LA TOSCANA DELLE DONNE SOTTO IL SEGNO DELL'UMANITÀ

Un minuto di silenzio per Giulia Cecchettin. Gli interventi del Presidente Eugenio Giani e di Cristina Manetti, ideatrice del festival.

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Redazione
LA TOSCANA DELLE DONNE SOTTO IL SEGNO DELL'UMANITÀ

Un minuto di silenzio per Giulia Cecchettin. Gli interventi del Presidente Eugenio Giani e di Cristina Manetti, ideatrice del festival.

Si è aperta con un minuto di silenzio per Giulia Cecchettin la seconda edizione de “La Toscana delle donne – Umanità”, la settimana organizzata dalla Regione Toscana e dedicata a appuntamenti, spettacoli, riflessioni per costruire insieme una Toscana paritaria e puntare sui talenti femminili, nell’anno europeo delle competenze. E’ stata la compositrice e pianista Giulia Mazzoni ad aprire la serata. E al pubblico, oltre 1000 i partecipanti, ha offerto un brano inedito composto per l’occasione all’indomani dell’alluvione che il 2 e 3 novembre scorsi ha colpito Campi Bisenzio, Prato, Seano, Quarrata, Montemurlo e tutta l’area circostante. Sulle note de “L’alluvione”, Mazzoni, pratese per l’appunto, ha commosso e mosso alla voglia di rinascere aprendo così la settimana dedicata a appuntamenti, spettacoli, riflessioni per costruire insieme una Toscana paritaria e puntare sui talenti femminili, nell’anno europeo delle competenze.

Le donne – ha detto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – devono avere sempre più spazio e sempre più ruoli nell’economia, nella politica, nel solciale, per portare la loro determinazione, la loro lucidità e capacità di lavoro in sempre più ambiti della società: questo il messaggio che vuole lanciare la seconda edizione de ‘La Toscana delle donne’. Partiamo da una nota storica, cioè dall’Elettrice Palatina, che attraverso il proprio testamento pubblico ha permesso a Firenze e alla Toscana di poter conservare e mantenere pubblico l’immenso patrimonio di opere d’arte e beni culturali che in trecento anni di governo i Medici avevano cumulato. In pratica è proprio alla scelta lungimirante di una donna, il ‘Patto di famiglia’ voluto da Anna Maria Luisa de Medici, che la Toscana deve la sua vocazione alla cultura e la sua attrattività nel mondo”.

Il 25 novembre – ha proseguito Gianiè la giornata contro la violenza di genere, la Toscana delle donne è nata proprio per favorire politiche a supporto della donna, politiche incisive rispetto a questo dramma ed ai femminicidi. Abbiamo aperto questa edizione con un minuto di silenzio commosso, ricordando Giulia Cecchettin, ma tutte le trenta iniziative che in nove giorni caratterizzeranno la Toscana delle Donne vanno contro la cultura della violenza e contro ogni forma di coercizione”.

La nuova edizione della Toscana delle Donne parte dal teatro Verdi di Firenze, dove si era conclusa la precedente – ha detto quindi Cristina Manetti, capo di Gabinetto del presidente Giani e ideatrice del festival -. Ripartiamo dalla donna come veicolo di un nuovo umanesimo. Nell’anno trascorso abbiamo lavorato molto per la parità di genere, per il lavoro delle donne, per i diritti delle donne, sui quali in questo momento più che mai è importante tenere alta l’attenzione. Oggi il pensiero va a Giulia: contro i femminicidi c’è bisogno di un cambiamento culturale, dobbiamo penetrare nelle scuole, nelle famiglie, nella società perché il femminicidio è l’effetto e per combatterlo dobbiamo cancellare la causa”.

Ricordare l’Elettrice Palatina – ha concluso Manettiè anche sottolineare il ruolo troppo spesso taciuto delle donne nella storia politica del mondo: Firenze e la Toscana devono tanto a questa donna straordinaria, che con il primo atto pubblico della storia ha di fatto inventato la tutela dei beni culturali”. Manetti ha ricordato poi l’attivista iraniana premio Nobel per la Pace, Narges Mohammadi, detenuta a Evin, nella Repubblica islamica dell’Iran dal 2016 e membro della associazione Legam che lottava per l’abolizione graduale della pena di morte.

La Toscana dei meriti e la Toscana dei diritti, come racconta la antica tradizione di questa regione. E per questo sul palco sono salite le donne di “Donna Vita Libertà”, la via iraniana alla conquista dei diritti, l’associazione che si batte contro il regime teocratico iraniano e lotta per la dignità e la libertà, perché le battaglie per la civiltà sono sempre universali. Un messaggio che è stato amplificato dalla performance dei BowLand, iraniani di origine ma fiorentini di adozione, gruppo musicale che, dopo il successo a XFactor nel 2018, è oggi una band di livello internazionale. Buio in sala, un fascio di luce ha volteggiato fino a fermarsi, uno a uno, sui venti ritratti di altrettante donne immortalate dal famoso fotografo Massimo Sestini in un momento della propria quotidianità a lavoro: dall’aeronauta, alla bagnina, alla sbandieratrice, passando per la chef, la ceramista, fino alla suora ricamatrice del monastero di Santa Maria di Rosano e altre. Venti ritratti che raccontano la Toscana e che, dopo questa sera, da domani, lunedì 20, saranno esposti in mostra in Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della Regione in piazza Duomo.