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JEEG ROBOT D’ACCIAIO

Non più prodotti per bambini, i grandi classici dell’animazione tv giapponese oggi sono oggetto di arte, collezionismo e passione per oltre 4 generazioni. In questa rubrica analizzeremo le serie mitiche, con lo sguardo di chi visse il loro arrivo in Italia la prima volta…

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I GRANDI MITI ANIMATI NIPPONICI

Titolo originale: Kotetsu Jeeg
Anno di produzione: 1978
Episodi: 46
Prima trasmissione in Italia: 1979, Antenna Nord
Sigla: Fogus (versione tv) – Superobots

Durante uno scavo archeologico, viene ritrovato un oggetto antichissimo e misterioso: la “campana di bronzo”. Sul reperto sono incisi incomprensibili geroglifici; una volta tradotti con fatica, il professor Shiba scopre la tremenda verità: la campana annuncia il risveglio del popolo degli Haniwa, una razza guerriera che anela alla conquista del mondo.

Secondo l’antica leggenda, infatti, una civiltà guerriera, della stirpe Yamatai, un giorno sarebbe risorta dalle viscere della terra e avrebbe sottomesso il genere umano al proprio volere. Solo un potentissimo robot sarebbe in grado di combattere per la libertà, cambiando il destino della Terra. Il professor Shiba, utilizzando l’energia magnetica che la campana di bronzo emana, riesce a progettare un robot praticamente invincibile.

Decide poi che sarà il figlio Hiroshi, ancora in fasce, a pilotarlo: una volta miniaturizzata la campana di bronzo, Shiba la racchiude nel petto del bambino creando un legame indissolubile tra il robot e il suo futuro pilota.

Passati 25 anni, così come era stato predetto, gli Haniwa si risvegliano dal loro lungo letargo, assetati di sangue e distruzione.

La perfida Himika, la loro regina, invia soldati per costringere Shiba a rivelarle il segreto della campana, ma quest’ultimo si rifiuta, e durante uno scontro con i guerrieri Haniba, cade in un dirupo.

Poco prima di morire la sua memoria è trasferita in un avanzatissimo computer situato presso la Base Antiatomica, diretta dal professor Dairi.

È giunto il momento di rivelare a Hiroshi quale sarà il suo destino: grazie all’energia magnetica e a dei guanti speciali, il suo corpo è capace di mutarsi nella testa robotica di Jeeg, l’unica speranza rimasta per l’umanità.

Il giovane balza dalla sua moto in corsa e, in aria, unisce i pugni diventando la testa del robot, i restanti componenti vengono lanciati dal Big Shooter, l’astronave di Miwa Uzuki, l’assistente personale di Shiba.

Jeeg è dotato di speciali componenti che gli permettono di viaggiare nello spazio, scavare profonde gallerie nella terra e combattere sott’acqua; è inoltre dotato di un cavallo magnetico al quale si unisce per potenziare il suo arsenale di armi.

Co-protagonisti della storia sono: Kikue e Mayumi, madre e sorella di Hiroshi, Shorty, un bimbo adottato dalla famiglia Shiba, Don e Pancho, piloti del Mechadon, un robot totalmente inoffensivo, protagonista di buffi siparietti.

La regina Himika, con l’aiuto dei suoi generali Mimashi, Hikima e Amaso, riesce a evocare lo spirito di un potente guerriero, l’Imperatore del Drago: la smania di conquista di quest’ultimo, tuttavia, è tale da fargli eliminare tutti i vertici della stirpe Haniwa ponendosi egli stesso come sovrano indiscusso della popolazione guerriera.

Solo uno scontro all’ultimo sangue tra l’Imperatore del Drago e Jeeg riesce a segnare la fine della guerra e la vittoria dei terrestri sulle forze del male.

La pace torna a regnare sul pianeta Terra: Hiroshi, i cui guanti vengono distrutti durante il combattimento – decretando la fine del robot d’acciaio – riprende una tranquilla esistenza, lontano dai luoghi che lo hanno visto combattere una guerra tanto cruenta.

Io c’ero*
Da almeno un decennio ci si chiede se Piero Pelù sia stato il primo a cantare la sigla dell’anime robotico. La smentita del cantante non sembra però aver messo a tacere i rumors, molti sono ancora convinti che la voce sia la sua. A suo tempo, la serie, nonostante sia stata trasmessa su reti locali minori, generò prodotti editoriali come i libri Salani e una linea di giocattoli importata direttamente dal Giappone.

*Nicola Carrassi, autore de ‘Il Grande libro di Cartoni & Tv’. Sperling &Kupfer

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