LA CANNABIS E IL SUO FALSO MITO

Uno studio scientifico sfata il mito della cannabis come fonte di creatività.

APPROFONDIMENTO
Andrea Maddalosso
LA CANNABIS E IL SUO FALSO MITO

Uno studio scientifico sfata il mito della cannabis come fonte di creatività.

Negli ultimi decenni, più o meno dopo il famigerato periodo sessantottino è esploso il consumo di droghe che soprattutto dagli anni ‘70 in poi ha caratterizzato gran parte dei problemi che le famiglie si trovavano ad affrontare e il cui argomento è divenuto progressivamente uno dei temi centrali anche tra i dibattiti di pubblico dominio.

Tutti noi ricordiamo Fantozzi e la vicenda che colpì il figlio di cui l’attore parlava liberamente in televisione sull’utilizzo di stupefacenti di cui Pierfrancesco Villaggio si è reso protagonista.
Oggi tutto questo consumo in massa di droghe, trattandosi negli anni 70 di assolute novità di provenienza d’oltreoceano, ha subìto senz’altro in una certa misura una “battuta d’arresto”.
È rimasta però l’idea conformistica di credere che il consumo di marijuana esuli dalla degenerazione inibitoria dei neuroni causato invece dal consumo di droghe ritenute “più pesanti”, o per lo meno se ne sottovaluta l’entità dei danni prodotti da questa sostanza naturale.

Non tutto ciò che proviene dalla natura può essere ritenuto sano a priori.

I ricercatori dell’Università di Washington State a Seattle, hanno direzionato le loro ricerche nel tentativo di sfatare questo mito, che naviga indisturbato, in maniera sottile e talvolta subdola, sul fatto che il consumo di marijuana non solo non sia dannoso, ma che addirittura abbia la peculiarità di costituirsi come fattore determinante allo sviluppo della creatività e genialità nei più diversi campi del sapere artistico e non solo. I ricercatori, ci dimostrano come questa condizione intuitiva e di inventiva, abbia invece le sue radici in un semplice “stato umorale” che non necessariamente debba essere indotto dal consumo di cannabis.

Christopher Barnes e il suo team della Washington University, hanno sottoposto dei volontari a una serie di test da fare a casa per valutare la loro creatività chiedendo poi a chi ha fatto uso della sostanza di fare una valutazione della propria prestazione e quella altrui.

effetti sul cervello

Cannabis

Per chi aveva assunto una piccola quantità di cannabis considerava la propria prestazione più creativa dei loro compagni “sobri”, salvo poi esserne immediatamente critici una volta riesaminati i test da lucidi.

I ricercatori hanno infine attribuito questo risultato all’aumentata sensazione di euforia generata dagli effetti della cannabis sull’umore, “e questa sensazione falsa la percezione della realtà”. Altri ricercatori hanno intrapreso questa strada, come Carrie Cuttler della stessa Università di Seattle, che si è occupata degli effetti dello stupefacente sul cervello.

La Cuttler ha individuato un fattore determinante in questa propensione alla creatività su quegli individui che fanno consumo abituale di cannabinoidi rilevando come sia in realtà la propensione all’apertura di nuove esperienze che ha un effetto correlante con la creatività. È in virtù di questa condizione che allora si intuisce come il legame tra cannabis e creatività si annulla.

È solo che chi è più aperto alle esperienze, e perciò è indotto ad essere maggiormente creativo, ha anche più probabilità di usarla”, dice la Cuttler e aggiunge: “Inoltre i consumatori regolari hanno si più possibilità di produrre idee quando sotto gli effetti della sostanza, tuttavia esse sono meno realizzabili in termini reali rispetto a quelle che questi individui dalla mente aperta hanno da lucidi”.

Lo studio di questo fenomeno lasciato alla scienza, ha dato ragione a quanto pare a chi esercita una politica contraria alla legalizzazione del cannabinoide, evidenziando un fattore che senza dubbio dissuade al consumo. Al massimo la marijuana può portare sollievo a coloro che vogliono evadere dalla realtà creandone una sensazione illusoria, rispetto a chi non ha paura di starci dentro, trovando nella realtà stessa la sorgente diretta di feconde creazioni.