IN GIORDANIA IL RISPETTO PER GLI ANIMALI PASSA DAL TURISMO

A Petra è in atto un graduale superamento dei calessi e delle carrozze trainate da cavalli, asini e cammelli, cominciano a essere sostituiti auto elettriche ecosostenibili in nome del benessere animale, del turismo responsabile e dell’accessibilità.

AMBIENTE
Chiara Grasso
IN GIORDANIA IL RISPETTO PER GLI ANIMALI PASSA DAL TURISMO

A Petra è in atto un graduale superamento dei calessi e delle carrozze trainate da cavalli, asini e cammelli, cominciano a essere sostituiti auto elettriche ecosostenibili in nome del benessere animale, del turismo responsabile e dell’accessibilità.

Fino a pochi giorni fa, gli oltre mille cinquecento tra cavalli, asini, cammelli erano sfruttati dall’industria del turismo nella magnifica città archeologica di Petra, in Giordania, patrimonio dell’UNESCO. Gli animali trasportavano i visitatori in groppa o in carrozza per percorsi di 10 chilometri attraverso l’antica città dei Nabatei.
Nelle vicinanze c’era solo una piccola clinica veterinaria locale che non riusciva a prendersi cura di tutti gli animali feriti e in fin di vita che venivano portati per essere curati dopo l’esasperante lavoro. I sentieri attraverso gli imponenti canyon di Petra, un tempo trasportavano incenso, mirra, seta e schiavi ma oggi il traffico è costituito dai turisti: più di mezzo milione all’anno secondo il Petra National Trust, a bordo di altri schiavi…questa volta a quattro zampe.

Con un accesso limitato alle cure veterinarie, molti animali soffrivano di stanchezza, zoppia e coliche e in alcuni casi morivano di stenti per mancanza di cibo o cure. Preoccupati per il loro trattamento, il gruppo Four Paws Animal Welfare e la Princess Alia Foundation hanno lavorato per anni con il ministero del turismo per inaugurare un programma volto a fermare gli abusi e migliorare le condizioni di vita. Alle proteste e alle iniziative delle associazioni locali, si è aggiunta anche l’internazionale ONG PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) che ha confermato condizioni miserabili per molti dei cavalli, asini e cammelli che lavorano a Petra e hanno costruito un’altra clinica veterinaria gratuita fuori dal parco, dopo aver scoperto che agli animali venivano negati ombra, acqua e riposo e venivano regolarmente picchiati e frustati, il tutto mentre erano costretti a trasportare turisti.

Così, alla luce di ciò, circa due settimane fa è stata lanciata una prima flotta di dieci auto elettriche ecosostenibili per sostituire dodici delle carrozze trainate dagli animali. “L’idea doveva essere lanciata nel 2019, ma la pandemia di Covid l’ha ritardata”, ha affermato Suleiman Farajat, commissario capo dell’Autorità regionale per lo sviluppo e il turismo di Petra (PDTRA).
L’innovativa iniziativa fa parte di una strategia più ampia volta ad affrontare le questioni relative al benessere degli animali e alla sostenibilità ambientale. Il PDTRA ha creato anche il “villaggio culturale” a cui si accederà tramite autobus elettrici e tutto l’ingresso sarà possibile con abbonamenti digitali anziché biglietti cartacei. Un vero inno alla sostenibilità ambientale e al rispetto animale! “I cavalli non soffriranno più a dover trascinare turisti pesanti con l’introduzione di questi veicoli rivoluzionari e speriamo di vedere altri sviluppi come questo”, ha affermato il vicepresidente senior di PETA, Jason Baker.

Il cambiamento è mosso anche da un altro motivo: contribuire a rendere il sito del patrimonio mondiale dell’UNESCO molto più accessibile ai visitatori anziani e con problemi motori. L’industria del turismo giordano e del sito archeologico di Petra, che dà da mangiare a centinaia di famiglie, si sta riprendendo dal colpo di Covid-19, dopo aver fatto affidamento su questo per oltre il 10% del suo PIL. La pandemia ha ridotto i ricavi da 5,8 miliardi di dollari nel 2019 a 1 miliardo di dollari l’anno scorso.

Queste importanti iniziative sostenibili sono quindi un ottimo trampolino di rilancio per il turismo giordano. La svolta animalista e ambientalista, per ora è un’operazione transitoria che funge da prova per vedere come i turisti e la popolazione locale reagiscono a questo cambiamento e sebbene la sostituzione di 12 carrozze con 10 E-Buggy Car, sia stato concordata con l’associazione dei proprietari di cavalli, molti lavoratori locali si lamentano temendo di perdere il lavoro e l’investimento iniziale di aver comprato gli animali. Proprio per questo, a tutela dei lavoratori locali, l’iniziativa è stata concordata e progettata in collaborazione con la Horse Owner Association (associazione locale dei proprietari di cavalli e asini) che ha anche favorito la creazione di venti nuovi posti di lavoro, assumendo e formando conducenti e ingegneri. “Diamo all’associazione dei lavoratori il 75% dei profitti generati dalle auto. Possono guadagnare almeno tre volte di più di quando avevano le carrozze; le 12 carrozze in funzione consentivano il trasporto di 24 turisti in un’ora, ma le vetture consentono di ospitare 64 turisti“, ha affermato Farajat.

Come spesso accade, in ogni occasione di progresso culturale e ambientale, bisogna scendere a compromessi e fare i conti con la tradizione, il folklore e le antiche abitudini locali che non sempre coincidono con i cambiamenti nell’opinione pubblica rispetto al benessere animale e alla sensibilità ambientale e sociale. Se i progressi sociali, ambientali e tecnologici non si fossero insediati nel nostro mondo, oggi non esisterebbero lavatrici per le proteste delle lavandaie, non esisterebbero treni ed andremmo tutti in calesse. Il rispetto delle popolazioni locali e del lavoro tradizionale va rispettato e tutelato, garantendo, come in questo caso, nuovi posti di lavoro e possibilità di fondi per chi non riesce a adattarsi al cambiamento. Ma ricordiamoci che non è il progresso valoriale che deve adattarsi alle antiche tradizioni, ma il contrario.

Speriamo che altri Paesi, tra cui l’Italia, possano seguire l’esempio di Petra e mettere fine a carrozze e botticelle trainate da esseri viventi costretti a camminare su substrati pericolosi e innaturali per la loro conformazione anatomica e fisiologica, sotto il sole cocente o la pioggia fredda. Speriamo che sempre più turisti decidano di preferire una bicicletta, una macchina elettrica o comode alternative sostenibili all’essere trasportati da animali e speriamo che le centinaia di petizioni, iniziative locali e proteste da parte delle associazioni animaliste possano finalmente essere ascoltate dai Comuni delle nostre bellissime e visitatissime città d’arte italiane.
La tradizione ora deve lasciare spazio al progresso.