LA “VERA” RIVOLUZIONE SI FA CON LE SCARPE “IN MANO”

Nell’epoca della perfezione della forma e del progresso tecnologico, il gesto più rivoluzionario è togliersi le scarpe e camminare a piedi nudi nella natura. Alla riscoperta di se stessi.

AMBIENTE
Francesca Tomassini
LA “VERA” RIVOLUZIONE SI FA CON LE SCARPE “IN MANO”

Nell’epoca della perfezione della forma e del progresso tecnologico, il gesto più rivoluzionario è togliersi le scarpe e camminare a piedi nudi nella natura. Alla riscoperta di se stessi.

L’evoluzione va a piedi, nudi.  Nell’epoca dell’industria 4.0 dove robotica e nanotecnologie la fanno da padrone, sta prendendo piede, è proprio il caso di dirlo, la tendenza a spogliarsi di ogni sovrastruttura nel tentativo di riconnettersi con una natura troppo a lungo ignorata e violentata. Attraverso i piedi. Per farlo, via, tutto nella scarpiera, dal tacco dodici, allo stivale passando per ballerine e sneakers. Si cammina scalzi, su qualunque terreno a patto che sia naturale, trasformando la passeggiata in una vera e propria catarsi in cui, ad uscirne nuovi di zecca sono corpo e spirito. Sulle orme dei filosofi greci, fino a Rousseau e Nietzche che hanno fatto del camminare il motore del pensiero, oggi il vagare a piedi (scalzi) compie un passo in più nella direzione della salute, non solo mentale ma anche fisica.

Circolazione sanguigna, equilibrio, postura traggono nuova linfa da un paio di piedi ben poggiati per terra, mentre anima e cervello si riappropriano di uno spazio, quello dell’essere, troppo spesso ingabbiato da stereotipi che nulla hanno a che fare con la nostra vera natura. In questo senso, il ritorno alla terra, intesa come insieme degli elementi, che oggi, complice la pandemia, viene riconosciuto come unica via di salvezza da se stessi e da una società che nel paradosso generato dal consumismo più sfrenato l’aveva relegato ad accessorio superfluo, diventa (quasi) un imperativo morale. Perciò, accanto a cammini, trekking e biking che stanno vivendo una vera e propria stagione d’oro, anche il Barefoot (letteralmente camminare a piedi nudi) sta iniziando a far sentire la propria voce. L’idea che ne sta alla base è connettersi con se stessi e le proprie origini, senza filtri, le calzature, intese come barriera non soltanto fisica, ma, soprattutto, mentale.

Un gesto, togliersi le scarpe, apparentemente semplice e naturale, che invece, all’atto pratico comporta qualche difficoltà.  Se da un lato infatti è considerato l’atto liberatorio per eccellenza che milioni di persone compiono al ritorno da una giornata di lavoro, dall’altro, la sensazione di nudità e vulnerabilità che si prova a farlo immersi nella natura, magari davanti ad altri, spesso inibisce quello che dovrebbe essere un’azione spontanea e innata. E allora, togliersi le scarpe, poggiare i piedi sulla terra, su un prato bagnato, su una spiaggia infuocata, su una roccia appuntita diventa una prova, con se stessi prima di tutto, e una conquista. Un percorso, a tratti tortuoso, che si può intraprendere da soli o guidati da esperti che del camminare a piedi nudi hanno fatto una scienza e una filosofia di vita.  Come Andrea Bianchi, vero e proprio precursore dell’arte di andare scalzi, che dopo aver pubblicato diversi libri sulla materia, nel 2017 ha fondato la prima scuola italiana di Barefoot Hiking Il silenzio dei passi. Da allora, conduce workshop di camminata scalza, dalle Dolomiti alla Via Francigena, proponendo il camminare a piedi nudi come una pratica di benessere psicofisico accessibile a tutti, per “riconnettersi alle energie della Terra” ma anche per imparare, finalmente, ad alleggerire il proprio sé. Senza scarpe, senza filtri, il freddo, il caldo, il silenzio, dai piedi salgono fino al cuore e alla mente, liberandola da quella zavorra di pensieri che  ingombrano le giornate e le relazioni interpersonali. «Camminare allora– si legge nel suo libro Il silenzio dei passi (Ediciclo) – diventa un atto sempre più essenziale, dal quale uno ad uno si toglie ogni gesto, ogni spinta, ogni pensiero superfluo, purificando il movimento fino a renderlo inconsistente eppure elastico, definito eppure impercettibile allo stesso tempo». Una rivoluzione.

Per informazioni su eventi e itinerari www.facebook.com/ilsilenziodeipassi/