Il porcellino di terra indicatore ambientale da studiare

Studiare i comportamenti del porcellino di terra in modo tale da impiegarlo come bioindicatore per rivelare in particolare lo stato di inquinamento di un suolo.

AMBIENTE
Domenico Aloia
Il porcellino di terra indicatore ambientale da studiare

Studiare i comportamenti del porcellino di terra in modo tale da impiegarlo come bioindicatore per rivelare in particolare lo stato di inquinamento di un suolo.

L’ importanza del suolo e dei microorganismi

Il suolo è una struttura viva e in continua evoluzione popolato da una ricca fauna terricola, a dimostrarcelo è il fatto che in un ettaro di terreno siano presenti oltre 5000 Kg di organismi vari, che premettono di valutarne lo “stato di salute”, elemento dal quale dipende la buona riuscita di una coltura. Tra questi abitanti un ruolo importante è svolto dai microorganismi a cui appartiene un piccolo crostaceo dell’ ordine Isopoda e della famiglia Armadillidiidae, il porcellino di terra, (Armadillum vulgare) o onisco.

Gli esemplari di questa specie si contraddistinguono sotto l’ aspetto morfologico per la lunghezza  variabile da 0, 5 millimetri a 1 – 3 mm fino addirittura al mezzo metro, per il fatto di non presentare carapace e possedere sette paia di zampe identiche. Necessita di umidità che le consente di sopravvivere e si muove in notturna alla ricerca di cibo, principalmente vegetali e animali morti. In inverno entrano in dormienza riuscendo a sopportare temperature inferiori a 2 °C e superiori a 36 °C che potrebbero danneggiarli irreversibilmente. Generalmente prediligono vivere all’ interno di abitazioni, cantine, in orti, giardini, nei cumuli di vegetali e comunque in luoghi bui e con alta umidità. In posizione di riposo o se disturbati assumono la classica forma appallottolata che la mette in grado di sottrarsi a contatti esterni, nel caso dello stress provocato ad esempio da un suolo contaminato si frammentano.

Ma quale è il ruolo dei porcellini di terra ?

Questa specie, seppur spesso non troppo considerata, svolge un ruolo biologico fondamentale, del quale non sempre ci rendiamo conto. Innanzitutto è un importante decompositore della sostanza organica, infatti nutrendosi della lignina e  della cellulosa presenti nel compost, velocizza il processo, inoltre è impiegata per attività biomonitoraggio tramite le quali è possibile stabilire la qualità di un suolo, elemento fondamentale per la scelta di una coltura.

Il suolo rappresenta l’ elemento cardine dell’ attività agricola e per far si che possa ospitare nel migliore dei modi una coltura è necessario che si trovi in buona salute e non sia contaminato. Purtroppo pero i suoli possono andare incontro a contaminazione diretta a causa dell’ inquinamento chimico dovuto a solidi disciolti, sostanze organiche, sostanze bioreagenti, concimazioni organiche o minerali, fitofarmaci, metalli pesanti tra i quali zinco, cadmio, mercurio, cobalto, concimazioni organiche o minerali, fitofarmaci, fanghi da impianti di depurazione ecc, attività legate alla gestione dei rifiuti e ai processi produttivi e indiretta attraverso acque irrigue contaminate.

Inquinamento che può manifestarsi con effetti diretti e indiretti anche su animali e vegetali con fenomeni di fito tossicità e zoo tossicità, e provocare effetti sulla popolazione come nel caso del bioaccumulo. In particolare i metalli pesanti provocano fenomeni di inquinamento attraverso l’ impiego di pesticidi contenenti metalli pesanti, fertilizzanti fosfatici, compost, fanghi da impianti di depurazione, acque irrigue contaminate.

Un progetto per lo studio del porcellino di terra

Per studiare l’ inquinamento di un suolo in maniera ecologica e non invasiva si è dato vita a tanti piccoli porcellin, progetto promosso dall’ Università Bicocca di Milano di cui fanno parte Lorenzo Federico, dottorando del Dipartimento di Scienze dell’ Ambiente e della Terra, in veste di team leader, Sara Villa, docente di Ecotossicologia e Stress Ecology del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra, Elisabetta Fersini docente di Informatica del Dipartimento di Informatica, Sistemica e Comunicazione.

Inoltre collaborano Barbara Cerizza, consulente organizzativo, Alessandro Santambrogio, consulente di marketing e comunicazione, Tiziana Borsello,  Professore ordinario di Anatomia Umana del dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’ Università Statale di Milano.

Per monitorare il comportamento dei porcellini di terra che si disgregano in presenza di un suolo inquinato, i promotori dello studio hanno utilizzato un dispositivo composto da una microtelecamera a infrarossi e da un’ arena di plexiglas, dove è  contenuto il suolo e un certo numero di porcellini, che nel caso il terreno sia inquinato assumeranno un comportamento tipico.

In questo modo sarà possibile sviluppare un prototipo in grado di utilizzare una procedura di analisi automatica, brevettata dalla Prof.ssa Elisabetta Fersini e studiare biosensori grazie ai quali valutare il comportamento dei porcellini, catturare immagini del loro assetto gregario, analizzare il comportamento utilizzando tecniche di machine learning e elaborare i dati tramite indici ecologici per produrre un report sulla qualità dei suoli.

Una campagna di crowdfounding per sostenere il progetto

Sotto l’ aspetto finanziario si è pensato di sostenere il progetto grazie una campagna di Crowdfounding,  attraverso una apposita piattaforma dedicata  La scelta di puntare su un progetto partecipativo si è rivelata vincente, a dimostrarlo è il  superamento dell’ obiettivo minimo di 10 mila euro e il raggiungimento, quando restano 43 giorni alla chiusura della campagna, di 12 mila € frutto di oltre cinquanta donatori, oltre che di privati cittadini anche delle  aziende a2a e Ecotox Lds Srl.

L’ importo minimo dalle donazioni è di 5 euro e in base alla cifra donata sono previsti riconoscimenti per i donatori. Per coloro i quali donano almeno 30 € è prevista l’ organizzazione di momenti di approfondimento del progetto, con 50 € potrà essere valutata la qualità di un suolo o di un compost e ricevere un report sullo stato di contaminazione, con 100 € sarà possibile, una volta terminato il progetto, partecipare un evento divulgativo sul suolo e sul ruolo ecologico dei porcellini di terra.

Naturalmente la campagna di raccolta fondi non termina qui ma i suoi estensori si sono posti ulteriori obiettivi. Con circa 3500 euro sarà possibile effettuare un indagine sulla comunicazione chimica tra i porcellini e su come i contaminanti presenti nel suolo non permettano una forma di comunicazione tale da impedire la disgregazione degli esemplari di questa specie.