LA MODA ALLEATA DELLA SOSTENIBILITÀ

Materiali innovativi e naturali e l’adozione del modello di economia circolare hanno caratterizzato il 2023. La svolta.

AMBIENTE
Pamela Preschern
LA MODA ALLEATA DELLA SOSTENIBILITÀ

Materiali innovativi e naturali e l’adozione del modello di economia circolare hanno caratterizzato il 2023. La svolta.

Il settore dell’abbigliamento e delle calzature si è rivelato pari, se non migliore, di quello finanziario in termini di performance ambientale, sociale ed economica nell’anno appena trascorso.

Lo dice la classifica del Sole 24 Ore sui leader in materia di sostenibilità, giunta alla terza edizione. Nei cosiddetti criteri ESG (acronimo di Environment, Social, Governance) banche e assicurazioni la fanno ancora da padrone.

Eppure l’avanzata del settore tessile è evidente: marchi come Prada, Salvatore Ferragamo, Ovs, Tod’s, Moncler sono andati ben oltre le regole e i requisiti di sostenibilità rispettati dal settore bancario. Non si tratta di una sorpresa: le normative di settore a cui sono soggetti sono sempre più stringenti e parallelamente i consumatori sono sempre più esigenti in termini di rispetto dell’ambiente.

Con il 2030 e gli 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) da raggiungere entro quella data, la gran parte dei brand si sta impegnando nel dare una svolta green alle proprie collezioni. E lo fa attraverso un’attenta selezione di materiali rispettosi dell’ambiente, dell’etica e delle persone (in breve sostenibili), con scelte di efficienza energetica e offrendo ai consumatori capi frutto di processi etici e rispettosi del pianeta.

Di progetti sostenibili di marchi italiani ce ne sono vari: uno è quello di Alessandro Benetton Presidente della holding industriale europea, Edizione SpA e a cui l’Associazione dei Corrispondenti presso le Nazioni Unite (UNCA), ha assegnato il premio Global Advocate of the Year 2023.

A essergli riconosciuto durante la cerimonia di premiazione svolta presso Casa Cipriani a New York è stato l’impegno nel promuovere uno sviluppo inclusivo, equo e responsabile nell’ambito di realtà diverse, tra cui l’abbigliamento (United Colors), oltre che la mobilità e infrastrutture, l’agricoltura, il digitale.

abbigliamento

Abbigliamento

Ispirandosi allo slogan “Be kind to people and to nature” per la collezione autunno inverno 2023- 2024, Elena Mirò si è impegnata alla revisione e  al miglioramento dei processi di approvvigionamento e di lavorazione dei filati e materie prime tra cui viscosa, lana sostenibile certificata RWS cachemire e nylon riciclati ottenuti da fibre di scarto per conseguire l’obiettivo di realizzare il 57 per cento di capi in modo sostenibile.

Altro marchio italiano sensibile al tema della sostenibilità è La Débraillée, fondato da Alice Rosignoli e che, specializzato in articoli in pelle, ha lanciato una collaborazione con la conceria olandese ECCO Leather realizzando prodotti artigianali Made in Italy.  Usando solo pelle riciclata la designer firma borse dalle forme creative che ne fanno delle creazioni dalle interessanti cromatiche in edizione limitata.

Un altro leader del settore è Coin che nel 2023 ha rinnovato per il quarto anno consecutivo il sostegno a Oxfam Italia, organizzazione impegnata nella lotta alla povertà e alla disuguaglianza con l’iniziativa “Avvolgi chi ami, regala un futuro” . In collaborazione con Paula Cademartori, stilista brasiliana che ha disegnato una collezione di capi ridotta (cosiddetta capsule collection) denominata, The Surfer’s Christmas, ispirata alla celebre opera “La grande onda” di Kanagawa per sensibilizzare al tema della carenza di acqua pulita in molte regioni del mondo e i cui capi sono disponibili presso i negozi Coin e online sul sito coin.it.

Calzature

Grazie alla collaborazione con ACBC, azienda leader italiana nel design e produzione di prodotti sostenibili con il minore impatto di anidride carbonica possibile, MAX&Co ha prodotto la prima calzatura con questa caratteristica disponibile in tre colori: nero, rosso-fucsia e verde.  Realizzata con materiali rispettosi dell’ambiente, come il RePET, ricavato da bottiglie in PET riciclate dopo l’utilizzo, c ReRubber, proveniente dagli scarti della gomma di fabbrica riciclati pre-consumo, e la FreeBioTM RePA by ACBC, materiale alternativo alla pelle prodotto da fibre di poliammide riciclate e da un rivestimento in PU a base d’acqua. Anche la confezione è green, in cartone FSC certificato, con una struttura auto montante che non richiede l’uso di collanti.

