IN BASILICATA SI ALLEVA LA FIBRA DEGLI DEI

Dalle Ande ad Acerenza, il primo allevamento di alpaca in Italia. Non solo lana pregiata ma anche trekking e turismo lento coi camelidi.

AMBIENTE
Francesca Franceschi
IN BASILICATA SI ALLEVA LA FIBRA DEGLI DEI

Dalle Ande ad Acerenza, il primo allevamento di alpaca in Italia. Non solo lana pregiata ma anche trekking e turismo lento coi camelidi.

Dalle Ande ad Acerenza. Non è solo il titolo di un podcast ambientato in Basilicata ma anche il progetto – di vita e di lavoro – di Canio Caruso che, dodici anni fa, nelle sue terre lucane ha dato vita al primo allevamento italiano – e ancora oggi il solo ed unico del Meridione – di Alpaca, il dolce e buffo animale che vive sulle Ande. Costanza, sacrifici, caparbietà, passione ma anche amore viscerale per la sua terra, la Basilicata, hanno spinto Canio a credere in un sogno e ad andare oltre la famosa e prestigiosa lana per investire in visite ludico didattiche per le scuole, per i bambini e, più in generale, per tutti coloro che desiderano rilassarsi godendo di un momento di calma e di soft trekking vicino a questo docile mammifero. E i visitatori, dati alla mano, lo apprezzano. Ad Acerenza, provincia di Potenza, infatti arrivano ogni mese partecipanti e turisti non solo dalle limitrofe regioni del Sud Italia ma anche da Israele, Francia, Svizzera e Spagna per vedere questi teneri mammiferi e, sotto la scrupolosa supervisione di una guida, interagire con loro, accarezzarli e perfino darli da mangiare. Una realtà imprenditoriale che oggi dà vita a tanti capi di abbigliamento ricavati grazie alla pregiata lana che Canio rivende online e nel punto vendita di Acerenza. Non solo. Grazie a questa attività è andato via via a stimolarsi un turismo lento, eco-friendly e a stretto contatto, grazie a laboratori ad hoc, con i 15 buffi camelidi che hanno tanto da insegnare all’essere umano.

Benvenuti a “Basilicata Alpaca”, una realtà di eccellenza che, proprio recentemente, è stata portata come esempio dalla Regione Basilicata che, in questo luogo, non vede solo ed esclusivamente un allevamento ma una scommessa – apparentemente bizzarra – vinta dal proprietario a beneficio di tutta la collettività. Le idee, del resto, erano ben chiare. Canio ha sempre saputo, dopo una breve carriera come militare, che avrebbe voluto fare qualcosa di bello con il suo appezzamento di terra senza esser disposto a destinarlo ad allevamenti intensivi né a coltivazioni ma a qualcosa di nuovo, pionieristico e mai visto prima da quelle parti. E allora?

Le scelte fortunate, si sa, nascono quasi sempre per caso o per diletto. Buona la prima verrebbe da dire se si pensa che il giovane allevatore, 31 anni, ha digitato per caso su “Google” la frase “creature simili a peluche” e dopo pochi giorni si è trovato ad acquistare tre alpaca direttamente dal Perù, precisamente Roy, Manu e Annuna, due femmine un maschio. Il resto è storia. Notti di studio, di sacrifici, di confronto con veterinari che non conoscevano così bene questa specie e, soprattutto, apprendimento sul campo. Abitudini, gravidanze, alimentazione e cure ma anche costi e distanze: in questi ambiti Canio ha concentrato i suoi studi e ha dato vita, anno dopo anno, ad una realtà che dà vita alla fibra degli dei, una lana anallergica che contiene in sé proprietà battericida e acaricida, ossia non viene contaminata da pulci, zecche, acari e insetti. Inoltre, dopo la tosatura, questa lana viene semplicemente lavata con acqua senza subire processi chimici per la pulizia e la coloratura. Non infeltrisce, si adatta molto bene alla forma del corpo e genera una sensazione molto piacevole sulla pelle di sceglie di indossare questo tessuto anallergico che, infatti, non contiene lanolina. What else? A fine visita tutti i partecipanti possono creare un loro capo di abbigliamento con la lana di alpaca o, in alternativa, fare alpaca trekking con una guida specializzata o semplicemente godere della presenza di questi dolci mammiferi nell’apposita area pic-nic. Benvenuti in Basilicata!