IN VIAGGIO CON LA CENERENTOLA DELLA DISPENSA: LA CIPOLLA (3)

Continua il nostro viaggia nel Cilento. Un piccolo bulbo, la cipolla di Vatolla e il fascino della campagna.

TURISMO
Sara Stefanini
IN VIAGGIO CON LA CENERENTOLA DELLA DISPENSA: LA CIPOLLA (3)

Continua il nostro viaggia nel Cilento. Un piccolo bulbo, la cipolla di Vatolla e il fascino della campagna.

Un piccolo bulbo, mescolanza di sapori e delicatezza, ci guiderà alla scoperta del Cilento, meraviglioso angolo della Campania vicino a Salerno, caratterizzato da dolci colline su cui troviamo ulivi e vigneti, che si specchiano nel Mar Tirreno.

La protagonista di questo itinerario è la cipolla di Vatolla, coltivata principalmente nei campi del comune a cui deve il suo nome. Le caratteristiche della cipolla di Vatolla sono strettamente legate alla natura argilloso del suolo in cui viene coltivata, che le conferisce il suo bel colore rosato, con le catafille, ovvero le parti interne, bianche, ben serrate, con sfumature longitudinali rosa sfumato, la dolcezza, tanto da essere considerata tra le varietà italiane più dolci, e l’intenso profumo.

Presenta una forma a trottola o allungata e si caratterizza, oltre che per la dolcezza e il profumo delicato come sopra ricordato, per avere diverse proprietà benefiche come l’elevata digeribilità e la presenza di flavonodi, utili per il sistema cardio-vascolare. E dulcis in fundo, possiede la capacità di non far lacrimare durante il taglio da cruda.

Questa cipolla, secondo la tradizione, ha origine antiche e sarebbe stata portata a Vatolla dall’Oriente, probabilmente dall’attuale Afghanistan, dai monaci basiliani in fuga dalle persecuzioni bizantine dopo l’anno Mille. La coltivazione della cipolla di Vatolla richiede grande impegno e dedizione da parte dei coltivatori. La semina è effettuata tra agosto e settembre e tra novembre e dicembre, le piantine vengono trapiantate negli orti e la raccolta avviene a luglio. Dopo di che occorrono cinque o sei passaggi in campo per eliminare le piante antagoniste, che come tutti i passaggi che caratterizzano la coltivazione di questa cipolla, avvengono tassativamente a mano.

Una volta raccolte le cipolle vengono lasciate qualche giorno all’esterno sul terreno, così da consentire alle loro lunghe code di seccare naturalmente, seguendo il proprio tempo, per poter raggiungere la giusta resistenza per affrontare la fase successiva, in cui mani esperte le intrecciano per farne ordinati mazzetti a seccare all’aria. La cipolla di Vatolla, proprio per la sua digeribilità e dolcezza, è perfetta nelle insalate ed è l’ingrediente fondamentale del tradizionale “susciello di cipolla”, una zuppa di cipolla condita con olio extravergine e pecorino.

Questo bulbo ci permette di andare a conoscere l’antichissima Viculus Vatulanus.

Sono molti i reperti che farebbero risalire l’origine di Vatolla a epoca romana, come iscrizioni marmoree, e che sia uno dei paesi più antichi del Cilento. La prima documentazione storicamente accettata è quella che si ritrova in un documento del 994 in cui si fa riferimento alla donazione di terre, case, uomini e boschi, che i re longobardi di Salerno Giovanni e Guaimario fecero all’abate del monastero di San Magno. Vatolla è un piccolo borgo, dai fertili terreni, inserito nel Parco nazionale del Cilento, posto su una dolce collina da cui si può ammirare anche il mare. Vale perdersi tra le sue viuzze, in cui ci si può imbattere in bellissimi palazzi, tra cui il Palazzo Vargas, luogo in cui soggiornò il filosofo Giambattista Vico tra il 1689 e il 1695, quando ancora era noto col nome de Il Catello, questo perché fu eretto con ogni probabilità in luogo dove in precedenza sorgeva un castello che, contemporaneamente, coincideva anche con la sede del rappresentante longobardo dell’Abazia di San Magno.

Per valorizzare questo luogo nel tempo sono stati realizzati diversi progetti culturali, come l’istituzione, al suo interno, del museo della civiltà contadina, in cui assurge agli onori la nostra cipolla, e della sede della Fondazione Vico.

In merito all’architettura religiosa, si ricorda la chiesa di Santa Maria delle Grazie che risale al 1019 e pare sia sorta su un tempio dedicato al culto di Bacco, testimoniato dalle immagini di Pan, Dioniso, Bacco e Sileno ai lati della facciata; e il convento di Santa Maria della Pietà risale al 1619 quando i francescani modificarono la struttura della cappella della Pietà al cui interno era conservato un affresco ritenuto miracoloso dalla popolazione.

Non ci resta che ringraziare la nostra piccola compagna di viaggio, la cipolla, che ci ha permesso di scoprire luoghi dal sapore antico, in cui l’amore è sorgente e frutto per il futuro, e ci accomiatiamo con una frase di Giambattisco Vico:

“È necessario che vi sia nella natura delle cose umane una lingua mentale comune a tutte le nazioni, la quale uniformemente intenda la sostanza delle cose agibili nell’umana vita socievole, e la spieghi con tante diverse modificazioni per quanti diversi aspetti possan aver esse cose”.

Suggeriti
TURISMO
IN VIAGGIO CON LA CENERENTOLA DELLA DISPENSA: LA CIPOLLA
Nel nostro viaggio attraverso l'Italia, questa settimana debutta la cipolla. L'origine risale a 5.000 a.C. . “La bianca, la bionda e la rossa”.
TURISMO
IN VIAGGIO CON LA CENERENTOLA DELLA DISPENSA: LA CIPOLLA (2)
Nelle Marche la "Rossa piatta di Pedaso", molto aromatica, dolce e digeribile. Un ciclo di coltivazione molto lungo.