IN KAJAK PER DARE UNA MANO ALLA SCIENZA

Come un progetto di raccolta di microplastiche dal mare diventa un esempio virtuoso di citizen science.

AMBIENTE
Susanna Bagnoli
IN KAJAK PER DARE UNA MANO ALLA SCIENZA

Come un progetto di raccolta di microplastiche dal mare diventa un esempio virtuoso di citizen science.

Andare a caccia di microplastiche con il kajak, per dare una mano alla scienza. Succede nel golfo ligure da circa un anno, ed è un progetto scientifico particolarmente innovativo, che coinvolge gli sportivi, tanti i giovani, che abitano in zone marine. ‘Il progetto Micro Plastic Hunter è un esperimento di citizen science, in cui coinvolgiamo i cittadini per una finalità scientifica che è quella di raccogliere quanti più campioni di microplastiche è possibile, per studiare questi materiali dannosi per l’ambiente e per l’uomo– spiega Francesca Garaventa, ricercatrice dell’Istituto per lo studio degli impatti antropici e la sostenibilità in ambiente marino (Ias) del Cnr – con questo sistema non solo ampliamo la quantità di dati a disposizione ma anche l’area di indagine perché riusciamo ad arrivare sotto costa e in aree protette. Infine un aspetto molto importante è che comunichiamo un messaggio e cioè che le persone possono essere parte del processo scientifico e contribuire a indagarlo e risolverlo”.

Non sono più i tempi in cui la scienza guardava con diffidenza, se non con chiusura, all’apertura alla comunità. Prova ne sia che Micro Plastic Hunter è stato di recente presentato come best practice alla GenOa week 2022, rassegna dell’università di Genova, come esempio virtuoso di sinergia tra società e istituzioni. Il kajak non è scelto a caso, è una imbarcazione che presta più di altre alla riuscita dell’obiettivo di raccogliere i campioni. “Spesso le barche adoperate per fare i campionamenti con l’uso della manta (un telaio specifico per microplastiche, ndr) sono troppo grandi per campionare nei pressi della costa o delle insenature – continua Garaventa – con i kajak dotati di reti manta più piccole, appositamente studiate, è possibile raggiungere questi luoghi. Ovviamente, per far sì che il coinvolgimento del cittadino abbia valore scientifico, è necessario che il campionamento venga eseguito in base a standard precisi“.

Tanti i soggetti che contribuiscono alla riuscita dell’iniziativa insieme all’istituto del Cnr e sono Guardia costiera ausiliaria, Lega navale italiana, Marevivo, OutBe, Outdoor Portofino. Le opportunità per partecipare sono aperte a tutti, unico requisito richiesto è saper nuotare. Gli eventi sono segnalati nel sito del progetto.