IL RUOLO DA PROTAGONISTA DELLA LOGISTICA NEL MONDO INTERO

Dopo il lockdown da due casi emblematici accaduti negli Stati Uniti e in Italia. La ripresa economica e i nuovi disegni di legge che danno impulso al settore.

INFRASTRUTTURE
Enzo Millepiedi
IL RUOLO DA PROTAGONISTA DELLA LOGISTICA NEL MONDO INTERO

Dopo il lockdown da due casi emblematici accaduti negli Stati Uniti e in Italia. La ripresa economica e i nuovi disegni di legge che danno impulso al settore.

Si sono ormai tutti resi conto della centralità strategica della logistica per il ruolo di protagonista nei mesi del lockdown durante i quali è stata capace di contenere i disagi non solo nel sostenere la produttività del Paese ma anche per evitare i disagi ai consumatori finali in un grave momento di criticità.

E ci si sta ora anche rendendo conto anche di una logistica che interpreta e persegue con decisione la transizione per la sostenibilità ambientale come del fatto che la ripresa economica dipenda dalla sua efficienza e dai suoi costi soprattutto in relazione ad una concorrenza corretta tra i suoi autori.

Cito due notizie, tra le tante, per corroborare questa impostazione, sulla quale si è aperto un ampio confronto: una viene dagli Stati Uniti, l’altra dall’Italia.

La prima. La Camera dei Rappresentanti ha recentemente approvato un disegno di legge, l’Ocean Shipping Reform Act 2021 (OSRA) che, se approvato anche al Senato, sostituirà la Ocean Shipping Reform Act 1998 (OSRA). Si tratta di un disegno di legge che richiede alle compagnie di navigazione di aderire a “standard minimi di servizio che soddisfino l’interesse pubblico”, dando maggiori poteri alla Federal Maritime Commission, affinché possa intervenire su eventuali  comportamenti considerati anti-concorrenziali da parte delle compagnie di navigazione di container e il conseguente impatto sulla catena logistica statunitense per importatori, esportatori e rivenditori.

È la reazione normativa, come si può ben capire, all’aumento vertiginoso dei noli e alle difficoltà di approvvigionamento che si sono verificate nei porti Usa, a cominciare da Los Angeles, difficoltà che hanno fatto dire a Biden di temere che la catena logistica agista come palla al piede della ripresa economica. Di contro si bolla questa posizione come eccessivamente dirigista e comunque inadeguato a risolvere le tensioni nella catena della logistica anche se si ammette che è evidente il problema di efficienza del sistema.

La seconda ci riporta in Italia dove è stato messo in discussione il modello particolarmente efficiente che fa capo ad Amazon.

Come si sa, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), dopo una complessa istruttoria, ha sanzionato per oltre 1 miliardo di euro (1.128.596.156,33) le società del Gruppo Amazon per violazione dell’art. 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea. Di fronte ad una notoria posizione di assoluto dominio nel mercato italiano dei servizi di intermediazione su marketplace, l’AGCM ha ritenuto che tale posizione sia arrivata a connotazioni abusive, nella parte in cui Amazon favorisce il proprio servizio di logistica ai danni degli operatori concorrenti. Con questo sistema Amazon rafforza ancora di più la sua posizione dominante.

Da questi due avvenimenti si capisce quanto sia non solo importante ma vitale, al di là di interventi normativi come negli Usa e di decisioni sanzionatorie delle Authority, configurare una modello di logistica intelligente che Port News per esempio vede fatta “di intermodalità nei porti (ferrovia che entra nei terminal), ripresa del legame tra porto, città e retroporto, autotrasporto inteso, specialmente in Italia, come ultimo miglio, logistica integrata per un servizioone stop shop esteso anche alla parte documentale con un approccio problem solving da operatore di logistica moderno, non semplice spostatore di beni altrui, digitalizzazione reale in virtù di un sistema condiviso, capillare e sicuro che si estenda alla tracciabilità delle merci e degli stessi mezzi di trasporto”.

E indica come “vera sfida” quella sul fattore umano con il sostegno al lavoro, alla professionalità e alla formazione per introdurre un approccio trasparente ed efficiente, nei porti e negli snodi di tutta la catena logistica.

È straordinaria – va citata – l’attività trentennale per esempio della Scuola Nazionale Trasporti e Logistica con sede alla Spezia ma presente ove richiesta in ogni regione italiana che riesce a corrispondere ai fabbisogni di figure professionali delle aziende, dai logistic manager al personale ferroviario, dagli spedizionieri ai doganalisti. E sarebbe opportuno che cominciasse ad occuparsi anche della formazione degli autisti che mancano ovunque in Europa a cominciare dai 17-20 mila di cui ha bisogno l’Italia.