IL RITORNO DEL TRENO IN EUROPA: MODA O SCELTA LUNGIMIRANTE?

Il 2021 è l’anno europeo delle ferrovie. Il trasporto sui binari per viaggi multifunzionali, sicuri e sostenibili: le iniziative in corso e i progetti avveniristici.

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Pamela Preschern
IL RITORNO DEL TRENO IN EUROPA: MODA O SCELTA LUNGIMIRANTE?

Il 2021 è l’anno europeo delle ferrovie. Il trasporto sui binari per viaggi multifunzionali, sicuri e sostenibili: le iniziative in corso e i progetti avveniristici.

Una riflessione sullo status e sul futuro dei trasporti in Europa è necessaria. E decisamente attuale, a pochi giorni dalla conclusione della Settimana della mobilità europea, iniziativa organizzata a cadenza annuale dalla Commissione europea, per sensibilizzare sulla mobilità urbana sostenibile. Siamo nell’Anno europeo delle ferrovie European Year of Rail: 12 mesi nei quali protagonista è il treno, con i benefici e i vantaggi che offre rispetto ad altri mezzi di trasporto. Tra le iniziative più emblematiche non può esser trascurato il Connecting Europe Express, attualmente in viaggio. È partito il 2 settembre da Lisbona, con l’obiettivo di promuovere la sostenibilità, attraverso varie attività a cui è possibile partecipare da casa o nelle diverse stazioni ferroviarie che attraverserà. Destinazione: Parigi, il 7 ottobre prossimo.

Lo stato dell’arte del trasporto ferroviario in Europa:  vantaggi e sfide

Sono innegabili le ripercussioni negative che ha avuto la pandemia sul settore dei trasporti, incluso quello ferroviario. Che ha quindi bisogno, ora più che mai, di una “spinta”. Ma perché privilegiare il treno rispetto agli altri mezzi? I motivi sono legati ai benefici, coerenti con le politiche europee a difesa dell’ambiente e clima, sintetizzate nella Strategia del Green Deal europeo. Ma non solo. Il treno è, innanzitutto, un mezzo multifunzionale: utilizzato non solo da vacanzieri e pendolari, ma anche da aziende e vettori merci che, passando alla ferrovia, possono approfittare di offerte sempre più competitive per trasportare le loro merci in tutta Europa, riducendo l’impronta di carbonio.

Inoltre è ecologico: essendo in gran parte elettrificato, il trasporto ferroviario permette di ottenere meno emissioni di gas serra rispetto a quello stradale o aereo. Guardando alla valutazione dell’Agenzia europea dell’Ambiente dello scorso dicembre, in UE è responsabile di meno dell’ 1% delle emissioni di gas serra, contro il 25% di quelle causate dal totale dei mezzi di trasporto. Inoltre, rappresenta l’unica modalità che negli ultimi 30 anni ha costantemente ridotto il consumo di energia, con un costante crescente utilizzo di fonti rinnovabili. E poi il treno è conveniente, comodo e sicuro. Che sia per un viaggio di piacere o di lavoro è il mezzo più sicuro, quello che registra la più bassa incidenza di incidenti mortali rispetto al resto del trasporto terrestre. Oltre ad essere confortevole e versatile, consentendo di svolgere diverse attività o, semplicemente, di rilassarsi  allentando la concentrazione.

I punti di forza descritti sopra sono innegabili. In teoria, poiché quando si passa alla pratica la situazione cambia. Già, perché seppure il settore ferroviario sia, nell’ambito dei trasporti, quello che riceve più finanziamenti UE, paradossalmente, viaggiare in treno costa più che in aereo. Inoltre, nonostante l’esperienza nel settore e il livello piuttosto avanzato di sviluppo delle sue reti ferroviarie del nostro continente, solo il 7% circa dei passeggeri e l’11% delle merci viaggiano su rotaia. Non c’è un unico responsabile, eppure, tra i principali figura la scarsa se non assente omogeneità negli standard tecnici dei vari paesi. Secondo un rapporto dell’organizzazione non governativa tedesca Germanwatch, manca una strategia a livello europeo; con la conseguenza che il viaggio transfrontaliero in treno risulta per molti un’opzione scomoda, costosa, inaffidabile rispetto ad altre, come il viaggio aereo. Rispetto al quale, inoltre, garantisce una minore tutela dei diritti dei passeggeri, su cui ricade la responsabilità di eventuali coincidenze perse e cancellazioni, in caso di prenotazioni con più operatori.

