IL PATRONO D’EUROPA È ANCORA SENZA CASA

La Basilica di San Benedetto a Norcia rimane, a cinque anni dal devastante terremoto del 2016, un cumulo di macerie. E’ terminato solo il progetto di ricostruzione. L’arcivescovo Renato Boccardo traccia la rotta, ma le sue parole hanno bisogno di atti concreti.

APPROFONDIMENTO
Enrico Presilla
IL PATRONO D’EUROPA È ANCORA SENZA CASA

La Basilica di San Benedetto a Norcia rimane, a cinque anni dal devastante terremoto del 2016, un cumulo di macerie. E’ terminato solo il progetto di ricostruzione. L’arcivescovo Renato Boccardo traccia la rotta, ma le sue parole hanno bisogno di atti concreti.

Era il 30 ottobre 2016 quando un terremoto di magnitudo 6.5 causò, tra le altre cose, il crollo della Basilica di San Benedetto a Norcia, lasciando il patrono d’Europa senza la sua “casa”. Ma il cedimento del rinomato luogo di culto divenne anche il simbolo delle profonde ferite inflitte da numerosi eventi sismici, che flagellarono il Centro-Italia tra l’agosto 2016 e il gennaio 2017, provocando morti, feriti, sfollati e grande devastazione nelle frazioni di Accumoli, Amatrice, Norcia, Preci, Montereale.

Paesi storditi da scosse sismiche di notevole intensità. Territori colpiti da una profonda distruzione, per nulla rimarginata né dal punto di vista sociale né da quello strutturale. E la Basilica di San Benedetto è tuttora e suo malgrado un simbolo ancora mutilato e in attesa di essere riedificato. Il soggetto attuatore per la ricostruzione della Basilica è il Ministero della Cultura per il tramite dell’ufficio del Soprintendente Speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016, l’ingegner Paolo Iannelli. Alla data del 6 settembre 2021 la Soprintendenza dell’Umbria ha rilasciato il nulla osta al progetto definitivo, ma ancora non si conoscono l’importo dei lavori né chi sarà l’impresa esecutrice.

Monsignor Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia, sempre molto attento ai bisogni della gente e attivo sul versante ricostruzione, ha tracciato la rotta: “Tutti speriamo di restituire quanto prima a Norcia e all’Europa intera questo simbolo. La Basilica tornerà ad essere luogo per le celebrazioni e il culto, ma la vogliamo anche restituire all’umanità con la freschezza e la novità mai diminuita del messaggio di San Benedetto che è un messaggio di pace, di riconciliazione, di unità, di superamento delle differenze e delle contrapposizioni. I rapporti con le istituzioni pubbliche di ogni livello – ha affermato il presidente della Conferenza episcopale umbra – sono cordiali e improntanti alla collaborazione. Mi piace, in particolare, ringraziare il Commissario Straordinario di Governo alla ricostruzione per le zone del terremoto del 2016 e 2017 Giovanni Legnini: con lui finalmente stiamo vedendo dei risultati concreti anche per le chiese – su tutte la già citata Basilica di San Benedetto e l’Abbazia di Sant’Eutizio in Preci – simboli eloquenti di fede, di arte, di storia, di cultura e di vita”.

E Norcia e il suo territorio hanno davvero bisogno di concretezza: dopo gli squarci del sisma, le sferzate della pandemia, con il settore turistico in notevole sofferenza. Qui il Covid-19 ha avuto effetti devastanti: “Nelle popolazioni della Valnerina il virus ha creato ancora più vulnerabilità, venendo a sovrapporsi ad una situazione già fragile prodotta dal terremoto, aumentando ancora di più la solitudine e l’isolamento”, ha proseguito mons. Boccardo. “In questo panorama tenebroso, dunque, sentiamo di avere più bisogno che mai di un raggio di luce e lo cerchiamo, mendicanti, presso la memoria viva del grande San Benedetto che ci invita a non cedere alla delusione e alla rassegnazione; a non coltivare nel cuore risentimenti e amarezze; a non rinunciare a guardare avanti nonostante tutto”.

Parole di speranza, quelle dell’arcivescovo di Spoleto-Norcia, che non possono più essere disattese, che necessitano di essere trasformate in gru, impalcature e cemento. La regola benedettina, infatti, ha bisogno proprio di entrambi i momenti: affidamento e intraprendenza. Ora et labora dunque, ma anche ora al lavoro.