LA MAGLIA ROSA RICICLATA

Compie 90 anni. Un anniversario di passione e sacrifici con un unico obiettivo, un unico colore: il Rosa. Un sogno che accomuna gli sportivi italiani di più generazioni. Quest’anno celebra il Dante e strizza l’occhio alla sostenibilità

TURISMO
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Monica Riccio
LA MAGLIA ROSA RICICLATA

Compie 90 anni. Un anniversario di passione e sacrifici con un unico obiettivo, un unico colore: il Rosa. Un sogno che accomuna gli sportivi italiani di più generazioni. Quest’anno celebra il Dante e strizza l’occhio alla sostenibilità

La Maglia Rosa compie 90 anni. Quello che si correrà dall’8 al 30 maggio 2021, sulle strade dello Stivale, sarà un Giro d’Italia storico. Dal 1931, 90 anni di passione ciclistica, di pathos sportivo per la corsa più amata dagli italiani, forse dal mondo; un tripudio di emozionanti testa a testa che ha conquistato generazioni di appassionati. Icona del ciclismo professionistico, la Maglia Rosa venne introdotta nel 1931 da Armando Cougnet, giornalista sportivo de La Gazzetta dello Sport, il giornale che oltre vent’anni prima aveva ideato il Giro d’Italia. L’idea fu di individuare un simbolo che rendesse visibile il corridore al comando della classifica, per dare modo agli spettatori di distinguerlo tra tutti gli altri. Una tradizione, questa della maglia da assegnare al leader della classifica generale, che ancora oggi vive nella più importante corsa a tappe ciclistica del mondo. Quell’anno, il lontano 1931, il primo a indossarla fu il mantovano Learco Guerra, che era tanto forte da essere soprannominato la “Locomotiva umana” e da conquistare nello stesso anno il campionato del mondo di ciclismo su strada a Copenaghen e nel 1934 la Corsa Rosa. Da allora la Maglia Rosa è stata indossata da 254 corridori.

Ma la Maglia Rosa dei 90 anni avrà tanti significati in più: avrà i nomi dei vincitori tono su tono all’interno delle fasce e, in omaggio all’Anno Dantesco, avrà con sé una frase della “Divina Commedia” di Dante Alighieri, scelta tra quelle più significative, “Disposto a salire a le stelle”, frase che sarà impressa all’interno del colletto. Un vero e proprio omaggio impreziosito dalla zip dorata. Ma c’è di più. Oltre ad essere stata sviluppata nella galleria del vento per assicurarne l’aerodinamicità senza compromettere leggerezza e traspirabilità, la Maglia Rosa 2021 è stata realizzata dal produttore di tessuti Sitip, con filati riciclati al 100%. Tutte e quattro le maglie del Giro 2021 (La Rosa simbolo del leader della classifica generale, la Azzurra che premia il migliore degli scalatori, la Rossa del leader della classifica a punti, la Bianca di colui che guida la classifica “Giovani”) sono infatti realizzate in tessuto “Native” by Sitip, un filato riciclato, eccellenza italiana del tessile tecnico sostenibile. Dopo l’esperienza dello scorso anno, anche il Giro d’Italia 2021 sarà a basso impatto ambientale: nel cuore delle quattro maglie iconiche, infatti, c’è il tessuto Sitip in filato riciclato prevalentemente da bottiglie di plastica.

Attiva dal 1959 nel comparto tessile, la bergamasca Sitip è una realtà produttiva 100% made in Italy, oggi modello internazionale nei tessuti indemagliabili. Merito di un processo avanzato e responsabile che va dalla selezione accurata del filato al tessuto finito. Specialista di soluzioni tessili tecniche per l’active wear, la sua gamma “Native” raccoglie tessuti ecofriendly realizzati con filati riciclati e sostanze chimiche a minor impatto ambientale e a limitata dipendenza da fonti non rinnovabili. Quello dell’azienda è infatti un percorso che da tempo si intreccia a una visione etica di futuro e contribuisce attivamente agli obiettivi ONU di Sviluppo Sostenibile, impiegando risorse e strategie per la salvaguardia dell’ambiente, e per una produzione sempre più sostenibile.