La Toscana delle Donne, successo al Salone del Libro

La Toscana delle Donne in trasferta a Torino per il Salone del Libro. Cristina Manetti, Capo di Gabinetto della Regione: “Il valore del dialogo passa anche dalla lettura”

APPROFONDIMENTO
Emma Meo
La Toscana delle Donne, successo al Salone del Libro

La Toscana delle Donne in trasferta a Torino per il Salone del Libro. Cristina Manetti, Capo di Gabinetto della Regione: “Il valore del dialogo passa anche dalla lettura”

La Toscana delle Donne è sbarcata al Salone del Libro di Torino con un itinerario letterario ed artistico all’insegna dei luoghi dell’anima. Con il progetto “Animae loci” di Stefania Costa, all’interno dello stand della Regione Toscana, la Capo di Gabinetto della Regione Cristina Manetti, – nonché ideatrice de “La Toscana delle donne” –  ha introdotto dodici autrici che hanno tessuto un mosaico di idee, parole e pensieri sui temi del contemporaneo.

Soddisfatta la capo di Gabinetto, che si è dichiarata felice di vedere lo stand della Regione Toscana così popolato e vivace, con tante persone arrivate a Torino anche grazie alla bellissima iniziativa de “Il Treno dei Lettori”, sicuramente un’esperienza da ripetere e far crescere. La Toscana delle Donne, ha poi aggiunto, è sbarcata al Salone con un progetto, “Animae loci”, che dà la possibilità di parlare e confrontarsi con tante scrittrici, tra lettura e parità di genere, senza tralasciare la pace, un dialogo su cui ancora c’è molto da dire e sul quale le donne hanno, e possono avere, un ruolo importante.

Sono intervenute Veronica Galletta, autrice di “Pelleossa” (Minimum Fax), Alessandra Minello e Tommaso Nannicini, autori di “Genitori alla pari: Tempo, lavoro, libertà” (Feltrinelli), Denata Ndreca con il suo “Fiori dei Balcani” (Besa editrice), Lorenza Pieri, autrice di “Volevo un regno più grande. Niki de Saint Phalle” (Electa), Silena Santoni con “La mia creatura” (Giunti editore) e Nicoletta Verna con “I giorni di vetro” (Einaudi). Con loro, l’intervento di rappresentanti di “Rondine Cittadella della Pace”, ovvero Elena Girolimoni, Yahel Halfon, Monica Degl’Innocenti – esperta in diritti umani – e Cinzia Zanfini, libraia ed operatrice culturale.

Il progetto “Animae loci”

«”Animae loci”, nato tre anni fa, quest’anno è di nuovo a Torino con la Toscana delle Donne per presentare scrittrici ed artiste legate a tanti mondi – spiega Stefania Costa dell’associazione “La Nottola di Minerva” –, si è parlato di Resistenza, di lavoro, di pace e di inclusione, ma anche di mare e terra toscana, e poi della Cittadella della Pace di Rondine, che ha portato l’esperienza e i libri di scrittrici che hanno lavorato per Rondine lasciando dei contributi importanti, un aiuto per comprendere il valore della convivenza e della pace tra paesi e realtà che sono in conflitto.» “Animae loci” nasce dall’idea di costruire un cammino con cui abitare artisticamente luoghi unici, grazie agli incontri con scrittori, poeti, artisti, musicisti di fama internazionale, coinvolgendo anche la comunità che li abita. Propone ed organizza iniziative che raccontano al pubblico, in modo inedito e appassionante, il viaggio personale e il riflesso tra territorio circostante e paesaggio interiore.

«Percorrendo idealmente la Via Francigena, partendo dal Piemonte, l’auspicio è di arrivare fino al Lazio – ci racconta ancora Stefania Costa – anche se, al momento, il percorso si è fermato in Toscana, ma contiamo di coinvolgere anche Roma il prossimo anno. Le tappe del viaggio sono costruite dagli autori che interpretano la realtà in modo inconsueto, mai banale, come lo sono gli incontri di Animae loci, un incrocio di visioni legate al contemporaneo, che promuove la lettura con modalità non convenzionali, performances letterarie e sonore alla riscoperta dei luoghi dell’anima. Lo spiegherà bene, lunedì al Salone, il maestro Michelangelo Pistoletto, che si è definito “artista a responsabilità illimitata”, nell’incontro intitolato “L’anima tecnologica e la memoria di sé”, dove esporrà come sia possibile leggere il contemporaneo attraverso l’anima tecnologica e la memoria di sé che, grazie alla tecnologia stessa, può arricchirsi e costruirsi.»