LA PLASTICA IN EUROPA TRA RIDUZIONE E USO INTELLIGENTE

Nella politica di sostenibilità dell’UE uno degli elementi chiave è la promozione di un’economia circolare che incoraggi il riutilizzo e il riciclo dei materiali.

AMBIENTE
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Pamela Preschern
LA PLASTICA IN EUROPA TRA RIDUZIONE E USO INTELLIGENTE

Nella politica di sostenibilità dell’UE uno degli elementi chiave è la promozione di un’economia circolare che incoraggi il riutilizzo e il riciclo dei materiali.

Dobbiamo tornare al 2018 per individuare quella che fu la prima Strategia europea sulla plastica. Inizia allora la politica dell’UE per ridurre la plastica monouso e le microplastiche e per garantire che tutti gli imballaggi in plastica venduti nei paesi dell’Unione europea diventino riciclabili entro il 2030. Dal 3 luglio di quest’anno nei paesi europei è entrata in vigore la Direttiva sulla plastica monouso, nota anche come SUP (Single Use Plastics) che vieta l’utilizzo di una serie di prodotti usa e getta, tra cui posate, piatti, cotton-fioc, cannucce, tazze, bicchieri e imballaggi, contenitori per alimenti e bevande in polistirolo, compresi quelli prodotti da materie prime biodegradabili e compostabili. Molte aziende italiane del settore, pur conoscendo scadenze e dettagli della normativa europea si sono opposti. E hanno chiesto una modifica delle linee guida di applicazione della Direttiva, in particolare l’esclusione da questa di plastiche biodegradabili e della carta plastificata (di cui il nostro paese rappresenta uno dei maggiori produttori in Europa).

Al di là delle polemiche sull’impatto ambientale delle bioplastiche che ha interessato il nostro paese la questione vera sta nella riduzione dei rifiuti della plastica, responsabili dell’inquinamento dei terreni, dei mari e dell’aria e nocivi sia per la salute umana che degli ecosistemi. Le sostanze tossiche contenute nella plastica, infatti, entrano nella catena alimentare e le conseguenti emissioni di CO2 prodotte dalla stessa mettono a repentaglio il contenimento dell’aumento della temperatura al di sotto dei due gradi come previsto dall’Accordo di Parigi. La produzione di plastica e di conseguenza degli scarti da essa derivati, rischia di triplicare entro il 2050 se non si interviene con un chiaro cambio di rotta.

Cosa si sta facendo in Europa per evitare questo scenario?
Diverse sono le buone pratiche messe in campo e che riguardano il riutilizzo, riciclo e una efficace e pulita gestione dei rifiuti della plastica. Tra queste va segnalato il Progetto Water Fountain Fund avviato nel Regno Unito nel 2016. L’iniziativa incoraggia le persone al riutilizzo delle bottiglie di acqua attraverso l’installazione di fontane di acqua potabile per consentire agli abitanti della città ricaricare le proprie bottiglie riducendo così il ricorso a contenitori di plastica monouso. Le stazioni di acqua gratuite contribuiscono a ridurre i flussi di rifiuti urbani affrontando il problema dell’inquinamento degli oceani alla fonte e i rilevanti costi di raccolta e gestione dei rifiuti. Recenti sondaggi condotti in alcuni centri cittadini suggeriscono che il 65% delle persone non comprerebbe bottiglie d’acqua di plastica se le ricariche dell’acqua del rubinetto fossero disponibili gratuitamente.

Un altro esempio che sottolinea l’utilità del riciclo della plastica, è quello condotto a Madrid, in Spagna attraverso un’interessante azione di sensibilizzazione nei confronti del pubblico. Si tratta del Museo della Plastica, che lo scorso maggio ha accolto un pubblico variegato di tutte le età che ha potuto di godere di una nuova esperienza. Un progetto ludico e al tempo stesso educativo per cambiare la percezione comune nei confronti della plastica, mostrando le numerose possibilità di impiego attraverso l’esposizione di oggetti all’interno del museo, frutto del riciclo delle sue parti costituenti. Durante l’International Recycling Day, celebrato il 17 maggio, il primo museo al mondo 100% riciclabile, è stato infatti smontato e le sue pareti, i piani e i soffitti sono stati ri-usati per creare i prodotti della collezione “Ero un museo”, disponibile sul sito web del museo www.theplasticmuseum.com/store.

Un ulteriore caso virtuoso è quello della città di Amsterdam che già da qualche anno ha designato un’area “pilota” per implementare best practices al fine di ridurre l’inquinamento di plastica del 30% entro la fine del 2021. Ma non solo: ha sviluppato un piano di azione per monitorare periodicamente i progressi delle attività, impegnandosi a condividerli in una relazione ad hoc sulla sostenibilità.

Tra le iniziative di successo che rendono la città un esempio di sostenibilità spicca quella sulle acque pulite, (Amsterdam Clean Water Initiative) avviata nell’ambito del progetto “città pulita” a settembre 2016. Obiettivo: rivoluzionare, attraverso un programma triennale, il modello di gestione dei rifiuti nelle acque, riducendo la quantità di rifiuti che ogni anno finiscono nei canali della città. Ma non solo. La città dispone di un impianto progettato per trasformare le plastiche non riciclabili in combustibili puliti al porto e di una fabbrica per il riciclo di plastica, situata vicino all’impianto di termovalorizzazione per la produzione di energia elettrica che separa la plastica mista dagli altri rifiuti. Ricorrendo alla tecnologia a separazione di densità magnetica il riciclo di plastica mista risulta altamente efficiente, con una percentuale di materiale riciclato puro attorno al 97-99%.

È bene ricordare che Amsterdam è stata la prima città al mondo ad aderire il 20 giugno 2019 al Programma Plastic Smart Cities, un’iniziativa del WWF (partita nel 2018) a sostegno delle aree urbane e costiere nello sviluppo di azioni contro l’inquinamento ambientale. E inoltre la capitale dei Paesi Bassi sostiene ferventemente la campagna del WWF “No plastic in nature” per azzerare la plastica nell’ambiente entro il 2030. Inoltre quest’anno ospiterà la quarta edizione del Plastics Recycling Show Europe (PRSE) che il 4-5 Novembre prossimi celebrerà l’innovazione in tema di circolarità dell’economia e uso sostenibile della plastica e riconoscerà i vincitori del Plastics Recycling Awards Europe 2021 con specifici premi. Saranno rivelati i migliori casi di successo offerti da designer di prodotto, ingegneri progettisti, produttori di materie prime, proprietari di marchi, rivenditori, produttori di macchine per il riciclaggio della plastica e fornitori di prodotti in plastica riciclata.

Le categorie che verranno premiate riguarderanno prodotti automobilistici, elettrici o elettronici; per l’edilizia e le costruzioni; per la casa e il tempo libero; prodotti con imballaggio in plastica; macchinari per il riciclo o per le attività di promozione di pratiche virtuose con il riconoscimento del titolo di Ambasciatore per il riciclo della plastica.

Per il Plastics Recycling Awards Europe 2020 gli aggiudicatari dei premi nelle varie categorie sono stati associazioni e individui originari principalmente dei paesi del centro e nord Europa tra cui Belgio, Paesi Bassi, Francia e Germania. Riuscirà anche il nostro paese ad ottenere un riconoscimento nell’edizione di quest’anno?