LA FESTOSA ACCOGLIENZA DEI CANI

Uno dei modi più frequenti che i nostri compagni a quattro zampe hanno per accoglierci è quella di portarci palline, ossi, ciabatte e giochini vari. Ma perché lo fanno?

AMBIENTE
Chiara Grasso*
LA FESTOSA ACCOGLIENZA DEI CANI

Uno dei modi più frequenti che i nostri compagni a quattro zampe hanno per accoglierci è quella di portarci palline, ossi, ciabatte e giochini vari. Ma perché lo fanno?

Arriviamo a casa dopo una giornata di lavoro e Fufi ci aspetta seduto davanti alla porta scodinzolando! “Finalmente sei a casa! È tutto il giorno che ti aspetto. Che bello, che bello, che bello!” e dopo un po’ di feste, leccatine, spanciate all’aria e zampe addosso, Fufi corre dritto verso la sua cuccia e torna da noi pieno di entusiasmo portandoci il suo gioco preferito. Ma perché lo fa?

Come sempre le motivazioni possono essere diverse e sta a noi saper leggere il comportamento del nostro cane per cercare di spiegare i suoi comportamenti, ma proviamo a dare qualche spunto di riflessione.

Uno dei motivi è il picco di eccitazione ed energia che esplode non appena il nostro Fufi ci vede entrare dalla porta. Durante le ore da solo a casa (da limitare il più possibile per il suo benessere), il cane ha accumulato tantissima energia, voglia di giocare, di correre e di esprimere la sua natura. Non appena noi arriviamo a casa, la felicità nel vederci fa sì che esploda tutta questa energia contenuta nel corso delle ore e quindi il cane diventa un’incontenibile bomba di stimoli che deve poter sfogare su un oggetto. Se quest’eccitazione dovesse diventare eccessiva, una buona idea potrebbe essere andare in un parco e farlo correre liberamente o giocare con lui con tutte le nostre energie. Il cane è un animale sociale. Ha bisogno di noi, di stare insieme, di fare cose insieme. Un cane che trascorre le sue giornate da solo su un divano in casa è un cane fondamentalmente triste che non riuscirà mai ad esprimere la sua natura e i suoi impulsi. Stare con il nostro cane vuol dire fare le cose che piacciono a lui. Giocare al tiro alla fune (e farlo vincere per evitare frustrazioni), farlo rotolare nel fango (e poi pulirlo con un panno di acqua e aceto), farlo correre dietro ad una pallina ed essere felici quando ce la riporta. Insomma, se abbiamo scelto di avere un cane dobbiamo essere consci di avere tra le mani una bomba di energia da gestire con attività e stimoli. Non è sufficiente la “passeggiata della pipì” che dura un quarto d’ora dopo cena. Quando Fufi ci porta il suo gioco preferito appena torniamo a casa, quindi, il motivo può essere quest’eccitazione improvvisa che è stata soffocata nel corso della giornata e noi da buoni amici e compagni umani, dobbiamo cercare di assecondare questa sua felicità.

 

Un altro motivo per cui ci portano oggetti per salutarci può essere legato all’ancestrale lupo che è presente nel DNA del nostro Fufi. I lupi vivono in branchi, o meglio famiglie, in cui la socialità e i rapporti tra gli individui sono di fondamentale importanza per l’equilibrio del gruppo. Tra membri del gruppo non è raro vedere veri e propri “scambi di regali”, per dimostrare affetto, fiducia e stima. Questo capita soprattutto da membri gerarchicamente subordinati verso figure più carismatiche e di leadership. (Non uso appositamente il termine “dominante” o “alpha” perché è stato dimostrato etologicamente che nei lupi non esiste il concetto di “alpha”, ma esiste il concetto di leader e di capo-famiglia, che è ben diverso: ha una connotazione più carismatica e meno autorevole.) È stato inoltre dimostrato che i cani condividono il cibo  con altri cani, come gesto altruistico e di amicizia. Il motivo per cui Fufi ci porta la pallina quando arriviamo a casa può essere quindi ricollegato al suo desiderio di donarci il suo gioco preferito come segno di amore e rispetto. È proprio come se affidasse a noi quell’oggetto prezioso, sapendo di lasciarlo in buone mani. Sia chiaro: è un segno di amore, non di sottomissione!

Un’altra ragione di questo comportamento è invece una richiesta di attenzioni. “Guardami, sono qui. Mi sei mancato. Giochiamo?” Il cane crede (e dovrebbe essere così) di farci felici quando ci porta il suo peluche e pertanto il suo voler giocare con noi è, di nuovo, un gesto di amore nel dimostrarci di voler passare del tempo insieme. Dare attenzioni al nostro cane e mostrargli gratitudine alla vista del gioco è il regalo più bello che gli possiamo fare. Permettiamogli di giocare con noi con i suoi giochi e nel caso in cui dall’emozione dovesse afferrare qualcosa che non gli è permesso (ciabatte, oggetti, coperte) con gentilezza chiediamogli di lasciarlo e afferriamo noi il gioco consentito in modo da fargli capire cosa è sì e cosa è no.

Insomma, se domani aprendo la porta dovessimo vedere il nostro Fufi felice ed emozionato, portarci quel pezzo di ossobuco tutto masticato, apprezziamolo e dimostriamogli gratitudine ed entusiasmo. Noi potremmo essere stanchi dalla giornata di lavoro, ma lui sono otto ore che non aspetta altro che mostrarci quel pezzo di ossobuco che non vede l’ora di condividere con noi.