LA DONNA CHE SUSSURRÒ ALL'EFFETTO SERRA

Scienziata e sostenitrice dei diritti delle donne, Eunice Foote è stata la prima a documentare l’effetto serra e le sue possibili conseguenze sul clima. Ma la sua scoperta non diede a questa grande ricercatrice il riconoscimento che meritava.

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Pamela Preschern
LA DONNA CHE SUSSURRÒ ALL'EFFETTO SERRA

Scienziata e sostenitrice dei diritti delle donne, Eunice Foote è stata la prima a documentare l’effetto serra e le sue possibili conseguenze sul clima. Ma la sua scoperta non diede a questa grande ricercatrice il riconoscimento che meritava.

Eunice Newton Foote. Forse più un lettore si chiederà: “Chi era costei?”, parafrasando la celebre espressione di don Abbondio nei Promessi Sposi (“Carneade chi era costui?”). A celarsi dietro questo nome anglosassone c’è una donna. La prima ad aver individuato una delle possibili cause del cambiamento climatico, l’effetto serra. Eppure fino all’inizio del XXI secolo tale scoperta rivoluzionaria fu attribuita a uno scienziato irlandese di nome John Tyndall.

Cresciuta in una fattoria nel Connecticut, negli Stati Uniti, Eunice Foote frequentò il Troy Female Seminary , la prima scuola di preparazione femminile in America. Con sede a New York, fu il primo istituto ad offrire alle giovani donne un’istruzione di pari qualità rispetto a quella offerta agli uomini. 

Nel suo esperimento documentato nell’articolo scientifico, “Le circostanze che influiscono sul calore dei raggi solari” apparso nel novembre del 1856 sulla rivista statunitense American Journal of Science and Arts, Foote dimostrò che il principale effetto dei raggi solari è riscontrabile nell’anidride carbonica.

L’esperimento

La scienziata giunse a tale conclusione attraverso un semplice test: prese due cilindri di vetro, due termometri e una pompa ad aria; pompò quindi anidride carbonica in uno dei cilindri e aria nell’altro e li espose al sole.Come poi riportato nell’articolo Foote notò che il cilindro contenente il gas si era riscaldato più di quello con l’aria e che aveva impiegato più tempo per raffreddarsi. La temperatura più alta del primo era la prova che l’anidride carbonica intrappolava e manteneva più a lungo il calore rispetto ad altri gas. Ipotesi confermata da un successivo esperimento in cui furono messi a confronto idrogeno, ossigeno, aria e anidride carbonica. Il risultato fu che il calore del sole generava una temperatura di 104° per l’idrogeno e 108° per l’ossigeno, mentre 106° nell’aria e 125° nell’anidride carbonica. Era la prova che ad un aumento della concentrazione di diossido di carbonio nell’atmosfera terrestre corrisponde un aumento della temperatura del nostro pianeta.

Il lavoro svolto dalla Foote fu presentato nell’agosto del 1856 durante l’ottavo convegno annuale della American Association for the Advancement of Science (AAAS). Tuttavia, il testo della sua ricerca non fu neppure esposto dall’autrice, ma dal professor John Henry dello Smithsonian Institution. Per quanto l’AAAS avesse ammesso sia lei sia un’altra donna tra i membri, il diritto di parlare ai convegni era riservato solamente ai membri professionali dell’associazione, ovviamente tutti uomini, mentre la Foote era un membro semplice e quindi non di rilievo. Anche per questo gli esiti positivi della ricerca non diedero alla scienziata americana il riconoscimento dovuto. Il merito della scoperta, infatti, andò a un uomo, al fisico irlandese John Tyndall, già noto nella comunità scientifica per il suo lavoro sul magnetismo e la polarità. Di Tyndall nella stessa edizione dell’American Journal of Science and Arts in cui era comparso l’articolo di Foote fu pubblicato un articolo sul daltonismo. Fu nel 1861, molto probabilmente dopo aver letto la ricerca di Foote, che il fisico giunse a dimostrare la natura assorbente dei gas, utilizzando uno spettrofotometro che misurava l’assorbimento infrarosso in quello che sarebbe poi diventato noto come “effetto serra”. E così Tyndall fu riconosciuto come uno dei padri fondatori della scienza del cambiamento climatico, mentre Foote venne per lungo tempo ignorata. Così come sono state ignorate le conseguenze dell’effetto serra sul clima.

L’impatto della Rivoluzione industriale su economia e clima

L’Ottocento segnò un punto di svolta nell’uso dei combustibili fossili: il carbone cominciò ad essere utilizzato sempre più massicciamente per generare elettricità per le fabbriche, mentre la prima automobile, la Motorwagen di Karl Benz, diede il via all’era del trasporto privato di massa.Ma quel secolo segnò anche il punto di svolta nella scienza del clima. Con la rivoluzione industriale in pieno sviluppo c’era chi, come il chimico svedese Svante Arrhenius, riteneva che l’effetto serra e il conseguente aumento della temperatura dovuto alla combustione del carbone (secondo lui di lieve entità) potessero essere persino utili all’umanità. Per trovare i primi segnali allarmanti sugli effetti deleteri della CO2 si dovette attendere la metà del XX secolo, quando lo scienziato statunitense Wallace Broecker coniò il termine “riscaldamento globale”. Ma allora la situazione non era ancora preoccupante, come lo è oggigiorno: dal circa un miliardo di tonnellate annue di emissioni di carbonio da combustibili fossili e industria nel terzo decennio del Novecento si è passati a ben 36,7 miliardi di tonnellate del 2019!

Le donne e la scienza

Foote non fu la sola ad essere stata privata del riconoscimento dovuto, per essere riabilitata solo molto tempo dopo. Successe lo stesso, ad esempio, alle tre matematiche della NASA, Katherine G. Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson. Tre donne che, nonostante il loro ruolo chiave nell’ambito dell’Agenzia statunitense, furono ampiamente ignorate almeno fino al 2016. Allora con l’uscita nelle sale cinematografiche del film Il diritto di contare (in inglese Hidden Figures), furono finalmente ricordate e presentate al grande pubblico. Purtroppo, ahinoi, non furono le uniche ad esser state vittime dell’oblio, come riportato in un approfondimento della piattaforma Google Art & Culture. Queste e altre storie ci inducono a riflettere sul contributo femminile al progresso umano (scientifico e tecnologico compreso). Se solo le donne fossero state (e fossero tuttora) prese un po’ più sul serio…

Qui il trailer del film Il diritto di contare.