IN UMBRIA LA COLLEZIONE MONDIALE DI OLIVI

Dare vita ad una collezione di olivi rappresentativa del maggior numero di varietà presenti al mondo è l’ambizioso progetto del comune di Lugnano.

AMBIENTE
Domenico Aloia
IN UMBRIA LA COLLEZIONE MONDIALE DI OLIVI

Dare vita ad una collezione di olivi rappresentativa del maggior numero di varietà presenti al mondo è l’ambizioso progetto del comune di Lugnano.

Lugnano in Teverina, l’olivo come volano di sviluppo per il territorio

Lugnano in Teverina è un comune di 1300 abitanti in provincia di Terni a circa 25 km dal lago di Corbara in direzione Orvieto, tra l’Orvietano e l’Amerino (zona di Amelia).  Negli ultimi dieci anni con l’obiettivo di incrementare il turismo e accendere una luce su uno dei tanti borghi, che lungo la penisola stanno andando incontro ad un percorso di inevitabile spopolamento, ha deciso di valorizzare il proprio territorio attraverso uno degli elementi caratteristici del paesaggio e dell’ economia, l’ olivicoltura. Con queste premesse si è deciso di dare vita ad una collezione di olivi che potesse ospitare quante più specie possibili a livello mondiale così da rappresentare un unicum nel suo genere.

A dire la verità, come ha ricordato il Dott. Mauro Gramaccia del Parco Tecnologico Agroalimentare dell’ Umbria, uno dei partner del progetto, in occasione di Olea Mundi Day tenutosi a Lugnano il 2 dicembre 2023, prodromica rispetto all’ esperienza lugnanese, è stata quella del professor Fontanazza già direttore dell’ Istituto di ricerche sull’ olivicoltura del CNR di Perugia che negli anni 80 – 90 e ad inizio duemila aveva curato una collezione mondiale in Sicilia presso i vivai di Piazza Armerina e in campo ad Enna.

La messa a dimora delle prime piante grazie all’ amministrazione comunale e al CNR avvenuta nel novembre 2014 rappresenta il punto di partenza del progetto che nel corso degli anni si è sempre più evoluto. In questi nove anni infatti sono state organizzate iniziative a scopo promozionale, tra le quali workshop, manifestazioni come la maratona dell’olio. In particolare un progetto che ha dato un importante mano allo sviluppo della collezione è adotta un olivo partito nel 2016, grazie al quale il sig. Anthony Lauria, statunitense si è fregiato di essere stato il primo ad adottare un olivo della collezione, una pianta dell’unica varietà originaria degli Stati Uniti, la Mission. Inoltre, sempre in quest’ ambito sono state create figure di adottanti onorari individuati dal comune in personalità della cultura e dello spettacolo o in semplici cittadini in qualche modo legati al borgo.

Ma le attività non finiscono qui, infatti è stato formalizzato un gemellaggio con la collezione presente nel giardino della cattedrale di San Rufino ad Assisi e nel 2020 stato istituito per il primo fine settimana di dicembre l’Olea Mundi Day, che oltre ad essere una celebrazione della collezione mondiale rappresenta un’ occasione per far conoscere il territorio e non solo attraverso l’ olivicoltura, dove vengono presentate esperienze legate all’ oro verde e al suo mondo

La collezione di Lugnano in Teverina unica nei numeri ma non la sola in Italia

La collezione rappresenta un unicum nel genere per numero di varietà presenti, ma comunque non è la sola, possiamo infatti citarne almeno tre presenti nel nostro paese, due delle quali in Umbria, differenti per gli obiettivi costitutivi. La prima è quella creata nel 2019 servizio dell’ istituto agrario Ciuffelli di Todi nell’ ambito del progetto di tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario promosso dalla Regione Umbria, con l’ obiettivo puramente didattico e rappresenta un campo per lo studio della biodiversità olivicola composto da sessanta varietà ed è solo l’ ultima delle attività di valorizzazione della biodiversità portate avanti dall’ istituto.

Ha un intento pacifista invece l’oliveto per la pace voluto ad Assisi dall’ ex sindaco della città serafica Gianfranco Costa, fondatore e coordinatore del Centro Internazionale per la Pace dove attualmente sono presenti 24 piante di olivo provenienti da altrettanti paesi.

