IN SICILIA ANZIANO È BELLO

“Nessuno escluso”, l’iniziativa siciliana che attraverso l’agricoltura e il raccolto dai sapori antichi promuove modelli sostenibili e integrazione sociale.

AMBIENTE
Francesca Franceschi
IN SICILIA ANZIANO È BELLO

“Nessuno escluso”, l’iniziativa siciliana che attraverso l’agricoltura e il raccolto dai sapori antichi promuove modelli sostenibili e integrazione sociale.

Contatto con la Madre Terra, mani sporche e ceste piene. Ma soprattutto la soddisfazione di cogliere i frutti del faticoso lavoro e veder crescere un semino che, dopo aver sfidato le intemperie, è diventato una sana e robusta pianta. Sono stati gli ingredienti di “Nessuno escluso”, la ‘due giorni’ che, a Canicattì, ha celebrato il ritorno alla natura, all’alimentazione sana e al benessere conditi dai racconti dei pranzi e delle cene degli anni ’30, ’40 e  ’50. Agricoltura come mezzo di rinascita e di inclusione sociale e, soprattutto, di condivisione. Lo sanno bene gli anziani che hanno preso parte a questo progetto, nell’agrigentino, che hanno combattuto con cavicchi e annaffiatoi la solitudine e l’isolamento.

Un’iniziativa che profuma di compagnia, condivisione e, al contempo, di salute e vita sana. Ed ecco che lo scorso sabato, nella sede dell’azienda Bio Di Loro a Racalmuto, si è svolto l’incontro sull’orto sociale seguito dal raccolto di ortaggi e verdure piantumati e curati dai soci della sezione di Canicattì dell’associazione UniTre. Le azioni BenEssere e CondiVivo rientrano nel progetto finanziato dall’assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea, con il Psr Sicilia, Misura 16 – Sottomisura 16.9.

Agricoltura quale strumento per evitare l’isolamento, la solitudine e, talvolta, la tristezza che raggiunge le persone in tarda età ma anche mezzo per combattere stili alimentari nocivi.
Venerdì scorso, nello specifico, al centro culturale San Domenico di Canicattì si è svolto il “Laboratorio dei ricordi – L’alimentazione in età scolare prima della dieta mediterranea”, un’iniziativa che altro non è che un elogio alla semplicità, intesa come nuovo paradigma che risolve i problemi dell’alimentazione, del benessere, dell’utilizzo sostenibile delle risorse ma anche del rispetto della biodiversità, della memoria e dei modelli virtuosi di stili di vita e alimentari.

Ed ecco che anche nel regno della Trinacria con l’agricoltura sociale si sperimenta l’integrazione sociale e, attraverso la pratica diretta dell’agricoltura, se ne favorisce la sua diffusione. Gli anziani del paese, infatti, hanno partecipato ad un percorso che andava dalla semina al raccolto dimostrando come sia possibile produrre in maniera sostenibile rispettando i ritmi della natura. Un esperimento costruttivo che ha anche consentito, a chi ha investito la vita nel lavoro e non ha mai potuto godersi le gioie della campagna e del biologico, di affacciarsi a un mondo nuovo apprendendo tecniche mai utilizzate e con la possibilità di gioire dei piccoli piaceri della vita, della raccolta e dello stare insieme conoscendo i semi, i terreni, le temperature. Insegnamenti e trucchi da trasmettere alle nuove generazioni. E il Pianeta ringrazia.