INFRASTRUTTURE E SOSTENIBILITÀ: IN ITALIA C'È, AL SUD

La tratta ferroviaria Napoli – Bari è un esempio di modello infrastrutturale realizzato secondo misure e principi di sostenibilità e transizione sostenibile.

INFRASTRUTTURE
Alessio Ramaccioni
INFRASTRUTTURE E SOSTENIBILITÀ: IN ITALIA C'È, AL SUD

La tratta ferroviaria Napoli – Bari è un esempio di modello infrastrutturale realizzato secondo misure e principi di sostenibilità e transizione sostenibile.

Per una parte della rete ferroviaria italiana è già iniziato il futuro: parliamo della tratta Napoli – Bari, costruita secondo i più moderni criteri in materia di sostenibilità ambientale ed energetica. Un’opera per la quale RFI – Rete Ferroviaria Italiana – ha ricevuto due importanti riconoscimenti: una certificazione Envision platinum per la tratta Frasso Telesino – San Lorenzo Maggiore, e il premio Pimby Green per tutto il collegamento. Un risultato straordinario, anche perché ottenuto con un intervento realizzato nel Meridione d’Italia, che dal punto di vista delle infrastrutture è certamente un’area del paese che necessita di interventi di ammodernamento e manutenzione importanti.

Mobilità sostenibile, Pnrr, Agenda 2030
I principi di sostenibilità ambientale ed energetica sono ormai diventati paradigma operativo: RFI è impegnata ormai da tempo ad uniformare i propri progetti agli obiettivi che con il Pnrr sono diventati vincolanti: “RFI è chiamata ad applicare misure e principi di sostenibilità” ha spiegato la presidente Anna Masutti, intervenendo al convegno sulla mobilità sostenibile organizzato nell’ambito del SAIE-Bari, il Salone Internazionale dell’Edilizia, che si è tenuto all’inizio di ottobre . “Si tratta di un impegno – ha aggiunto Masutti – che stiamo adottando alla luce del PNRR, ma anche dell’Agenda 2030. Il 45% delle risorse del PNRR sono destinate al Sud: sarà completato il raddoppio della linea Adriatica, mentre verranno ridotti i tempi sulla tratta Lecce-Bologna. L’alta velocità consentirà di collegare in tre ore Roma e Bari, mentre la tratta Napoli-Bari sarà percorribile in due ore”.

L’opera: numeri e tempi
La nuova linea Napoli-Bari, di cui il Rete Ferroviaria Italiana è committente, ha un costo complessivo di circa 6 miliardi di euro ed è parte integrante del Corridoio ferroviario europeo Ten-T Scandinavia – Mediterraneo. Entro il primo semestre del 2027, alla conclusione dei lavori, faciliterà di molto gli spostamenti da Bari verso Napoli e Roma. Sarà possibile andare da Bari a Napoli in 2 ore e fino a Roma in 3 ore. Prima di allora arriveranno progressive riduzioni dei tempi di viaggio grazie all’apertura per fasi dei nuovi tratti di linea, a partire dall’avvio del nuovo collegamento diretto Napoli-Bari che sarà operativo già nel 2023. La realizzazione dell’opera –  121 kilometri a doppio binario, 63 dei quali in galleria, 25 nuovi viadotti, 14 nuove stazioni, velocità massima 250 km./h – sta procedendo perfettamente nei tempi previsti dal cronoprogramma. Entro il 2021 – notizia confermata dai vertici di RFI – verranno aperti anche i cantieri dei lotti Orsara – Bovino e Hirpinia – Orsara (28 km per un investimento complessivo di 1,5 miliardi di euro). Si tratta di altre due tappe decisive nel percorso di completamento della linea.

Sostenibilità e attenzione all’ambiente
Il riconoscimento Envision al progetto del tratto Frasso Telesino – San Lorenzo è stato assegnato in virtù dell’attenzione riservata alle caratteristiche ambientali e alle peculiarità territoriali: la geomorfologia, l’idrologia, il paesaggio e la valorizzazione delle risorse culturali ed economiche locali. Il progetto prevede inoltre il riutilizzo ed il recupero della maggior parte dei materiali di scavo, e pone particolare attenzione alla qualità paesaggistica ed ecologica dei luoghi attraverso interventi di riqualificazione. Un intervento caratterizzato da elevati standard tecnico-qualitativi in fase realizzativa, con una effettiva minimizzazione delle interferenze con il territorio attraversato.

Le stazioni e le fermate dei treni sono poi dotate di avanzati sistemi di accessibilità che garantiscono l’integrazione con i centri urbani attraversati dalla linea ferroviaria. Particolare attenzione è stata riservata alla progettazione e realizzazione di ponti, viadotti e gallerie, in modo da integrarne al meglio l’inserimento nel contesto paesaggistico. Lo studio idrogeologico sui corsi d’acqua ha inoltre orientato le scelte progettuali verso soluzioni tese a mitigare l’impatto sull’ambiente. Insomma, un esempio pratico e concreto di infrastruttura – tra l’altro di notevoli dimensioni e di importanza strategica fondamentale – che fa della sostenibilità un elemento centrale fin dalla definizione del progetto iniziale. Un ottimo segnale per chi si auspica che i soldi del Pnrr possano realmente servire a dare la definitiva accelerazione alla transizione ecologica nel nostro paese.