Risparmio, italiani più prudenti: cresce l’avversione al rischio

L’Indagine 2026 di Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi fotografa famiglie prudenti: risparmia il 56%, mentre cresce la diffidenza verso rischio e digitale.

STRADENUOVE-Più della metà degli italiani continua a risparmiare, ma l’incertezza economica e geopolitica spinge le famiglie verso una prudenza senza precedenti. È il quadro tracciato dall’Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2026, realizzata da Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi su un campione di 1.800 capifamiglia titolari di conto corrente.

Il 56% degli intervistati dichiara di essere riuscito a risparmiare, contro il 58% del 2025, accantonando in media l’11,9% del reddito disponibile. Per il 28% il risparmio è indispensabile, un valore prossimo ai massimi della serie storica. La motivazione principale resta la prevenzione, indicata dal 40% del campione; seguono pensione e casa, entrambe al 19%, e i figli all’11%. Sale al 6% la quota di chi risparmia espressamente per investire.

Avversione al rischio ai massimi

Il rapporto tra chi non è disposto a correre rischi negli investimenti e chi accetta di farlo raggiunge quota 33,6, rispetto a 20,5 nel 2025 e 8,1 nel 2017. Il dato più marcato riguarda i giovani tra 18 e 24 anni, per i quali il rapporto sale a 84 contrari al rischio per ogni favorevole.

Secondo l’Indagine, sulle scelte pesano le “cicatrici” lasciate da pandemia, inflazione e crisi geopolitiche. Quasi il 72% degli investitori possiede inoltre portafogli scarsamente o per nulla diversificati, mentre soltanto il 36% sa che un fondo azionario è generalmente meno rischioso di una singola azione.

La valutazione del rischio è indicata come la difficoltà maggiore nel processo di investimento dal 50,3% degli intervistati. Il gestore bancario resta il consigliere ritenuto più affidabile dal 47% del campione; cresce il ruolo di consulenti indipendenti e private banker, al 16%, mentre il fai-da-te riguarda il 24%.

Obbligazioni e risparmio gestito

Nel 2026 il 23,5% del campione possiede obbligazioni, che rappresentano mediamente il 26,6% dei portafogli. Gli acquirenti risultano il doppio dei venditori e il livello di soddisfazione resta positivo, nonostante il timore di perdite in caso di vendita anticipata e la scarsa protezione percepita dall’inflazione.

Il 25-30% degli intervistati possiede strumenti di risparmio gestito. Il rapporto tra sottoscrizioni e riscatti sale a 4,77 e cresce, seppure lentamente, la diffusione degli ETF a basso costo, soprattutto tra i 25-34enni.

Casa e protezione familiare

L’abitazione continua a essere il fulcro della ricchezza familiare: pesa circa due terzi di un patrimonio medio stimato in 320 mila euro e il 79% del campione vive in una casa di proprietà. Il 66% considera ancora l’immobile un investimento sicuro, ma la percentuale diminuisce per il secondo anno consecutivo.

La previdenza complementare resta ferma al 22% del campione. Le polizze vita coprono il 26,7% degli intervistati, quelle sanitarie il 16,9% e le coperture long-term care il 13,9%: numeri che, secondo il rapporto, mostrano una protezione familiare ancora incompleta.

Digitale sì, ma con supervisione umana

Il focus dedicato alla tecnologia, basato anche su un sovracampionamento di 300 persone, fotografa una forte polarizzazione: il 28,2% non utilizza internet, mentre il 27,9% lo integra pienamente nelle proprie attività. Quando si tratta di gestire il denaro, però, il 58,1% opera prevalentemente in filiale, il 26,5% adotta un modello misto e soltanto il 12,8% usa soprattutto l’app mobile.

La sicurezza rappresenta la preoccupazione principale: truffe e protezione dei dati sono citate dal 76,5% del campione e un quarto degli intervistati ha avuto esperienza diretta o indiretta di frodi online. I sistemi completamente automatizzati basati sull’intelligenza artificiale incontrano l’opposizione di circa l’87%.

Il quadro finale è quello di un sistema ibrido: la tecnologia viene accettata come supporto operativo, ma per le decisioni finanziarie rilevanti gli italiani continuano a chiedere controllo, chiarezza e supervisione umana.

Fonte: Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2026, Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi.