LA BORSA INDOSSA IL GREEN DI CACTUS, ARANCE E MOZZICONI DI SIGARETTA

I designer di Accademia Italiana conquistano il talent “Progetta in Verde”. Sughero, vinaccia, piante, metalli riciclabili per outfit e oggetti di arredo. Parole d’ordine: creatività, ricerca e innovazione per la sostenibilità.

AMBIENTE
Sara Stefanini
LA BORSA INDOSSA IL GREEN DI CACTUS, ARANCE E MOZZICONI DI SIGARETTA

I designer di Accademia Italiana conquistano il talent “Progetta in Verde”. Sughero, vinaccia, piante, metalli riciclabili per outfit e oggetti di arredo. Parole d’ordine: creatività, ricerca e innovazione per la sostenibilità.

Pelle cruelty-free realizzata da arance, cactus e vinaccia, metalli riciclabili e materiali naturali e acetato ottenuto dai mozziconi di sigaretta. Ecco la scelta fatta da giovanə designer di Accademia Italiana per creare all’insegna dell’eco-sostenibilità. I loro lavori conquistano il talent “Progetta in Verde”, promosso da Genuine Way, comunità internazionale di brand etici e sostenibili, su blockchain pubblica che coinvolge  alcune tra le principali scuole di alta formazione di moda e design in Italia. Un’iniziativa finalizzata alla valorizzazione culturale del tema della sostenibilità all’interno del percorso di studi per aiutare a individuare e premiare nuovə talentə creativə che intendono specializzarsi in una materia ormai essenziale per il futuro del Pianeta.

Nell’edizione di quest’anno, sette su dieci dei finalistə arrivano dalle sedi di Roma e Firenze di Accademia Italiana.  Due le categorie premiate dalla giuria presieduta da Walfredo Della Gherardesca: fashion e design. Per il settore moda ad aggiudicarsi il posto più alto del podio del contest la borsa-gioiello in Ohoskin: pelle sostenibile e made in Italy ottenuta da arance e cactus, progettata e realizzata da Federica Carella che ha individuato anche tutti i partner per aggiungere dettagli e gioielli in metalli riciclabili, personalizzazioni e garanzia della filiera tramite blockchain. Mentre per il design vince il Sadlle table di Diana Buftea, un tavolo riciclabile all’infinito prodotto con legno di origine controllata e certificata.  Per le due studentesse di Accademia Italiana si aprono le porte di due grandi aziende in cui mettersi alla prova con uno stage da Vivienne Westwood e da Magis Spa, partner anche dell’iniziativa. I loro progetti denotano un talento capace di fare del  “green” non solo un must di creatività, ma dimostrano di essere capacə di guidare la rivoluzione sostenibile del design.

Accademia Italiana, quest’anno ha fatto però incetta di tanti riconoscimenti: Cristina Bacchereti,  si è classificata terza nell’area moda grazie alla sue scarpe scultura Mississipi Heels di bioplastica ricavata da scarti di legno, caucciù, coloranti naturali e con inserti di pelle vegetale realizzata dalla vinaccia. A Beatrice Marzupio, la medaglia d’argento nel settore design con Cork Lamp, lampada da tavolo che evoca i tappi delle bottiglie in sughero. Ma atossico, anallergico e riciclabile e Pelin Aykac, con Selayc, lampada ispirata alla tecnica kintsugi giapponese a led modulare e scomponibile ottenuta con scarti di vetro riciclato e alluminio fuso.

Seppure non vincitrici, ma con un grande talento per un futuro “green, vanno segnalate Ester Fisoni con la No Smoking Bag, in acetato derivante dai filtri dei mozziconi di sigaretta recuperati dalle spiagge. Una gran bella scelta quella fatta da questa giovane stilista, visto che solo in Italia sono circa 14 miliardi i mozziconi di sigarette gettati nell’ambiente. E pochi sanno che il filtro delle sigarette è composto proprio da acetato di cellulosa che, se estratto e lavorato, risulta lucido e simile alla seta sia alla vista che al tatto, per questa ragione infatti è chiamato anche “seta artificiale”. Ed Emmy Houben che invece ha creato una linea di calzature dalle combinazioni pressoché infinite, con tacco intercambiabile in materiale bio, pelle ecofriendly e zip in plastica riciclata. Un risultato che indubbiamente premia l’impegno di Accademia Italiana in tema di sostenibilità, uno dei valori su cui la scuola sta investendo molto, a partire dai bienni specialistici, accreditati come percorsi accademici dal MUR, e fortemente improntati alla progettualità, alla ricerca e all’innovazione, nei diversi indirizzi attivati che puntano dritto al futuro.