te che grazie ad un algoritmo e, per uno strano caso del destino un tatuaggio tanto simile sul nostro braccio sinistro, siamo oggi qui a parlare”

E l’Algarve cosa è stato? Una seconda Milano per te?

“Un cerchio perfetto che si è chiuso. Non è stato solo condivisione di spazi, lavoro e momenti: è stata una rivoluzione. Certe intese le riconosci, ti annusi e capisci che in quel preciso momento io e altri lavoratori digitali ci trovavamo lì e non poteva essere un caso. Ci siamo scelti e riconosciuti a pelle. Riduttivo parlare di Co-living, Co-working e Co-learning. Nel nostro caso è stata Condivisione reciproca. Talmente forte che continuiamo a raggiungerci, pur di stare insieme, in tutte le regioni dello stivale. Era il momento giusto per tutti noi: avevamo bisogno di incontrarci, arricchirci e stimolarci. Siamo tutti diversi eppure con lo stesso impianto di valori. Sai che ancora oggi ci sentiamo ogni giorno? L’Algarve è stato per tutti la mano di Dio, l’incontro delle affinità elettive”.

Stereotipi da combattere nel 2022?

“Ancora molti purtroppo”

Insegnamenti e prossime sfide?

“Prendere la vita con leggerezza, un po’ come insegna Calvino. Farsi meno problemi, ricordarsi che le persone, la gente è talmente concentrata su sé stessa che manco ha il tempo di pensare a te che ti stai facendo inutilmente mille problemi senza ragione di esistere. Ci saranno sempre luoghi comuni da combattere, chi pensa che se torno abbronzata da una città è perché sono stata in ferie o a fare la bella vita, chi non vede un vero lavoro in tanti nomadi digitali o remote working come me”.

La pandemia non ha insegnato proprio niente, allora?

“Oggi io e te abbiamo un compito: provare, col nostro esempio, a tramandare, a inserire una cultura diversa anche in Italia. Si può lavorare in modo diverso, responsabile, consapevole non rinunciando al nostro tempo e a alla nostra persona”

Come si fa?

“Libertà e responsabilità e via andare”.