In Sicilia prove per la coltivazione del caffè

Le favorevoli condizioni climatiche permettono di coltivare piante “esotiche”. L’università degli studi di Palermo sta valutando la possibilità.

AMBIENTE
Domenico Aloia
In Sicilia prove per la coltivazione del caffè

Le favorevoli condizioni climatiche permettono di coltivare piante “esotiche”. L’università degli studi di Palermo sta valutando la possibilità.

Ricreare in Sicilia le condizioni climatiche dei paesi di origine e testare la possibilità di coltivare il caffè è quanto sta facendo l’ Università degli Studi di Palermo. Se pensate che nel nostro paese non sia possibile coltivare banane, ananas, papaya, mango, ma anche il caffè, vi sbagliate. Nelle regioni del sud Italia, in particolare in Sicilia, dove particolari condizioni climatiche sono favorevoli alla crescita di queste specie, numerose sono aziende che le hanno inserite nell’ ordinamento colturale.

Ma se per banane, mango, papaya, ecc la coltivazione è già sviluppata in pieno campo, lo stesso non vale per il caffè, coltura presente a scopo sperimentale in Sicilia agli inizi del novecento ma rapidamente scomparsa a causa di condizioni climatiche avverse rispetto alla situazione attuale principalmente temperature troppo basse e a ondate di gelo, che potrebbero portarci a parlare di cambiamenti climatici ante litteram.

All’Università degli Studi di Palermo prove per la coltivazione del caffè

Per questo l’ Università degli Studi di Palermo, grazie alla collaborazione con il locale orto botanico ha posto in essere prove di coltivazione del caffè, pianta originaria e tutt’ ora ampiamente coltivata in areali cosiddetti tropicali, quindi in centrosud America (Costarica, Cuba, Messico, Nicaragua, Guatemala Bolivia, Ecuador, Colombia Brasile), Africa (Burundi, Camerun, Congo, Costa d’ Avorio, Etiopia, Kenya) e Asia ( Cina, India, Vietnam) per testarne la possibilità di adattamento al clima dell’ Italia meridionale, in particolare la Sicilia e all’ eventuale coltivazione in pieno campo

Naturalmente le condizioni climatiche siciliane, seppur in mutazione a causa di cambiamenti climatici sempre più repentini, presentano differenze rispetto a quelle degli areali di origine, e quindi impongono che anche qui venga ricreato un determinato microclima. Ci riferiamo a climi caldi caratterizzati da temperature comprese tra 18 e 24 °C, che non scendano sotto lo zero con piovosità abbondanti, circa 1000 millimetri e intermittenti, alternati a periodi caratterizzati da clima caldo e secco.

Condizioni che solo in parte riescono ad essere replicate per la coltivazione in  pieno campo nell’ areale Siciliano, dove la piovosità media annua è di circa 850 mm e le ore di sole toccano le 2600, con temperature che possono raggiungere e superare i 40 °C nei mesi estivi. Inoltre nei paesi di origine le coltivazioni sono promiscue alle foreste che garantisce il necessario ombreggiamento e una adeguata radiazione e una non eccessiva escursione termica.

In Sicilia difficile ricreare al meglio le condizioni dei paesi d’ origine per la coltivazione in pieno campo, si punta a quella in serra

Se il pieno campo alle nostre latitudini è complicato da portare avanti, discorso diverso vale per la coltivazione in coltura protetta, in serra. Tra le prove che l’ Università degli Studi di Palermo stà sviluppando  quelle condotte dal prof. Vittorio Farina e del gruppo di lavoro, costituito dai prof. Scuderi e Tinebra della medesima università e da Gugliuzza, ricercatore del CREA difesa e certificazione di Palermo hanno proprio l’ obiettivo di sviluppare la coltivazione in serra.

Il gruppo di lavoro ha condotto tra maggio 2021 e ottobre 2022 una prova in serra fredda presso l’ azienda Orto di Rosolino a Terrasini nel palermitano dove sono presenti circa 800 piante della varietà Arabica, e altre dell’ ibrido Catimor 5175 consociate con alberi di papaya e banana che svolgono proprio l ‘effetto ombreggiante del quale abbiamo accennato. Le prove hanno permesso di analizzare parametri ambientali e vegetativi, nonché la fenologia e l’ attività foto sintetica. Nel periodo in oggetto la temperatura non è mai scesa sotto lo zero, parametro quest’ ultimo fondamentale per la buona riuscita della coltura, e contestualmente non sono stati riscontrati danni da freddo. Per quanto riguarda l’ umidità, altro parametro da attenzionare, i valori diurni hanno compensato l’ aumento di quelli notturni.

Se le condizioni climatiche che sono state create in serra permettono la coltivazione del caffè, lo stesso non vale per il pieno campo. Questo perché le temperature esterne registrate prossime allo zero avrebbero provocato il congelamento dei tessuti e la morte delle piante. La coltura ha mostrato anche un andamento particolare della crescita a seconda dell’ influenza del clima che ha inciso sulla fenologia. Infatti dopo una fase di stasi autunnale, in primavera grazie all’ innalzamento delle temperature si è avuto l’ aumento dell’ attività vegetativa che ha portato allo sviluppo di foglie, fiori e frutti.

Le prove condotte hanno lo scopo di dar vita ad una industrializzazione delle coltura. Infatti si stà cercando di creare una filiera del caffè interamente Siciliana in collaborazione con Morettino, realtà palermitana del caffè che fina dagli anni novanta conduce prove di coltivazione del caffè. Negli ultimi anni si iniziano a vedere i primi frutti, dagli iniziali 30 Kg del 2021 si è passati a 50 Kg nel 2022 e a 100 nel 2023.

Questa esperienza rappresenta la volontà di dare vita a filiere nuove in grado di creare un valore aggiunto per l’ agricoltura e per l’ agroindustria. Infatti oltre all’ attività scientifica e di pieno campo si è deciso dalla collaborazione tra torrefazione Moretto e Orto Botanico di Palermo dare vita al Coffe Festival, la cui prima edizione si è tenuta lo scorso 1 giugno proprio lungo i viali dell’ orto botanico.