LA SICCITÀ UN DRAMMA TUTTO SARDO

La Sardegna dopo una lunga estate vissuta con temperature record, non arrivano le sospirate precipitazioni.

AMBIENTE
Maurizio Orrù
LA SICCITÀ UN DRAMMA TUTTO SARDO

La Sardegna dopo una lunga estate vissuta con temperature record, non arrivano le sospirate precipitazioni.

In Sardegna la siccità è una costante sempre presente, che colpisce in modo indiscriminato l’uomo e la natura. Servono interventi drastici e radicali sulle reti idriche anti dispersione. Secondo l’Ufficio meteorologico della Sardegna non dobbiamo essere ottimisti. Anzi. Secondo il luogotenente Girolamo Paciolla “I modelli matematici, non prefigurano precipitazioni di una qualche rilevanza”.

Infatti le piogge cadute nelle ultime giornate in Sardegna hanno rilevato una profonda e generalizzata sofferenza idrica. In base ad una approfondita analisi compiuta dalla Coldiretti sul monitoraggio siccità dell’Arpa (agenzia di controllo ambientale e supporto tecnico) Sardegna si sottolinea che nell’ultimo semestre luglio/dicembre 2023, la situazione di precarietà delle precipitazioni avviene in quasi tutte le province dell’isola.

Già all’inizio dell’anno, i sardi convivono con la crisi idrica con livelli di emergenza idrica in alcuni comprensori del Nord occidentale della Sardegna, Alto Cixerri, Posada e Ogliastra. La richiesta d’acqua è stata superiore al consueto utilizzo, che comporta una riduzione della disponibilità idrica presente negli invasi.

Ma con questo clima, non permette agli agricoltori una giusta e sufficiente irrigazione. Situazione difficile che mette a rischio le colture, come quelle orticole. Di queste preoccupazioni si sono fatte promotrici le associazioni professionali agricole che hanno più volte manifestate le loro preoccupazioni.

Il Consorzio di bonifica della Sardegna centrale vieta l’utilizzo dell’acqua ad uso irriguo in tutti e tre sub comprensori di sua competenza. Un vero incubo per gli agricoltori isolani. Infatti secondo il Consorzio sono seimila le aziende senz’acqua. Un drastico provvedimento per scongiurare danni maggiori.

Secondo il parere del Presidente Coldiretti Sardegna Battista Cualbu “è necessario dichiarare lo stato di calamità naturale in quelle zone che stanno soffrendo maggiormente il problema siccità che sta portando a ripercussioni anche sul sistema agropastorale isolano con rischi sul sistema irriguo dei prossimi mesi”. Continua il direttore Cualbu “. Ecco perché sarebbe importante l’apertura di un forum sul clima nel sud del Mediterraneo come uno strumento per trovare le soluzioni adeguate a trovare ed utili a gestire gli effetti del clima”.

L’isola si trova in balia degli eventi meteorologici che comportano lunghi periodi di siccità intervallati con “bombe d’acqua” che creano devastanti danni. “Condizioni che contribuiscono all’impoverimento del suolo – afferma Quirico Migheli docente di patologia vegetale dell’Università di Sassari- che ha un effetto drammatico: l’acqua, non è più in grado di filtrare nel terreno perché troppa e perché il fondo è diventato impermeabile, con tutti i danni che questo comporta”. Attendiamo con ansia tempi migliori per affrontare adeguatamente i cambiamenti climatici croce e delizia del genere umano.