LA DIETA MEDITERRANEA BATTE LA CRISI IDRICA

Per risparmiare acqua cominciamo dai pasti quotidiani. Il nostro stile alimentare può contribuire a combattere la siccità.

AMBIENTE
Maria Grazia Ardito
LA DIETA MEDITERRANEA BATTE LA CRISI IDRICA

Per risparmiare acqua cominciamo dai pasti quotidiani. Il nostro stile alimentare può contribuire a combattere la siccità.

La crisi idrica, così come quella energetica, oggi non è certo uno stato di emergenza, sebbene si siano aggravate dalla siccità e dalla guerra in Ucraina. Ma il tema della transizione ecologica è ormai il convitato di pietra di ogni meeting internazionale, con risultati ogni volta deludenti. Sempre più si ha l’impressione che le grandi potenze e le istituzioni internazionali siano inadeguate, se non riottose, a programmare soluzioni adeguate ai gravi problemi che affliggono il pianeta.

Questo però non può far esimere noi singoli cittadini dal mettere in atto piccoli gesti della vita di ogni giorno per testimoniare quotidianamente un ruolo attivo che possiamo avere verso gli Obiettivi 2030 dell’Agenda delle Nazioni Unite. Ma da cosa partire?  Quali buone pratiche per il risparmio di acqua e energia? Qualche risposta arriva con la decima edizione del Premio Vivere a Spreco Zero 2022 nell’ambito del concorso “Vivere a spreco Zero” rivolto a: enti pubblici, imprese, scuole, cittadini e associazioni.

Una proposta quindi molto vasta per l’impegno di ognuno, dallo spreco alimentare alla biodiversità, dalla dieta mediterranea alla promozione dell’economia circolare. Ciascuno può contribuire attraverso nuovi stili di vita iniziando da quello alimentare, da adottare in considerazione dello sviluppo sostenibile del pianeta. Questo perché dietro ai pasti che consumiamo ci sono enormi quantità di acqua e energia: circa 3600 litri per l’alimentazione a base di carne e 2300 per una dieta vegetariana e in pochi sanno che il nostro tradizionale regime alimentare, in termini idrici, pesa il 52% in meno di quello anglosassone. Partendo da questi dati, ormai per lo più noti a tutti, si può affermare che tra i regimi alimentari a diverse latitudini, quello mediterraneo implica un consumo di 1753 metri cubi di acqua “virtuali”, per abitante ogni anno.

In Europa il consumo sale a 1934 metri cubi di acqua usata per la produzione di cibo in tavola ogni giorno, mentre in Inghilterra arriviamo addirittura a 2607 metri cubi di acqua per abitante. Possiamo addirittura calcolare che il regime alimentare mediterraneo, in termini di acqua, pesa il 12,8% in meno rispetto a quello europeo oltre al 52% in meno di quello anglosassone. Ma in Italia potremmo ancora fare meglio se la dieta mediterranea diventasse prassi quotidiana, perché l’acqua nascosta nei v nostri consumi alimentari giornalieri mediamente è di 19.700 litri a settimana, mentre potremmo abbassarlo a 18.70 se scegliessimo un più attento stile nutrizionale.  Quindi davanti all’aggravarsi della crisi idrica, che si è evidenziata in termini così drammatici in questa infuocata estate 2022, un consumo sostenibile diventa ormai responsabilità di tutti. Ed è questo l’obiettivo del concorso “Vivere a spreco Zero”, che in questa edizione vuole lanciare una raccolta concreta e replicabile di buone pratiche per la prevenzione e riduzione del consumo di acqua e energia, con un focus speciale sull’acqua.

Le candidature dovranno pervenire entro il 15 settembre ed è una call rivolta a tutti: enti pubblici, aziende e cittadini che potranno così segnalare le loro best practices, i progetti concreti di risparmio idrico ed energetico, le attenzioni e le abitudini quotidiane che potrebbero essere virtuosamente “copiate”. Inclusi gli stili alimentari. L’iniziativa è patrocinata dalla campagna Spreco Zero di Last Minute Market, con il patrocinio dei ministeri della Transizione Ecologica, degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Lavoro e delle Politiche Sociali e con la Rappresentanza della Commissione Europea in Italia, Anci e Regione Emilia Romagna. La premiazione dei vincitori avverrà a Bologna il 22 novembre prossimo.