LA RIPRESA DEL TURISMO TRA BISOGNO DI SICUREZZA E SOSTENIBILITÀ

La pandemia ha messo in ginocchio molti settori dell’economia e il turismo è stato uno dei più colpiti dalla drastica riduzione della mobilità in tutto il mondo. Tra le sfide per la ripresa del settore, spiccano l’impegno verso la sostenibilità e la garanzia di sicurezza.

TURISMO
Thais Palermo
LA RIPRESA DEL TURISMO TRA BISOGNO DI SICUREZZA E SOSTENIBILITÀ

La pandemia ha messo in ginocchio molti settori dell’economia e il turismo è stato uno dei più colpiti dalla drastica riduzione della mobilità in tutto il mondo. Tra le sfide per la ripresa del settore, spiccano l’impegno verso la sostenibilità e la garanzia di sicurezza.

Se il mondo non sarà più lo stesso dopo il Coronavirus, la stessa cosa varrà per il turismo. O, per meglio dire, dei turisti. La ripresa dei viaggi ed il progressivo aumento della mobilità a partire dal 2021 non deve trarre in inganno: la pandemia ancora in corso lascerà segni nella popolazione mondiale, i quali si ripercuoteranno anche nel modo di concepire e realizzare un viaggio.

Le restrizioni alla mobilità che hanno caratterizzato soprattutto il 2020 hanno obbligato i potenziali viaggiatori ad abbandonare i propri progetti di viaggio. Ma la condizione di isolamento a cui sono stati sottoposti non ha spento, bensì alimentato, il loro desiderio di vacanza. Una vacanza che, da ora in poi, non sarà più la stessa.

È quanto indicano alcune ricerche e indagini di mercato sulle caratteristiche e le richieste del turista post-pandemico. Tra le tendenze evidenziate, due in particolare sembrano tracciare la strada del futuro e le sfide che il settore dovrà affrontare anche nel lungo termine: la sicurezza come priorità assoluta e la scelta di modelli di consumo responsabili e sostenibili.

Le strategie di rilancio degli operatori di settore dovranno tenere in conto la nuova esigenza dei viaggiatori di sentirsi sicuri e protetti. Secondo i top trends elaborati da Booking.com, il 70% dei viaggiatori globali si aspetta che le attrazioni turistiche prendano misure per garantire il distanziamento sociale. E ancora il 70% è disposto a prenotare un alloggio soltanto in presenza di informazioni chiare sulle politiche sanitarie e igieniche adottate. La tendenza è confermata da uno studio elaborato dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e dall’IRISS (Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo), che sottolinea come l’obiettivo della sicurezza assoluta può sembrare ovvio, ma non è banale. Difatti la vacanza è un termine che, per antonomasia, richiama l’idea di libertà e spensieratezza. Ma a partire dall’anno scorso viene anche associata a una percezione di rischio e di insicurezza che potrebbe durare anni.

Sul fronte della sostenibilità, è emerso come le conseguenze nefaste della pandemia sul tessuto sociale, e viceversa il suo impatto positivo su alcuni indicatori ambientali, stiano portando a un cambiamento culturale nei consumatori, sempre più attenti agli acquisti e più critici rispetto ai modelli di consumo precedenti. Non è di oggi la preoccupazione del settore turistico con il tema della sostenibilità, ma l’esplosione della pandemia potrebbe aver contribuito ad accelerare il processo di transizione verso modelli più sostenibili.

Non è certo una sfida da affrontare senza considerare i diversi sistemi coinvolti dai flussi turistici. Altrettanto fondamentale è l’attuazione di politiche pubbliche volte a facilitare la conversione del modello che ha portato ai fenomeni del overturism, come è il caso di Venezia, a quelli che orientino i clienti verso mete più in linea con il rispetto dell’ambiente e dei territori e comunità locali.

Uno dei nodi fondamentali resta quello del trasporto aereo. Nel 2019, l’espressione flight shame appariva sulle prime pagine dei giornali occidentali. Nato in Svezia nel 2018, il movimento che dissuade le persone dal prendere l’aereo per ridurre le emissioni di CO2 stava guadagnando sempre più addetti soprattutto nei Paesi europei.

La pandemia ha spostato l’attenzione verso problemi più urgenti, ma ora che il peggio sembra passato, anche per le compagnie aeree, che hanno registrato perdite storiche, il settore dovrà affrontare un’altra crisi imminente: quella della sua responsabilità per aver contribuito all’attuale crisi climatica.