ITALIA E UE A SOSTEGNO DELLE INFRASTRUTTURE DEL BELPAESE

Il contributo finanziario statale per infrastrutture stradali più sicure e quello europeo per un trasporto pubblico più verde e reti idriche più resilienti al Sud.

INFRASTRUTTURE
Pamela Preschern
ITALIA E UE A SOSTEGNO DELLE INFRASTRUTTURE DEL BELPAESE

Il contributo finanziario statale per infrastrutture stradali più sicure e quello europeo per un trasporto pubblico più verde e reti idriche più resilienti al Sud.

Non solo fondi nazionali ma anche europei. Una potenza di fuoco dispiegata per rendere più sicura la rete viaria italiana ed europea per favorire interventi di mobilità sostenibile e l’efficienza degli impianti idrici nelle regioni meridionali.

I fondi italiani

Per quanto riguarda il primo obiettivo, ben 450 milioni di euro saranno destinati al monitoraggio dinamico di ponti, viadotti e tunnel. Lo scorso 13 aprile il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, ha sottoscritto il decreto che assegna le risorse a ventisette concessionari autostradali: oltre all’ANAS e Autostrade per l’Italia tra i beneficiari ci sono Tangenziale di Napoli, l’Autostrada dei Fiori, le società dei trafori Frejus, Monte Bianco e Gran San Bernardo fino al Consorzio per le autostrade siciliane. Soldi provenienti dal Fondo complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che con i suoi 30 miliardi di euro finanzia interventi non inclusi nel Piano. Tra questi un progetto per la sicurezza delle infrastrutture stradali italiane con una ripartizione delle risorse che avverrà su base annuale per un periodo di 6 anni: 25 milioni per il 2021, 50 milioni per il 2022, 100 milioni per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025, e infine 75 milioni di euro per il 2026.

L’obiettivo è quello di realizzare sistemi di monitoraggio dinamico di ponti e tunnel che, attraverso un controllo da remoto, consentano una struttura integrata di censimento, classificazione e gestione dei rischi per 12.000 opere della rete stradale. Circa la metà di queste dovranno essere dotate di adeguati strumenti per un approccio strutturale alla sicurezza attraverso un processo che include: l’analisi della rete, i sopralluoghi, la gestione del sistema digitalizzato, la classificazione delle priorità e, infine, l’attuazione degli interventi. Per 200 opere, inoltre, verrà adottato il modello BIM (Building Information Modeling), che permette la rappresentazione digitale delle caratteristiche fisiche e funzionali dell’opera.

Firmato il decreto che distribuisce i fondi tra i vari enti, ora la responsabilità dell’attuazione degli interventi passa a questi. Sono i concessionari stradali i soggetti competenti incaricati dell’elaborazione dei piani e dell’individuazione delle opere da sottoporre al monitoraggio dinamico. Una volta effettuata la selezione, questa dovrà essere approvata dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (MIMS), sentita l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (ANSFISA).

I fondi comunitari

Parallelamente alle risorse nazionali sono stati assegnati al MIMS oltre 3 miliardi del pacchetto REACT EU (Assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d’Europa) relativo al 2022 destinati ai Programmi Operativi della Politica di coesione 2014-2020 degli Stati UE.  Il Programma europeo, uno dei maggiori del Next Generation EU, con i suoi 50,6 miliardi di euro rappresenta un’integrazione ai programmi 2014-2020 e agli stanziamenti della Politica di coesione del settennato 2021-2027. La sua ragione d’essere è legata alla necessità di finanziare progetti volti a riparare i danni sociali ed economici causati dalla pandemia e porre le condizioni per la resilienza e le transizione digitale ed ecologica dell’economia europea.

Nel caso specifico React EU arricchisce la dotazione del Programma Operativo Nazionale PON Infrastrutture e Reti 2014-2020, finanziando la sostituzione di oltre 430 autobus sub-urbani ed extra-urbani e l’acquisto di nuovi mezzi ibridi, a metano, elettrici e a idrogeno in Basilicata, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia I finanziamenti di cui godranno queste regioni non finiscono qui: sono previsti ulteriori 169 milioni per accrescere la resilienza delle infrastrutture idriche di approvvigionamento e distribuzione, migliorare la digitalizzazione delle reti e degli strumenti di misurazione e controllo.

Risorse a favore dei progetti ammissibili ma non finanziati dal bando (da 313 milioni) del PON Infrastrutture e Reti 2014-2020 per la riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua al Sud.

Sia il contributo locale che quello europeo rappresentano un sostegno importante sia in termini di quantità che di qualità: far fronte a problemi annosi, come la sicurezza delle infrastrutture, ma anche provvedere alle nuove esigenze imposte dalla transizione ecologica e dalla rivoluzione tecnologica sono priorità indifferibili. Risorse preziose data l’importanza degli obiettivi e che si auspica verranno impiegate in modo efficace ed efficiente.