Miko e Re49, altro esempio nazionale nel settore delle calzature sostenibili, è nata nelle province di Gorizia e Udine dalla collaborazione tra Miko, azienda produttrice della microfibra dinamica realizzata con poliestere riciclato, e Re49, fondato a Gonars (provincia di Udine) nel 1949 da Valentino Masolini e a cui il pronipote Nicola Masolini, nel 2021, ha donato una nuova identità. Il brand riutilizza gli scarti di produzioni come microfibre, tessuti e resti di magazzino per realizzare calzature sostenibili, ispirandosi al concetto di economia circolare e sfruttando l’azione dell’acqua ad alta pressione, senza ricorrere a solventi organici.

gioielli

Accessori

Nel mondo degli accessori spicca Natoorí, la nuova linea di Aru Eyewear, il marchio di occhialeria indipendente italiano fondato nel 2019 da Daniela Verazzo, con una collezione ispirata alla natura. Composta da quattro modelli trasparenti di cui tre genderless e uno femminile è realizzata con acetati bio, composti da plastificanti e additivi di origine naturale e pertanto biodegradabili. La custodia, semirigida, è realizzata a mano in materiale ecosostenibile fatta di resine, polvere di legno e cotone e dotata di tasche interne, al cui interno è presente un panno in microfibra che ritrae gli elementi che ispirano la collezione.

Al precedente si aggiunge 12PM marchio di gioielli fondato da Michela Trento nel 2020 grazie alla collezione Vittoria con l’obiettivo di conservare il passato attraverso forme e materiali anticonvenzionali e sostenibili come l’alabastro di Volterra, l’ametista e la pelle proveniente da scarti di industriali.

In tema di complementi e accessori va menzionata Ethicarei, la prima filiera italiana di produzione etica garantita dall’Associazione Mondiale per il Commercio Equo (WFTO) che si rivolge ai marchi del mercato del lusso e in collaborazione con ASPESI, partner fondatore che firma una capsule collection speciale disponibile nei negozi ASPESI e online sul sito. A comporre la collezione sono tre tipologie di accessori realizzati interamente con tessuti riciclati, in linea con i principi di economia circolare: borse shopper, beautycase e pochette.

Le tendenze del 2030

Il decennio che verrà sarà ispirato alla sostenibilità del guardaroba: capi in affitto e in condivisione che richiamano la sharing economy si affiancheranno a borse, calzature e abiti vintage, a cui dare una più lunga permanenza in armadi e scarpiere. L’armadio del futuro sarà sempre più popolato da capi nuovi, disegnati in modo da renderli riciclabili favorendo l’economia circolare e fatti con tessuti innovativi frutto dell’incontro di biologia e scienza dei materiali.

Al “guardaroba sostenibile” possiamo contribuire noi stessi trasformando alcune abitudini quotidiane: dalla sperimentazione di sistemi di piegatura più efficaci, all’uso di portaoggetti (o organizer), passando per la divisione cromatica e/o per categoria, ma anche provando a riempire l’armadio cominciando dalle cose più ingombranti, disponendo le cose utilizzate frequentemente nelle posizioni più facilmente raggiungibili. E poi durante il cambio di stagione prestare attenzione a ciò che non si indossa, non sta bene o semplicemente non piace più decidendo di disfarsene. Le opzioni valide possono essere la donazione, o la vendita nei negozi di usato oppure online su un sito di reselling.

Guardaroba sostenibile

La cura dell’armadio e del suo contenuto non è sufficiente a vincere la sfida del guardaroba sostenibile: questo sarà ancora più rispettoso della natura se accompagnato dalla cura del bucato per minimizzare l’impatto ambientale del lavaggio dei capi evitando la dispersione di microplastiche nelle acque.

Negli anni a venire saranno sempre di più i prodotti di qualità siano capi di abbigliamento, calzature o accessori, frutto di materiali naturali e innovativi comportamenti sostenibili. Scelte che non riguarderanno solo le aziende del fashion e i grandi marchi ma anche noi individui consumatori di tali prodotti.