LA BELLEZZA INSOSTENIBILE

Packaging e ingredienti della fast beauty rappresentano una minaccia per l’ambiente ma molte aziende sono già scese in campo con soluzioni che ci fanno essere belli e green.

AMBIENTE
Maria Carla Ottaiano
LA BELLEZZA INSOSTENIBILE

Packaging e ingredienti della fast beauty rappresentano una minaccia per l’ambiente ma molte aziende sono già scese in campo con soluzioni che ci fanno essere belli e green.

Non solo glitter. A quanto pare, nel mondo della cosmesi e in particolare della cosiddetta fast-beauty ad essere incriminate di in-sostenibilità non solo le microplastiche contenute nei brillantini recentemente banditi dall’Ue e che spesso compongono ombretti o lucidalabbra ma anche quelle di tanti e troppi prodotti immessi sul mercato alla velocità della luce seguendo i dettami del TTM – per esteso, Time To Market – ovvero il tempo che intercorre tra l’ideazione di un prodotto e la sua commercializzazione.

Una corsa alla new entry e alle nuove tendenze che naturalmente porta con sé anche l’introduzione di nuovi ingredienti, non tutti a prova d’ambiente.

In molti dei prodotti a basso costo dedicati per la cura della pelle o negli idratanti dei trucchi, per esempio, sono presenti sostanze come il BHA (idrossitoluene butilato) e il BHT (idrossanolo butilato), conservanti assai inquinanti. Stessa cosa per quel che riguarda oxybenzone, octinoxate, 4-methylbenzylidene camphor o butylparabe ma anche avobenzone e l’octocrylenedue presenti invece in molte creme solari bandite da Hawai, Thailandia perché pericolosi per la sopravvivenza della barriera corallina.

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Non residuale il contributo all’inquinamento del packaging della cosmesi, tanto che, stando ai dati di un’indagine condotta da Unilever, l’industria della bellezza produce ogni anno ben 151 miliardi di confezioni incriminatecirca il 70% dei rifiuti legati alla cosmetica provengono proprio dagli imballaggi.

A partire infatti dalle confezioni monouso, fino ai prodotti venduti in piccoli quantitativi sempre per motivi di marketing, gli scarti prodotti dal mondo della cosmetica – tubi, tubetti, tappi e contenitori – rappresentano una mole ingente di rifiuti spesso non facilmente riciclabile.

Tutte ragioni per cui, se da un lato dilagano prodotti usa e getta di scarsa qualità e di alto impatto ambientale, dall’altro sono in deciso aumento le aziende cosmetiche che stanno virando verso soluzioni più ecosostenibil, con l’introduzione sempre più diffusa di ingredienti naturali o di soluzioni come i rossetti ricaricabili, gli shampoo solidi, gli ombretti in cialde e l’utilizzo progressivo nel packaging di plastica riciclata o PE Green, un materiale innovativo derivato dalla canna da zucchero, riciclabile al 100% ed ecologico.

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In tal senso, una guida importante per chi questi prodotti li acquista (e siamo in tantissimi), è leggere con la dovuta attenzione l’INCI, ovvero l’elenco degli ingredienti del prodotto e sapere, per esempio, che ingredienti come dietro sigle e nomi complicati come Polyethylene (Pe), Polymethyl methacrylate (Pmma), Nylon, Polyethylene terephthalate (Pet), Polypropylene (Pp) si nascondono le dannosissime microplastiche.

Insomma, con piccoli sforzi da parte di tutti, si può essere belle e belli, senza rinunciare a mantenere bello e sano anche l’ambiente che ci circonda.