Con l’obiettivo di testare varietà resistenti alla Xylella fastidiosa, nell’ ambito del progetto portato avanti dal CNR IPSP di Bari, è stato creato un campo presso l’ azienda agricola Giovanni Melcarne ad Ugento nel leccese.

Importanti partner scientifici per un progetto mondiale

Nel novembre 2014 grazie alla cessione in comodato d’ uso di un terreno di proprietà della locale Università Agraria l’amministrazione comunale di Lugnano in Teverina ha dato l’ avvio al progetto, insieme ai partner scientifici, Parco Tecnologico Agroalimentare dell’ Umbria e CNR Isafom (Istituto per i sistemi agricoli e forestali mediterranei), e IBBR (Istituto di bioscenze e biorisorse).

Le piante, circa 1200 per 400 varietà, tra umbre, nazionali e internazionali sono suddivise in tre blocchi, il primo dove sono inserite le varietà in ordine alfabetico per area di provenienza, a questo seguono le oltre 207 italiane a partire dalla Castiglionese (Abruzzo) per terminare con la veneta San Sivino, mentre nella terza accessione straniera dall’ argentina Auraco fino alla Mission statunitense. Attualmente sono presenti varietà provenienti da 18 regioni italiane e 22 paesi nel mondo. Tra le varietà internazionali quelle maggiormente rappresentate provengono da Spagna, Grecia e Turchia, mentre per quelle italiane ben 72 sono accessioni umbre e 31 siciliane. Gli olivi sono stati in parte donati e in parte ottenuti in seguito a manifestazioni, come la già citata maratona dell’ olio in occasione della quale i comuni partecipanti hanno appunto regalato un olivo alla collezione.

Le varietà le cui marze derivano dalle collezioni di Enna sono il frutto di una collezione di germoplasma conservata dal CNR ISAFOM e IBBR di Perugia, dove sono stati valutati gli aspetti genetici, morfologici e bio agronomici.

Il compito del CNR, come riferito dalla Dott.ssa Luciana Baldoni, da quando circa 3 anni fa le prime piante sono entrate in produzione è stato quello di studiarne l’ evoluzione tramite un confronto tra le diverse varietà presenti in modo tale da valutare diverse caratteristiche, tra le quali la maggiore o minore propensione alla produzione di olio, la sua qualità, il portamento delle piante, la densità della chioma, la precocità di entrata in produzione, la resistenza a mosca, occhio di pavone, rogna e lebbra, la tolleranza a siccità e freddo.

Un raccolto unico da varietà di tutto il mondo

Naturalmente il raccolto, nonostante fosse minimo, è stato molito qualche giorno fa, a dicembre 2023, seppur per un atto simbolico più che per una reale produzione legata ad un risvolto economico. Aldilà della qualità del prodotto comunque possiamo dire che è stato ottenuto un olio mondiale da una collezione mondiale, unico perché in grado di unire centinaia di varietà ognuna con peculiarità e diversità proprie tutte concentrate in un solo luogo.

Vicesindaco Alessandro Dimiziani
Alessandro Dimiziani, Vicesindaco Lugnano

La collezione di Lugnano in una pubblicazione sulla tutela della biodiversità

Le attività svolte negli anni dal servizio di salvaguardia della biodiversità della Regione Umbria e le tappe costitutive dell’ attuale collezione mondiale degli olivi sono state oggetto in una pubblicazione del 2022 dal titolo “la collezione mondiale di olivo di Lugnano in Teverina”. Un volume a più mani al quale hanno contributo ricercatori del Parco Tecnologico Agroalimentare dell’ Umbria e del CNR, il Vicesindaco di Lugnano Alessandro Dimiziani e altri contributori che rientra nelle attività divulgative del progetto di salvaguardia della biodiversità come previsto dalla legge nazionale 194/2015 “Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare” e vede la Regione Umbria fortemente coinvolta nella tutela di risorse genetiche autoctone di interesse agrario.

Per il futuro incrementare la collezione e altri progetti

Come dichiarato dal Vicesindaco Alessandro Dimiziani l’intenzione è quella di ingrandire ancora di più la collezione, creare un sentiero che possa fungere da ingresso, favorire visite delle scolaresche e costruire un un prefabbricato da adibire a laboratorio, georeferenziare l’ intera collezione, apporre di cartelli identificativi per le singole piante, creazione di un comitato di amici della collezione grazie al coinvolgimento personaggi di spicco.