INNOVAZIONE E CONTAMINAZIONE: BENVENUTI IN IC406

Un viaggio a Bari all’interno dell’incubatore per startup, pensato per raccogliere e dare slancio alle migliori idee in ambito digital business. Un polo di competenze che fanno rete per creare processi virtuosi e realizzano progetti all’avanguardia.

INFRASTRUTTURE
Francesca Franceschi
INNOVAZIONE E CONTAMINAZIONE: BENVENUTI IN IC406

Un viaggio a Bari all’interno dell’incubatore per startup, pensato per raccogliere e dare slancio alle migliori idee in ambito digital business. Un polo di competenze che fanno rete per creare processi virtuosi e realizzano progetti all’avanguardia.

Promuovere, valorizzare, supportare e far spiccare il volo a giovani talenti e alle loro idee innovative. A pochi chilometri dalla tangenziale, non troppo lontano dall’uscita Bari Carrassi sorge un campus che, a prima vista, profuma di modernità ed avanguardia. Un polo per le idee innovative, un bacino incubatore dove le scommesse prendono forma e si traducono in progetti o, per dirla meglio, in imprese. Non occorre sedersi ad un tavolo o visitare il polo per comprendere la portata di uno dei bacini di incubazione più innovativi del meridione. L’entusiasmo, la voglia di fare e la capacità di intercettare e dar vita a legami virtuosi traducendoli in opportunità di crescita si sprigionano con naturalezza quando incontri per la prima volta Roberto De Nicolò e Patrizio Guido Altieri, rispettivamente Digital Evangelist e business developer dell’innovation camp.

Benvenuti a IC406, il polo avanguardista ideato nel 2019 da Auriga (l’azienda che da più di 25 anni progetta e realizza software innovativi e piattaforme punto di riferimento per l’intero settore bancario) per dare alle nascenti o neonate startup gli spazi, gli strumenti e i finanziamenti per crescere e consolidarsi come professionisti o, per dirla in due parole, per strizzare l’occhio a chiunque abbia un’idea innovativa e desideri tradurla in un progetto di lavoro. Specie nel campo del digital business.

La professionalità e la voglia di fare rete creando processi virtuosi con quanti più partner possibili si percepiscono appena varcata la soglia della struttura modernissima che sorge sulla strada Vassallo. Dimenticatevi luoghi comuni e storielle da quattro soldi sul meridione. Qui laureandi, esperti, imprenditori, startupper, manager e investitori si scambiano visioni e competenze e, vicendevolmente, si contaminano con preziosi consigli (e contatti) da assorbire alla velocità di una spugna. Alle loro spalle room-meeting, seminari, work-shop, convegni e corsi che fanno da parete portante del progetto.

Qui si respira aria di innovazione, di competenze eterogenee e di una strada ben precisa e tracciata da percorrere.

Ma quali sono le caratteristiche della start-up digitale del domani? Se lo sono chiesti Roberto e Patrizio che hanno calato l’asso di IC406, assicurando un percorso pianificato e pensato per giovani imprese, startup o PMI alla ricerca di strumenti e competenze specifiche per sviluppare soluzioni innovative da testare sul mercato in ambito Digital Business. E in soldoni? Come spiegare questo bacino incubatore ai “non addetti ai lavori”?

In IC406, le nuove imprese possono accedere a diversi spazi e servizi, ottenere informazioni su opportunità e piani di finanziamento ad hoc ed avere la possibilità di disporre di un grant per lo sviluppo del progetto.

Crediamo profondamente nel valore della collaborazione e del lavorare in squadra ed è quello che stiamo facendo con le varie realtà (incubatori, acceleratori, hub d’innovazione, community e network di imprenditori) con cui entriamo in contatto ogni giorno: facciamo rete, mettiamo a sistema le nostre competenze e quelle dei nostri partner per raggiungere obiettivi comuni, orientati al supporto di startup ad alto valore sociale o ambientale – interviene Patrizio Guido Altieri, formazione giuridica e manageriale ma si autodefinisce “multipotenziale contaminato” -. Siamo fortemente convinti che una start-up con una precisa visione e un buon percorso di incubazione alle spalle sia molto più preparata ad affacciarsi agli investitori partner di IC406 e, dunque, più appetibile”.

