La crescita minimalista del decluttering

Una filosofia di vita che promuove la semplicità e il rifiuto del superfluo.

APPROFONDIMENTO
Laura Vagliente
La crescita minimalista del decluttering

Una filosofia di vita che promuove la semplicità e il rifiuto del superfluo.

Nel cuore della frenesia moderna, dove il consumo e l’eccesso sembrano essere le norme imperanti, si cela uno spiraglio di luce nella vita delle persone: è il movimento del minimalismo, una filosofia di vita che promuove la consapevolezza, la semplicità e il rifiuto del superfluo.

Al centro di questa filosofia c’è un uomo, un visionario che ha avuto il di gettare le basi per un modo di vivere completamente nuovo. Quest’uomo è Joshua Fields Millburn, uno dei pionieri del minimalismo moderno. La storia di Joshua inizia molti anni fa, in un periodo della sua vita in cui sembrava avere tutto: una carriera di successo, una casa elegante, una quantità apparentemente infinita di beni materiali. Eppure, nonostante il suo apparente successo esteriore, Joshua si sentiva vuoto, insoddisfatto, persino schiavo dei suoi stessi possedimenti. Fu durante un momento di profonda crisi personale che Joshua ebbe un’illuminazione: la chiave per la vera felicità non risiedeva nell’accumulo di cose, ma nella loro riduzione. Decise così di abbracciare uno stile di vita minimalista, di liberarsi del superfluo e di concentrarsi sulle cose che veramente contano.

La sua ricerca lo portò a esplorare antiche filosofie orientali, come il buddhismo e il taoismo, che promuovono la semplicità e l’essenzialità come vie per la realizzazione personale. Si immerse anche nello studio di pensatori occidentali come Henry David Thoreau e gli Stoici, tracciando paralleli tra le loro idee e i principi del minimalismo. Con il passare del tempo, Joshua iniziò a condividere la sua esperienza e la sua filosofia con il mondo, ispirando migliaia di persone a seguire il suo esempio e ad abbracciare uno stile di vita più semplice e significativo. Fondò un blog, tenne conferenze e scrisse libri, diventando una figura di spicco nel movimento del minimalismo.

Ma il vero impatto di Joshua Fields Millburn non risiede solo nelle sue parole o nelle sue opere scritte; risiede nelle vite che ha toccato e trasformate. La sua storia è una testimonianza del potere della semplicità e della consapevolezza, e del fatto che la vera ricchezza non si trova nell’accumulo di cose, ma nella gratitudine per ciò che si ha e nella libertà di essere veramente sé stessi.

Con la diffusione e la conoscenza da parte di un numero sempre maggiore di persone dei dettami di una vita minimalista, sempre più persone stanno abbracciando questo stile di vita, spinti dalla necessità di semplificare e concentrarsi sulle cose che veramente contano. Il cuore della crescita minimalista è il concetto di decluttering, ovvero liberarsi dagli oggetti inutili e concentrarsi sul possesso consapevole. Tuttavia, dietro questo termine si nasconde una varietà di approcci e tipologie di persone che adottano questa filosofia di vita. Molto di più di una tendenza passeggera, la scelta minimalista è diventata una risposta significativa al consumismo e alla frenesia della vita moderna, offrendo un’alternativa che promuove il benessere mentale, la consapevolezza e la gratitudine per ciò che si ha.

Esistono vari approcci al minimalismo seppur l’obiettivo principale è lo stesso ovvero trovare la felicità e la soddisfazione nella semplicità. Le principali categorie di persone che scelgono di vivere una vita minimalista si dividono in: puristi ossia quella branca di persone che abbracciano il minimalismo in tutte le sue forme, aspirando a possedere solo il minimo indispensabile. Riducono il loro possedimento di oggetti al minimo, spesso vivendo in spazi ridotti e cercando la massima semplicità in ogni aspetto della loro vita. I pratici, per i quali il minimalismo è una questione di praticità. Riducono al minimo il loro possedimento di oggetti, ma lo fanno principalmente per semplificare la loro vita quotidiana e ridurre lo stress associato al disordine e al sovraccarico di beni materiali. A seguire abbiamo gli esteti e i sostenibili: i primi abbracciano il minimalismo per la sua estetica pulita e ordinata e si concentrano sull’aspetto visivo del loro ambiente, cercando di creare spazi armoniosi e privi di distrazioni,

La bellezza della semplicità è al centro della loro filosofia. I secondi, si concentrano sulla riduzione del loro impatto ambientale, scegliendo di possedere meno oggetti e puntando su materiali sostenibili e di lunga durata. La consapevolezza ambientale è il motore principale delle loro decisioni di acquisto e di stile di vita. Infine, abbiamo i digitali, cioè quelle persone che scelgono di ridurre al minimo il loro utilizzo di dispositivi elettronici e applicazioni, cercando di liberarsi dalla dipendenza tecnologica e di creare spazi mentali più liberi e concentrati.

Il decluttering, pertanto, non riguarda solo liberarsi di oggetti fisici, ma anche liberare la mente dal sovraccarico di stress e disordine. Il punto focale del decluttering è il processo di eliminare il superfluo dalle nostre vite. Questo può includere oggetti materiali, abiti non indossati da anni, documenti vecchi e inutili, nonché relazioni tossiche e attività che ci rubano tempo ed energia. Liberarsi di queste cose può sembrare spaventoso all’inizio, ma spesso porta a una sensazione di leggerezza e libertà. Un secondo aspetto chiave è la creazione di spazi di vita funzionali e organizzati. Liberarsi dal disordine non solo rende gli ambienti più piacevoli esteticamente, ma anche più efficienti e produttivi. Un ambiente ordinato può promuovere la chiarezza mentale e il benessere emotivo.

Tuttavia, il decluttering non è solo una questione di oggetti fisici; può anche coinvolgere un processo emotivo intenso. Molti oggetti sono legati a ricordi e sentimenti, il che rende difficile separarsene. Affrontare queste emozioni è parte integrante del percorso di decluttering e può portare a una maggiore consapevolezza di sé e alla crescita personale.

Nella società consumistica in cui viviamo, spesso ci viene insegnato che più cose possediamo, più felici saremo. Tuttavia, il decluttering ci insegna che il contrario è spesso vero. Possedere meno ci permette di apprezzare davvero ciò che abbiamo e di concentrarci sulle cose che veramente contano nella vita: relazioni significative, esperienze significative e un senso di appartenenza alla comunità.