LA LOGISTICA PUNTA DIAMANTE DELL’ECONOMIA CIRCOLARE

In Usa, in Cina e in Italia i primi modelli applicati con successo per ridurre il consumo di materie prime, energia e favorire il riutilizzo degli scarti e dei rifiuti.

INFRASTRUTTURE
Enzo Millepiedi
LA LOGISTICA PUNTA DIAMANTE DELL’ECONOMIA CIRCOLARE

In Usa, in Cina e in Italia i primi modelli applicati con successo per ridurre il consumo di materie prime, energia e favorire il riutilizzo degli scarti e dei rifiuti.

Dalle buone intenzioni alle buone pratiche. Per dimostrare, con esempi concreti di progetti realizzati con successo che l’economia circolare può essere applicata alla logistica per ridurre il consumo di materie prime e di energia e favorire il riutilizzo degli scarti e dei rifiuti. E non è poca cosa se si tiene conto che la logistica sta diventando la punta di diamante del mondo produttivo e della catena degli approvvigionamenti. Per rendersene conto consiglio di leggere “Economia circolare e logistica collaborativa”, Quaderno numero 30 dell’Associazione Freight Leaders Council (Flc) presentato a Roma in Confitarma.

In un breve giro intorno al mondo, da est a ovest, e viceversa, dagli Stati Uniti alla Cina, passando anche per l’Italia e per l’Europa, ci se rende conto che si può fare. Negli Stati Uniti la piattaforma dell’impresa sociale TerraCycle, con partner del calibro di Nestlé, Unilever e PepsiCo, consente ai clienti di ordinare i prodotti spediti in imballaggi riutilizzabili fino a cento volte. In Cina, a Xiongan, fin dal 2019 sono in servizio veicoli automatizzati per le consegne condivise dell’ultimo miglio. E sempre in Cina, il Manbang Group ha riunito oltre 5 dei 7 milioni di camionisti in una “Uber dell’autotrasporto” per utilizzare al massimo i vani di carico e risparmiare energia.

E in Italia? Bisogna andare nelle Marche dove una start up, la Edilmagha realizzato il primo magazzino virtuale condiviso per l’edilizia: merci, strumenti e scarti di lavorazione sono fotografati, inseriti in un inventario on line, geolocalizzati e messi a disposizione delle altre imprese edili. Un altro caso di successo italiano è la CPR, azienda leader nel noleggio di cassette riutilizzabili a sponde abbattibili e di pallet, che in pochi anni, ha prodotto risultati significativi sull’ impatto ambientale.

Come si vede sono modelli che vengono dal mondo delle principali economie, mentre in Europa è stata esaminata la prima filiera integrata di BioGnl sull’evoluzione appunto delle strutture logistiche e dell’economia marittima. Il che dimostra che la logistica – lo ha detto lo stesso presidente di Flc, Massimo Marciani – presenta già ora molte soluzioni circolari efficaci e che il ruolo che si appresta a giocare è fondamentaleAd una prima condizione: che il cambio di paradigma si manifesti fino dalla fase di progettazione per far sì che prodotti e imballaggi generino minori emissioni di carbonio fino alla fine del ciclo di vita.

In altre parole questo significa che, oltre ad ottimizzare quanto già esiste nella logistica, lo sviluppo dell’economia circolare è in grado di creare opportunità di business completamente nuove. L’altra condizione è che “la creazione di un organismo diverso richiede un cambiamento di mentalità, non solo per l’azienda di produzione, ma per l’intero settore della logistica, che deve adottare modelli di sharing, di condivisione delle risorse attraverso piattaforme digitali e fisiche che consentano lo sviluppo dell’economia circolare”.

È lo stesso ministro delle Infrastrutture e della Mobilità’ sostenibili Enrico Giovannini che nella prefazione a Quaderno 30 indica le cinque regole alle quali si deve attenere un sistema logistico resiliente ai cambiamenti climatici, che sono: “Garantire le consegne nonostante gli imprevisti, con priorità data alla sicurezza rispetto alla tempestivitàattuare una regionalizzazione con hub collocati in territori sicuri dal punto di vista climatico; organizzare distanze di trasporto più brevi con volumi inferiori; migliorare la resilienza della catena di approvvigionamento, con capacità di spostare rapidamente le merci da una modalità di trasporto all’altra in caso di emergenza; trasformare gli attuali processi di consegna just-in-time, con la costituzione di magazzini vicini al produttore.