I viaggi del futuro saranno in treno? 

Seppure manchi ancora una visione integrata in UE, diversi paesi europei offrono esempi virtuosi e proposte innovative nel trasporto ferroviario. È il caso dell’Austria, dove i chilometri percorsi in treno sono circa il doppio rispetto alla media europea, grazie a massicci investimenti nelle infrastrutture e alla frequenza delle connessioni. Altro punto di forza del piccolo paese alpino è l’utilizzo di fonti rinnovabili (idroelettrica e solare) per generare l’elettricità. Non mancano imprese emergenti che, attraverso l’uso di tecnologie all’avanguardia, sono alla guida di diverse iniziative per favorire la riscoperta e i vantaggi del viaggio in treno.

C’è la francese Midnight trains, che propone esperienze notturne di viaggio all’insegna del comfort e dell’eleganza. Per godere di questo lusso, tuttavia, bisognerà attendere il 2024 quando questi “hotel  a 5 stelle su rotaia” verranno ufficialmente lanciati dalla stazione nord di Parigi.

Poi c’è la polacca Nevomo che, finanziata con un progetto di finanziamento collettivo (crowdfunding), offre un trasporto rapido di merci e passeggeri a una velocità di 415 km all’ora. Una tecnologia futuribile che non richiede la costruzione di nuovi binari, poiché il modello si basa sull’infrastruttura esistente con l’aggiunta della tecnologia magnetica, cosiddetta “magrail”. Una prima dimostrazione, in scala ridotta, del sistema è stata effettuata nel 2019 e ha attratto un notevole interesse e un sostanzioso finanziamento per un piano in tre fasi destinato a culminare nel prossimo decennio con l’arrivo di treni superveloci capaci di  viaggiare a una velocità di 1.200 km all’ora!

E ancora Nightjet, che collega Austria, Belgio, Germania, Paesi Bassi, Svizzera e Italia, con la sua vasta offerta di treni letto. Un’ottima occasione per viaggiare in modo ecologico ed economico, godendo di un’ampia selezione: da camere private con vari livelli di comodità a cuccette con letti a castello, ce n’è per tutti i gusti. Nel 2022 è previsto l’arrivo di nuovi treni ad alta tecnologia, dotati di bagni privati per camere standard, sistemi di regolazione della temperatura touchscreen e Wi-Fi gratuito, indipendentemente dalla durata del viaggio. In cantiere per il prossimo anno c’è anche lo European Sleeper che attraverserà Belgio, Paesi Bassi, Germania e Repubblica Ceca, operando tre volte a settimana. Obiettivo? Quello di migliorare la qualità dei viaggi ferroviari in Europa, rendendoli una scelta quotidiana, economica e confortevole. Le premesse per un pieno successo ci sono: le sue azioni sono andate esaurite in 15 minuti, raccogliendo 500.000 euro da diversi finanziatori che hanno deciso di investire su un’interconnessione europea efficace.

E non può certo mancare un cenno a un progetto a firma italiana che, seppure avveniristico per il momento, offre prospettive entusiasmanti. E’ il frutto della Crain Mobility, che sta sviluppando dei treni capaci di caricare e trasportare auto elettriche per sfruttare scali merci sottoutilizzati alla periferia di alcune delle più grandi città europee. Trasformandoli in terminal, dove le auto senza conducente salgono sul treno e parcheggiano, come si trattasse di un traghetto. Fondendo mobilità elettrica e trasporto pubblico, l’idea, lanciata due anni fa, è stata accolta con entusiasmo dalla comunità dei trasporti europea. L’obiettivo è rendere le strade più sicure e pulite senza ignorare la necessità, in specifiche situazioni, dell’auto.

Questi esempi mostrano che con le competenze e la lungimiranza, fare del trasporto ferroviario un settore di eccellenza a livello europeo non è un sogno. Può diventare realtà, anche a breve termine. A condizione che ci si convinca che si tratta di un interesse e di un bene comuni.