INFRASTRUTTURE A PROVA DI CLIMA, UNA GUIDA DALL’UE

Gli orientamenti tecnici della Commissione europea per infrastrutture resilienti e rispettose del clima. Le azioni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici prioritarie nella pianificazione, realizzazione e nello smantellamento delle opere.

INFRASTRUTTURE
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Pamela Preschern
INFRASTRUTTURE A PROVA DI CLIMA, UNA GUIDA DALL’UE

Gli orientamenti tecnici della Commissione europea per infrastrutture resilienti e rispettose del clima. Le azioni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici prioritarie nella pianificazione, realizzazione e nello smantellamento delle opere.

La verifica climatica per i progetti infrastrutturali non è un optional, bensì una necessità. Ne è convinta la Commissione europea che lo scorso luglio ha adottato gli orientamenti tecnici sulla verifica climatica dei progetti infrastrutturali per il periodo 2021-2027. Stabilendo principi e prassi comuni per individuare, classificare e gestire i rischi fisici legati al clima, le linee guida si rivolgono a esperti, progettisti, esecutori di opere infrastrutturali, ma anche ad autorità pubbliche, partner, investitori. Nella progettazione e nello sviluppo e di nuove opere, l’integrazione di misure di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici è imprescindibile, al fine di prevenire possibili rischi che eventi meteorologici estremi, sempre più comuni negli ultimi tempi, possono causare rappresentando un pericolo per la sicurezza ambientale ma anche umana.

In un paese come l’Italia i rischi dell’impatto dei cambiamenti climatici sulle opere pubbliche sono ben noti. Così come individuare, classificare e gestire l’impatto del clima in sede di pianificazione, sviluppo, esecuzione e rimozione di ponti, strade, ferrovie e altre opere, è necessario per prevenire il verificarsi di incidenti. Ad esempio, esaminare la tolleranza termica dei binari prima di avviare una nuova linea ferroviaria o il rischio di innalzamento del livello del mare in uno specifico territorio, sono esempi di attività di valutazione, indispensabili per ogni progetto.

Il contenuto degli orientamenti strategici 

Se sviluppare una maggiore resilienza alle condizioni climatiche odierne, sempre più estreme e imprevedibili, è una necessità, non può tuttavia mancare un approccio di contenimento e neutralizzazione del cambiamento del clima di cui, purtroppo, già stiamo subendo gli effetti. Le linee guida della Commissione europea combinano queste due dimensioni, individuando due pilastri – uno relativo alla mitigazione, l’altro all’adattamento al cambiamento climatico – ognuno dei quali diviso in due fasi che prevedono, rispettivamente, attività di screening e un’analisi dettagliata di diversi elementi. Nella prima fase della mitigazione, vanno studiate l’esposizione, la sensibilità e la vulnerabilità dell’opera da realizzare ai fattori climatici, per poi procedere con un’accurata analisi costi-benefici basata sulla verifica delle emissioni di gas serra, tenendo conto di un’aggiornata metodologia nello studio dell’impronta ecologica e dei costi invisibili del carbone. Per l’adattamento, a una prima fase di valutazione della vulnerabilità delle strutture, dovrebbe seguire l’individuazione di pratiche e processi volti a favorire la resilienza ai cambiamenti del clima, anche guardando ai progetti virtuosi sviluppati nell’ambito della programmazione finanziaria precedente (2014-2020) e includendo i processi di valutazione dell’impatto ambientale e di valutazione strategica ambientale.

La complementarietà con le altre iniziative dell’UE 

Gli orientamenti rispondono agli obiettivi europei sul clima integrando documenti e strategie alla base della politica climatica e ambientale dell’UE: l’Accordo di Parigi del dicembre 2015 “rinverdito”dal Pacchetto per il clima, il cosiddetto “Fit for 55“, approvato nell’ambito del Green Deal del luglio 2021. Con uno specifico riferimento a principi in materia di investimenti sostenibili come quello dell’ “efficienza energetica al primo posto” (Reg. UE 2018/1999) e quello “di non arrecare danni significativi” (Reg. UE 2020/852).

Le indicazioni incluse nella guida sono chiare e piuttosto specifiche. Si consideri, ad esempio, l’adozione per le infrastrutture con ciclo di vita oltre il 2050, di un approccio di economia circolare che preveda il riciclaggio o il riutilizzo dei materiali affinché l’operatività, la manutenzione e la disattivazione finale delle opere, risultino climaticamente neutre. Si tratta di suggerimenti che, seppure come tali non siano vincolanti, offrono una spinta verso pianificazione, esecuzione e controlli eco-friendly e sostengono, attraverso specifiche raccomandazioni agli Stati membri, anche i processi nazionali di “climate proofing“.

Le indicazioni per infrastrutture resilienti e a ridotto impatto climatico ci sono. Ora è tempo di rimboccarsi le maniche e applicarle adeguatamente in tutti gli Stati membri.