LA VIA FRANCIGENA IN TOSCANA, DA STRADA VECCHIA A STRADA NUOVA

Sempre più viaggiatori si avventurano per la via dei pellegrini. Storia, natura, tranquillità e territori da scoprire. In cammino lento, lontano dal mondo.

TURISMO
Alessio Mariani
LA VIA FRANCIGENA IN TOSCANA, DA STRADA VECCHIA A STRADA NUOVA

Sempre più viaggiatori si avventurano per la via dei pellegrini. Storia, natura, tranquillità e territori da scoprire. In cammino lento, lontano dal mondo.

Un turismo esperienziale, lento, profondo, territoriale, cerca la dimensione altra del pellegrinaggio e cammina in Toscana. La strada è tra borghi, città e natura, da Pontremoli a Radicofani, lungo il percorso dell’antica Via Romea o Francigena, dove sempre più persone si avventurano. Quello della Via Francigena è stato, infatti, uno dei più importanti assi viari dell’Europa medievale, attraversata da Canterbury a Roma; perfino i pellegrini diretti a Gerusalemme e Santiago di Compostela potevano trovarsi a percorrerne lunghi tratti. Per gli italiani, la Francigena garantiva anche il principale collegamento con l’Europa continentale e con la Francia, dalla quale derivò il nome.

Lo scorso luglio, Irpet ha pubblicato un rapporto sui flussi turistici lungo il tratto toscano, dopo avere osservato e studiato dieci anni di cammino, dal 2009 al 2019. Rispetto al decennio precedente, è possibile stimare che la Francigena abbia richiamato oltre 613.000 presenze turistiche in più. La crescita maggiore (439.000 presenze) è stata registrata nei 27 comuni che, privi di spiagge o attrattive forti, devono il loro fascino principalmente alla strada medievale. Infatti, soprattutto le attività ricettive vicine al tracciato sono state beneficiate: da viaggiatori che hanno dormito in Toscana 613.000 notti in più, perché camminavano verso Roma. È questa l’ultima rinascita di una storia movimentata.

Il pellegrinaggio cristiano emerse nel IV secolo, in direzione di Gerusalemme e della Palestina. Così testimonia la leggenda agiografica di sant’Elena, che visitò la Città Santa e fu protagonista del ritrovamento della Vera Croce. D’altra parte, Elena era la madre del primo imperatore cristiano, Costantino. Poi i pellegrini cominciarono a scegliere anche altre mete, tra le quali la più importante fu Roma, dove venerare i sepolcri dei santi Pietro e Paolo o domandare l’assoluzione per i peccati più gravi, direttamente al papa. Rivolti verso Roma, i pellegrini mettevano da parte le preoccupazioni, morivano al lavoro, alla famiglia, al mondo, per essere davvero come di passaggio su questa terra, badare all’anima, cercare Dio. Alcuni ipotecavano o vendevano case e campi pur di partire. Altri si distraevano con i divertimenti e le tentazioni del viaggio, tanto da comparire nelle novelle del Boccaccio o finire per confermare certi pregiudizi: qui multum peregrinantur, raro sanctificantur.

Oggi la Francigena conduce dall’Emilia-Romagna alla Toscana, attraversando il Passo della Cisa. Si tratta di un’eredità longobarda.
Al principio del VII secolo, il Regno dei Longobardi occupava entrambi i versanti dell’Appennino Tosco-Emiliano. La costa era insicura. La Romagna – come il nome ricorda – apparteneva ancora ai bizantini, ovvero all’Impero Romano. Così i longobardi favorirono sul Monte Bardone, allora Mons Langobardorum,  il Passo della Cisa, abbastanza lontano dai nemici. La Francigena attraversava quindi la Lunigiana, al modo delle vie medievali. Perché il tracciato non era ben definito come quello delle strade moderne o romane ma, al contrario, si disperdeva tra diversi percorsi, principali e secondari, più o meno frequentati a seconda del momento storico e dello stato di manutenzione. La storiografia specialistica preferisce parlare di area di strada piuttosto che di percorsi ben definiti. Ciò non scoraggiava comunque i viaggiatori. La Lapide di Leodegar, nella chiesa di San Giorgio a Filattiera (Massa-Carrara), ricorda come tale personaggio combatté il paganesimo, fondò una chiesa, costruì un ospizio e protesse i pellegrini, prima di morire attorno alla metà dell’VIII secolo. È la prima attestazione del passaggio dei pellegrini sulla Francigena.

Superate Porcari e Altopascio, la capitale della Tuscia longobarda era la prima città sulla strada: Lucca. Firenze non era ancora emersa, quindi si proseguiva attraverso il territorio paludoso di Fucecchio e la Val d’Elsa, fino a Siena.
A Sud di Siena, sul Monte Amiata, la Francigena è attestata per la prima volta secondo la corrente denominazione. Nell’876, i benedettini del monastero di San Salvatore prepararono un banale contratto di affitto, avrebbero ceduto un terreno confinante con il fosso che scendeva fino alla Via Francisca. Infine, l’ultimo tratto toscano si spingeva attraverso la Val d’Arbia, la Val d’Orcia e la Val di Paglia, verso il Lazio; di lì la Cassia accompagnava dove portano tutte le strade.

La storia della Francigena mostra come le strade siano vive e rispondano al mutare delle esigenze sociali.
Nel XIII secolo fiorì l’Italia dei Comuni. Merci e mercanti dovevano spostarsi agevolmente, in relazione ad una nuova morfologia dell’insediamento umano. La crescita formidabile di Firenze e Bologna mise in ombra il Passo della Cisa. Le due grandi città catturarono l’asse viario principale e aprirono i passi dell’Osteria Bruciata e del Giogo, poco distanti da quello della Futa; molto utilizzato in epoca moderna e fino al completamento dell’Autostrada del Sole. A Sud, la Volterrana Fiorentina distrasse buona parte del traffico dal tratto meridionale della Francigena. Tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XIV, Roma si affermò decisamente come principale meta di pellegrinaggio. Nel 1291 cadde San Giovanni d’Acri, ultima roccaforte crociata; raggiungere Gerusalemme divenne più complicato. Nel 1300, papa Bonifacio VIII indisse il primo Giubileo, inaugurando la tradizione degli anni giubilari che attrassero a Roma genti da ogni dove. Tuttavia pochi pellegrini sceglievano ancora la Francigena.

Oggi, il grande turismo internazionale continua a prediligere la linea veloce dei centri maggiori, emersa nel Duecento tra Bologna, Firenze e Siena.
La Via Francigena rinasce lungo il suo tracciato più antico, quasi per esigenze opposte a quelle che la deviarono. Molte persone cercano lentezza, borghi, paesaggi naturali e forse una pace interiore simile a quella degli antichi pellegrini, lontano dal mondo, nella dimensione del viaggio. La strada vecchia diventa strada nuova.

Riferimenti
www.regione.toscana.it/via-francigena
www.viefrancigene.org/it