LA MENTE, L’ANIMA E IL CORPO

Calato il sipario, il Festival della Salute ha però trasformato le parole belle in realizzazioni, che hanno coinvolto un’intera comunità creando un modello senza tabù.

SALUTE
Enzo Millepiedi
LA MENTE, L’ANIMA E IL CORPO

Calato il sipario, il Festival della Salute ha però trasformato le parole belle in realizzazioni, che hanno coinvolto un’intera comunità creando un modello senza tabù.

Si era concluso con un botto comunicativo il primo Festival della Salute organizzato a Lerici nell’ottobre scorso con l’en plein di pubblico accorso ad ascoltare la incontenibile conversazione con Paolo Crepet, noto psichiatra,  sociologo, educatore, saggista, che era stato chiamato a sostenere dal neo assessore del Comune di Lerici Alessandra Di Sibio. Eravamo ancora nella ripresa della pandemia e l’occasione fu un suo libro fresco di stampa “Oltre la tempesta”, non dentro dunque ma i consigli per prepararsi al dopo.

Tutti pensavamo che, calato il sipario quel Festival, lo dico, per certi versi estemporaneo, che era però riuscito ad affrontare la salute davvero non come assenza di malattia ma come ben-essere psico-fisico, non come momento teorico ma nei suoi aspetti pratici affidati anche a testimonianze di noti “risuscitati” alla vita, l’esito sarebbe stato quello dell’archivio in attesa di una seconda volta. Che ci sarà, comunque, nel prossimo ottobre. E invece no. La straordinarietà di quel Festival è stata di non essere come tanti altri – ecco perché ne scrivo stupefatto – di non essere affidato agli atti come si è abituati, ma di vivere tutto l’anno, coinvolgendo ragazze e donne, giovani e uomini, medici e magistrati, assistenti sociali e poliziotti, civili e militari, biologi, nutrizionisti, e psicologi, studenti e docenti. Come avrete capito è difficile pensare a chi non ne è rimasto coinvolto.

Bastano pochi riferimenti per capire l’inatteso. E che invece è stato fedele alla sua “pretesa” di completezza contenuta nel titolo per esteso: Festival della Salute Mente-Anima- Corpo. Non sfuggirà peraltro l’inserimento di un aspetto poco frequentato ai giorni nostri segnati dal fenomeno della decristianizzazione. Sì, anche l’anima è stata affrontata come componente essenziale della salute.

E comunque al festival è intanto sopravvissuto, nelle applicazioni pratiche di quelle che non sono rimaste solo belle parole,  il corso di difesa personale per le donne tenuto da istruttori della polizia di Stato, poi è stato aperto un centro antiviolenza di ascolto per le donne, il confronto sulle malattie rare come per esempio la fibriomialgia (patologia della quale sono affetti tre milioni nel nostro Paese), le Pillole in movimento per la ginnastica degli adulti, lo screening nutrizionale su 400 persone che ha dimostrato la presenza di malnutrizione nelle fasce d’età più anziane e casi di disfagia anche nei giovani, il corso per apprendere le manovre di disostruzione sia negli adulti sia nei bambini e neonati con la Pubblica Assistenza, i corsi sulle  forme più frequenti di violenza tra i giovani come bullismo, cyberbullismo, recente porn, violenza di gruppo, violenza assistita.

E ancora, la sensibilizzazione sui Disturbi del Comportamento Alimentare, non solo anoressia e bulimia ma anche binge eating disorder che in Italia riguardano oltre 3 milioni di persone e non solo adolescenti, ma anche adulti oltre i 50 anni. È stato realizzato anche il progetto “Insieme in salute” dedicato agli over 65 per combattere la solitudine e la violenza sugli anziani.

Grande attenzione, nel mese della prevenzione, è stata dedicata alla “Famiglia e genitorialità, ieri e oggi” con particolare attenzione alla figura del padre (accompagnato dalla una mostra fotografica “Nel nome del Padre”) compresi i conflitti famigliari, le ripercussioni sui figli, le pratiche di separazione e divorzio, focus sulle differenti culture, l’integrazione sociale e la violenza sul lavoro.

Peraltro l’attenzione alla figura del padre è anticipatrice – è stato detto – di uno dei pilastri del prossimo Festival della Salute di Lerici, che si terrà dal 12 al 16 ottobre prossimi, scelta legata alla sensibilizzazione e al coinvolgimento su di un tema che molto raramente viene affrontato, cioè il percorso emotivo da uomo a padre. Gli uomini spesso non esprimono le paure, le fragilità e hanno il timore del contatto. I ricordi del padre che da adulti portiamo con noi e ci rendono uomini o donne consapevoli, tutti quegli insegnamenti, che non sono solo i doveri, ma, come diceva Umberto Eco, “Credo si diventi ciò che nostro padre ci ha insegnato nei tempi morti, mentre non si occupava di educarci. Ci si forma su scarti di saggezza”.

Credo di aver dato l’idea di quanto si possa fare per il benessere individuale e sociale anche in una comunità di poco meno di diecimila abitanti come è Lerici che si propone di riflesso come un modello nato in una istituzione e diffuso sobriamente in ogni strato della popolazione con incontri che non hanno disdegnato neppure il bar. Un modello che ha coinvolto decine di studenti nell’ambito degli impegni scuola-lavoro. Un modello infine anche di conoscenza affidata a quella che è diventata una ricca e specializzata biblioteca di testi che hanno accompagnato ogni iniziativa.