Una realtà esclusiva in Puglia, capace di contaminare tutti gli attori protagonisti dando vita ad un ecosistema innovativo che da un lato tende la mano alle nuove generazioni e, dall’altro, contribuisce alla crescita economica e sociale della regione. Significativa a tal proposito è la scelta di un colosso quale Auriga di creare il proprio incubatore, a fronte delle sue tante sedi in tutto lo stivale e in Europa, nella regione in cui per prima a preso avvio la sua attività ormai nel lontano 1992 e dove ancora mantiene il suo headquarters. Una scelta che ricalca perfettamente il gorgheggiare del fermento innovativo che sta giorno dopo giorno crescendo in Puglia dove, da qualche anno, si è capito che bisogna guardare all’open innovation per formare nuovi talenti e, soprattutto, per fare impresa.

Gli stessi intenti che stanno sperimentando e muovendo con sempre più maggior convinzione le Università pugliesi che stimolano e accolgono nuovi approcci alla formazione auto-imprenditoriale “e sempre più aziende guardano all’Open Innovation come uno strumento indispensabile per innovare i propri prodotti e servizi e immaginare nuovi business – conferma Roberto De Nicolò e Altieri -. Tutto questo fermento sta inevitabilmente innescando la cultura della contaminazione e del dialogo, e quindi la genesi di un ecosistema. Anche Auriga, col programma di incubazione IC406, partecipa a questa sfida mettendo in campo relazioni efficaci ed attività evolutive”.

La sfida più difficile? Trattenere i talenti, incentivarli a restare e creare per loro le giuste opportunità.

E al tempo stesso attrarne di nuovi – precisano De Nicolò e Altieri -. Questo non può che aumentare la percezione del valore del nostro territorio, e quindi attrarre anche investimenti da fuori”.

Non è un caso che il Global Compact ONU abbia scelto lo scorso ottobre proprio Bari come sede per la sesta edizione dell’Italian Business & SDGs Annual Forum e che tra i partner di IC406 i tre principali atenei pugliesi (Politecnico di Bari, Università del Salento e Università degli Studi di Bari), ma anche grandi reti come il Fintech District.

I partner sono un elemento fondamentale della strategia di sviluppo del business, quindi vanno scelti con attenzione – precisano De Nicolò e Altieri -. Una startup cerca la partnership con una azienda consolidata per accrescere la propria rete di contatti, beneficiare dei suoi canali di distribuzione, migliorare la visibilità del proprio brand. Un’azienda consolidata valuta una collaborazione con una startup per altri vantaggi: integrare il proprio prodotto con nuove funzionalità aumentando l’offerta verso i clienti, usufruire delle competenze e del committente di un team brillante e, non in ultimo, avvalersi dall’agilità che contraddistingue i processi di questo tipo di azienda. Crediamo fortemente che il digitale non sia solo tecnologia, ma anche un nuovo modo di pensare e fare rete”.

Questo varrà, naturalmente, anche per il prossimo obiettivo in tema di Smart Mobility. E non è un caso che la Call4Digital 2021 di IC406 del mese scorso ha individuato cinque settori specifici in cui candidare il proprio progetto imprenditoriale, ambiti industriali riconducibili alla sostenibilità e in cui la Puglia è particolarmente attiva: industria aerospaziale, agricoltura d’eccellenza e agritech, energia pulita per il territorio, sharing economy & circular economy, smart mobility, industria culturale e creativa e turismo. Tanti gli ambiti di intervento, ancora di più gli ambiziosi obiettivi. L’innovazione, è proprio il caso di dirlo, è appena iniziata.