IPPOASI, BENVENUTI NEL RIFUGIO DEGLI ANIMALI LIBERI

A pochi chilometri dalla Torre Pendente sorge un santuario di resistenza e un laboratorio etico sociale, qui trovano casa e salvezza i cosiddetti “animali da reddito”.

AMBIENTE
Francesca Franceschi
IPPOASI, BENVENUTI NEL RIFUGIO DEGLI ANIMALI LIBERI

A pochi chilometri dalla Torre Pendente sorge un santuario di resistenza e un laboratorio etico sociale, qui trovano casa e salvezza i cosiddetti “animali da reddito”.

Rifugio di speranza, oasi di pace e santuario di resistenza. A meno di 10 chilometri dalla Torre Pendente di Pisa, all’interno del Parco Naturale di San Rossore, sorge Ippoasi, un rifugio per animali di ogni specie che, a San Piero a Grado, hanno trovato il loro porto sicuro.

Proprio qui, infatti,hanno trovato casa e salvezza da morte certa molti animali tradizionalmente definiti “da reddito”: mucche, asini, cavalli, maiali, cinghiali, capre, galli, galline, anatre, conigli ma anche pecore e i più considerati “da compagnia cani e gatti.

In questo immenso polmone verde, oltre a ritrovare la propria natura e dignità, gli animali sono totalmente liberi di muoversi nei quasi quattro ettari a loro disposizione, senza essere in alcun modo sfruttati ma godendo semplicemente della compagnia gli uni degli altri.

Ad accogliermi all’ingresso, oltre ad Ambra e Grigio, due cani ospiti del rifugio c’è Susanna Panini, vice-presidente della Onlus che sta in piedi solo grazie a finanziamenti, adozioni a distanza e donazioni private. Il santuario di resistenza, infatti, non percepisce finanziamenti pubblici e vive grazie allo straordinario sforzo di volontari e privati cittadini.

“Ci piace definire il nostro approccio con il termine “gestione naturale”  – spiega Susanna che, insieme al compagno e alla sorella, coordinano il team di volontari -; qui cerchiamo di rispettare nella maniera più assoluta le esigenze specie-specifiche di ogni individuo, rifacendoci all’esempio che ci forniscono i selvatici e attenendoci alle preziose lezioni che ci elargisce la natura. Il rifugio ha una capienza limitata e può ospitare, oltre agli animali residenti, anche quelli in stallo provvisorio e a pensione. All’interno di questo luogo gli ospiti non muoiono se non per morte naturale”.

Ma non è solo questo il valore aggiunto di questa bella realtà perché gli animali tendono una zampa anche a persone che, per varie vicissitudini, per un certo periodo hanno perso la bussola della loro vita. “Uomini e donne segnati da gravi traumi psico-fisici che, in qualche modo, necessitano di un percorso di riabilitazione o rieducazione. Tra gli altri, siamo convenzionate con enti quali Uepe di Pisa, Sert di Pisa, Società della Salute di Pisa, Società della salute di Pisa e Tribunale di Pisa”.

Il segreto di questa operazione di benessere condiviso?

“Sicuramente la gentilezza sincera, il rispetto e l’amore delle volontarie e dei volontari, che forniscono un appoggio non indifferente e costante nel tempo. Il ruolo più importante, però, lo svolgono proprio gli altri animali, con i quali si possono cominciare ad intraprendere relazioni affettive– Gli animali da branco riescono qui a soddisfare questa fondamentale esigenza sociale e a ritrovare nel tempo il proprio equilibrio naturale, i ritmi dettati dall’istinto e una personale consapevolezza di sé stessi – spiega Susanna -. Un vero e proprio miracolo, per moltissimi di loro, soprattutto dopo aver trascorso intere esistenze magari chiusi in minuscoli box, legati a catena per le corna in completa solitudine, reclusi in gelide gabbie o prigionieri in lager dai quali si può sperare di uscire in un unico terrificante modo”.

Ad Ippoasi infatti tutti gli animali hanno un nome: nessuno di loro verrà mai più considerato come un mero oggetto, ma solo rispettato nella sua unicità e insostituibilità.

C’è Ambra la canina, Grigio il suo amico a 4 zampe, le scrofe Agostina e Sole che dormono tassativamente e solo insieme, gli asini Cagliostro e Abramo che altro non sono che padre e figlio, Tiberio, Cisco e Amore le caprette e il maialino Bonito. Sono solo alcuni degli ospiti del santuario che non è anche aperto alle visite guidate e le effettua anche, per visitatori e turisti, in lingua inglese.

“Ippoasi è aperta alle osservazioni guidate. E’ possibile venire a conoscere gli animali rifugiati, scoprendoli nella loro reale essenza – conferma Susanna -. Attraverso l’incontro rispettoso con gli abitanti del rifugio si affrontano inoltre importanti riflessioni, legate allo sfruttamento degli altri animali, del nostro pianeta, di tutte le persone umane e non umane. Svolgiamo un lavoro di diffusione della filosofia antispecista. L’esperienza si approfondisce grazie alla sapienza di accompagnatrici e accompagnatori adeguatamente formati e all’affabilità degli animali, questo incontro diventa rapporto, relazione, addirittura terapia.

Chiunque sia interessato potrà visitare la struttura ed essere accompagnato in questo percorso di reciproca conoscenza ed esperienza relazionale, tramite la quale ci auguriamo possa maturare un sempre maggior rispetto per ogni alterità. Proprio per la considerazione degli animali abitanti del Rifugio, che non vogliamo in alcun modo mercificare, e per rendere il progetto accessibile a tutti, il costo della visita non prevede un tariffario definito ma è ad offerta libera e responsabile”.

Non solo. I volontari collaborano anche con gli istituti scolastici con la finalità di far conoscere gli animali abitanti del Rifugio per chi sono veramente, ognuno con le proprie caratteristiche emotive, esigenze vitali e peculiarità caratteriali.

“Il nostro obiettivo è quello di stimolare una riflessione profonda riguardante il rispetto della natura, degli altri animali ma anche di noi stessi, attraverso il preziosissimo strumento che è la conoscenza diretta degli animali e dei loro spazi – conclude la vicepresidente -. Quello che i bambini possono apprendere al Rifugio è che la relazione con la natura non deve essere basata su un rapporto di dominio, bensì sull’incontro, sul rispetto e sulla cura: questo li può condurre fin da piccoli a riconsiderare la Terra e tutti i suoi abitanti come un unicum con il quale ricongiungersi e da rispettare, giungendo ad immaginare di creare un’alleanza consapevole con tutta la natura”.

Ad Ippoasi questa consapevolezza si può davvero respirare, e porterà a maturare un approccio cosciente e responsabile dei bambini verso la vita, segnando un primo passo per un futuro atteggiamento di comunanza con tutti gli esseri viventi. Cosa aspettiamo a tendere la nostra mano?