IL PARADISO DELLA THAILANDIA RIMARRA' SENZA ACQUA

Koh Samui, la perla della Thailandia, è senza acqua potabile per colpa dei cambiamenti climatici e dell’invasione dei turisti.

TURISMO
Francesca Danila Toscano
IL PARADISO DELLA THAILANDIA RIMARRA' SENZA ACQUA

Koh Samui, la perla della Thailandia, è senza acqua potabile per colpa dei cambiamenti climatici e dell’invasione dei turisti.

Le conseguenze della crisi climatica continuano a farsi sentire sempre più forti. Sembravano fino a qualche tempo fa qualcosa di molto lontano; invece, oggi sono più reali e vicine che mai.

Ultimamente queste minacce si sono avvicinate agli abitanti di uno dei posti più belli al mondo, Koh Samui, la seconda isola più grande della Thailandia.

Un atollo di dimensioni abbastanza ridotte ma famoso in tutto il mondo come un paradiso terrestre fatto di spiagge incontaminate, acque cristalline, fondali marini carichi di biodiversità e una natura tropicale lussureggiante, tra cui svettano le palme da cocco.

Ma questo magnifico pezzo di mondo rischia infatti di rimanere senza acqua potabile a breve, grazie a turisti che si susseguono incessantemente a grandi numeri e al cambiamento climatico.

Non parliamo di anni, e nemmeno di mesi, ma di giorni, pochissimi giorni, circa un mese.

samui

Ma come si è arrivati a questo punto?

Tanti sono stati i fattori che hanno contribuito alla fine delle riserve d’acqua potabile nell’isola.

Da una parte la crisi climatica, con la grave mancanza di pioggia degli ultimi tempi, dall’altra il boom di turismi, che da tutto il mondo hanno ripreso ad arrivare dopo la fine delle restrizioni imposte dal Covid-19.

La quantità consumata singolarmente dalle persone è certamente importante, ma, anche le risorse idriche impiegate dalle strutture ricettive sono ingenti, come, ad esempio, i litri e litri necessari per riempiere le tante piscine di hotel e resort di lusso.

La carenza di acqua dolce non è però, un problema nuovo per l’isola, generalmente avviene nel periodo di secca, ovvero tra marzo e maggio. Oggi, invece, è tutto cambiato e, a far temere per il peggio si è unito anche l’arrivo di El Niño, il quale in concomitanza alla diminuzione delle piogge, può provocare una carenza più grave.

samui

Costretti a comprare l’acqua

La situazione purtroppo, sta diventando insostenibile.

I resort che, durante la pandemia avevano soltanto 5mila camere fruibili in tutta Koh Samui ora sono tornati ai livelli pre-Covid, con circa 25mila camere a disposizione. La maggior parte di queste strutture sono forniti di piscine, spa e servizi che utilizzano una grande quantità di acqua. Gli stessi imprenditori del turismo che traevano molti profitti ora si trovano in seria difficoltà, costretti a utilizzare i loro introiti per acquistare da fuori l’acqua potabile.
La siccità ha inoltre, anche aumentato le disuguaglianze già presenti nella popolazione, poiché i grandi hotel sono riusciti a pagare le forniture d’acqua, mentre la popolazione locale e i piccoli fornitori è costretta a restare a secco.

Secondo le stime, Koh Samui avrebbe bisogno di circa 30mila metri cubi di acqua al giorno: la maggior parte, quasi 24mila, arrivano tramite un impianto sotterraneo da Surat Thani sulla terraferma, mentre il resto sono scorte di serbatoi.
Le autorità dell’isola hanno già diffuso un invito a un uso “parsimonioso e responsabile” dell’acqua per evitare che l’atollo diventi “zona disastrata”, mentre gli esperti, nel tentativo di assicurare un futuro all’economia di Koh Samui, implorano subito “più pianificazione e adattamento”.