“IO LI COLTIVO, TU LI RACCOGLI SPORCANDOTI LE MANI”

Arianna Vulpiani presenta il suo BioFarm Orto

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Francesca Franceschi
“IO LI COLTIVO, TU LI RACCOGLI SPORCANDOTI LE MANI”

Arianna Vulpiani presenta il suo BioFarm Orto

Noi lo coltiviamo, tu lo raccogli”. In tre parole: “Orto senza fatica”. La stessa che non ho dovuto scomodare per mettermi in contatto con Arianna Vulpiani, imprenditrice agricola romana, 43 anni, ideatrice di BioFarm Orto, il progetto mai sperimentato prima nel Lazio dedicato a chi desidera mangiare verdure biologiche conoscendo sia il volto che l’etica di chi le coltiva. Rapita dall’esplosione cromatica dei suoi scatti Instagram metto qualche like distratto al suo profilo seguito da quasi 30mila persone mentre penso ad una strategia per catturare il social media manager che, immagino, curi per lei il suo profilo aziendale. Niente di più falso. Dieci minuti dopo io e Arianna siamo insieme come due amiche di vecchia data – io al vivavoce del suo telefono, lei nel traffico di Roma Nord – in via Tiberina 178 per scoprire tutti i segreti del suo orto condiviso. Una scommessa nata per gioco, un salto nel vuoto guidato dall’audacia di chi decide di mettere nel cassetto una laurea in economia e il lavoro di consulente aziendale ma, soprattutto, dai segreti della terra tramandati dal nonno e dal padre che le hanno dato la spinta decisiva per superare un periodo difficile. Ed ecco che BioFarm Orto, 4 anni di vita e 5 dipendenti, conta oggi 100 porzioni di terra affittate da singoli o famiglie che portano sulle loro tavole verdure salutari, gustose, sostenibili e a chilometro zero. Ma niente consegne a domicilio. L’unico imperativo è raccogliere gli ortaggi sporcandosi le mani.

 

Arianna, dove sta il genio e dove la follia?

“In un mix esplosivo composto da curiosità, radici familiari e ingegno, ingredienti che hanno dato vita a contaminazione e nuovi germogli. E non mi riferisco solo agli ortaggi (ride ndr). A 35 anni, in un momento complicato della mia vita, ho scoperto di essere celiaca. Non stavo bene, mi dicevano che ero stressata e che lavoravo troppo… Da autodidatta ho iniziato a studiare l’alimentazione, a vedere il cibo come una chiave di cura e prevenzione e incontravo a convegni persone che non facevano che dirmi di aver voglia di mangiare cibo sano ma, ancor prima, di conoscere la sua provenienza. Ecco che ho preso un terreno alle porte di Roma, ho studiato gli spazi e iniziato a coltivare un orto per una famiglia di 4 persone. Poi l’ho riprodotto per 50 persone e, il secondo anno, ho raddoppiato. Oggi BioFarm, 4 ettari di terreno, è il frutto di 100 orti affittati annualmente e della raccolta degli ortisti che, a soli 20 minuti dalla città, possono trovare un’oasi verde dove raccoglierne i frutti”

Qual è stata la formula rapida e vincente?

“Affitti una porzione di orto e noi lo coltiviamo per te che vieni a raccogliere i tuoi ortaggi. Il risultato è salute nel piatto per tutta la famiglia oltre ad un notevole risparmio sulla spesa. Naturalmente non utilizziamo concimi né tantomeno pesticidi veleni chimici nel rispetto delle tecniche di coltivazione biologica che valorizzano la fertilità del suolo tramite la rotazione delle colture supervisionate da un team di agricoltori ed agronomi esperti. Ma non solo…”

Ti riferisci alla possibilità di godere del prezioso contatto con la vita agreste?

“Le famiglie o i singoli hanno un orto a loro completa disposizione e possono monitorarlo attraverso un’agile applicazione sul cellulare. Le porzioni di terreno sono recintate con canne di bambù e fili di canapa e, al loro interno, vi è un cartello con il nome della famiglia che ha l’orto in locazione. La prima raccolta la facciamo su appuntamento per spiegare agli ortisti comeraccogliere le verdure senza rovinare le piante che, a loro volta, vengono trapiantate o seminate seguendo il ritmo scandito dalla natura. Mi piace pensare di poter offrire, specie alle persone che vivono in una grande città, un’opportunità e un esempio di sostenibilità partecipata e consapevole. Del resto dobbiamo imparare a conoscere ciò che finisce sulle nostre tavole…”

Sette giorni su sette, la terra però non conosce ferie…

“Ma soprattutto gli animali. Alla fine del 2017 proprio qui ho deciso di avviare la produzione di uova biologiche con un piccolo allevamento all’aperto di galline ovaiole. Novogen, Lohmann, e Livornese bianca: queste le razze che ogni giorno razzolano libere e producono uova fresche. Così, come per gli ortaggi, oltre alla vendita diretta, capita che siano richieste dai ristoratori del territorio che desiderano offrire ai propri clienti prodotti sani e a chilometro zero. Del resto avvicinare i consumatori ad un’attività educativa ed ecologica è un gesto d’amore verso la natura e vedere i bambini cogliere un pomodoro e mangiarlo con le mani o assistere agli ortisti che si scambiano consigli e staccano la spina dalla frenesia della vita quotidiana per raccogliere gli ortaggi è la risposta più gratificante alla mia scommessa”

Possiamo dire che sei solita sposare questa curiosa formula dell’affitto?

“Mi si addice di più quella dell’adozione! Infatti da alcuni anni, tramite il versamento di una piccola quota simbolica, ho lanciato “adotta un’arnia” per permettere a tutti di godere di prodotti alimentari controllati e di elevata qualità e proprietà benefiche quali miele, polline e propoli. Al tempo stesso, grazie a questa simpatica iniziativa, contribuiamo anche alla salvaguardia delle api, un insetto fortemente minacciato da inquinamento e pesticidi”

Quanto costa farsi un proprio orto?

“Mille euro l’anno. Ma BioFarm Orto, a differenza di altre esperienze di agricoltura bio a chilometro zero nate in città, non effettua consegne a domicilio: coltivo e faccio raccogliere perché desidero che le famiglie riscoprano il valore e il contatto con la terra. Chi sceglie il mio progetto ama il verde e vuole mangiare sano ma, soprattutto, vuole staccare la testa dal caos cittadino”.

Hai nostalgia della tua precedente vita da libera professionista?

“Non la cambierei per niente al mondo con quella di adesso: aria aperta, natura e contatto con la terra. In una parola: libertà”

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