L’AERONAUTICA MILITARE VOLA A BIOCOMBUSTIBILI

L’aviazione italiana testa l’impiego di biocarburanti sui propri aerei. E per solcare i cieli con energia pulita lavora a due linee di progetto.

AMBIENTE
Domenico Aloia
L’AERONAUTICA MILITARE VOLA A BIOCOMBUSTIBILI

L’aviazione italiana testa l’impiego di biocarburanti sui propri aerei. E per solcare i cieli con energia pulita lavora a due linee di progetto.

L’ Aeronautica Militare italiana vuole diventare sostenibile. Grazie ad una collaborazione avviata nel 2017 con ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico e sostenibile) e CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) è stato testato l’impiego dei biocarburanti sui mezzi aerei in dotazione all’ Aeronautica Militare.

La collaborazione rientra in un accordo di cooperazione in materia di “Produzione dei Biocombustibili e nel loro utilizzo nel settore dell’aviazione” stipulato fra il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (attuale Ministero per la Transizione Ecologica) Direzione Generale per il Clima e l’Energia, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, tre istituti afferenti all’ ENEA (Istituto sull’ Inquinamento Atmosferico, l’Istituto Nazionale di Ottica, l’ Istituto di Scienze e Tecnologie per l’Energia e la Mobilità Sostenibile) e l’Aeronautica Militare Italiana), come indicato nel rapporto della stessa ENEA dell’ aprile 2021.

Alla base della collaborazione il progetto ABC (aerotrazione con biocarburanti) due linee di progetto, la prima “Caratterizzazione dell’impatto su ambiente e salute dei biocombustibili per aerotrazione e sviluppo di un nuovo sistema sensore multiparametrico”, la seconda “Valutazione di matrici vegetali idonee alla produzione di biocarburanti e della sostenibilità economica ambientale della produzione di biocombustibili per aviotrazione”.

Impiego di biocarburanti in linea con la direttiva europea sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, conosciuta come RED II (direttiva UE 2018/2001), che prevede di aumentare la quota di energia da fonti rinnovabili nel mix energetico dell’ Unione Europea al 40% entro il 2030, e la diffusione dei combustibili rinnovabili anche nell’ ottica della realizzazione del Green Deal Europeo e del pacchetto fit for 55”, che fissa tra le altre la quota di biocarburanti al 4,4 % entro il 2030, la riduzione dell’ intensità  dei gas ad effetto serra dei carburanti per i trasporti del 13%, oltre all’ iniziativa Refuel EU Aviation che obbliga i fornitori di combustibili ad aumentare la percentuale di carburanti sostenibili (3 – 8% entro il 2030) per raggiungere la decarbonizzazione del trasporto aereo.

Nel rapporto di ENEA, oltre agli aspetti dettagliati delle due linee di intervento sono evidenziati i punti di forza e di debolezza delle bioenergie nel nostro paese e le potenzialità di sviluppo. Le colture impiegate per la produzione di biocarburanti per i trasporti sono principalmente soia, brassica carinata, colza, girasole, canapa, cartamo, cardo, carciofo delle quali sono state studiate caratteristiche agronomiche e morfologiche legate ad adattabilità, inserimento nelle rotazioni, produzione di biomassa, multifunzionalità, ecc. In particolare è stata testata la produzione di olio estratto da colture meno note o addirittura innovative come la brassica carinata, cartamo, canapa e carciofo in alternativa alle oleaginose di uso comune.

Ad esempio per quanto riguarda la brassica carinata, la meno conosciuta tra le specie oggetto di studio, che ben si adatta alle condizioni pedoclimatiche delle aree mediterranee e necessita di un fabbisogno idrico ridotto. Esiste dunque una volontà di estendere non solo al trasporto privato e a quello pubblico urbano ma anche a quello militare l’impiego di biocarburanti. Per ora si tratta di sperimentazioni condotte presso la divisione aerea di sperimentazione aeronautica e spaziale della base militare della Aeronautica a Pratica di Mare vicino Roma che hanno interessato nello specifico un caccia AMX e visto impegnato personale dei reparti sperimentali di volo e di quello dei materiali aeronautici e spaziali.

Il progetto ha previsto lo studio e l’aggiornamento della normativa di settore oltre a prove per verificare le prestazioni della miscela dei combustibili fossili con biocombustibili in percentuali comprese tra il 20 e il 25%. Sono anche stati confrontati i livelli e la tipologia delle emissioni delle varie miscele rispetto ai combustibili fossili, effettuate prove sulla compatibilità del biofuel puro con materiali metallici ed elastomerici (polimeri allo stato gommoso i cui legami ne rafforzano la struttura ed esaltano le prestazioni meccaniche) per evitare problemi ai motori e alle parti plastiche, analisi chimico fisiche per la qualificazione e la certificazione del combustibile di origine biogenica e del combustibile fossile selezionato per la miscelazione, caratterizzazione delle emissioni in aria. Il Reparto Sperimentale di Volo ha condotto due voli, con una miscelazione rispettivamente al 20 e al 25% e raccolto i dati sulle performance motoristiche.