L’ALTRA FACCIA DELLA PANDEMIA: ESSERE GIOVANI AI TEMPI DEL COVID

I nostri ragazzi chiusi in se stessi e dipendenti da Internet. Le raccomandazioni dello psichiatra, prof. Sergio De Filippis*, per genitori ed insegnanti. Un aiuto per cercare di trovare un equilibrio in una fase di vita complessa.

SALUTE
Redazione
L’ALTRA FACCIA DELLA PANDEMIA: ESSERE GIOVANI AI TEMPI DEL COVID

I nostri ragazzi chiusi in se stessi e dipendenti da Internet. Le raccomandazioni dello psichiatra, prof. Sergio De Filippis*, per genitori ed insegnanti. Un aiuto per cercare di trovare un equilibrio in una fase di vita complessa.

a cura di Sergio De Filippis

C’è una terra di mezzo fra l’infanzia e l’età adulta che è stata a lungo compressa nell’una o nell’altra senza che le venisse riconosciuta una propria specifica identità: è l’adolescenza. Ci sono ovviamente ragioni culturali alla base di un così clamoroso non riconoscimento: nella cultura tribale l’adolescenza è sdoganata attraverso specifici rituali di passaggio che spesso assumono l’aspetto di vere e proprie cerimonie religiose che traghettano il giovane all’età adulta nel breve spazio richiesto per compiere e superare il rituale stesso.
Le moderne società hanno in qualche modo esautorato i propri rituali, forse per il decadere di una forte cultura religiosa, politica, sociale, forse per la crescente attitudine degli adulti a voler “spianare la strada” ai propri cuccioli o forse perché l’accesso al mondo adulto è divenuto sempre meno appetibile per i giovani, quando non addirittura spaventoso. Assistiamo così ad adolescenze spesso interminabili, in cui i figli non diventano mai adulti e i genitori possono illudersi così di non invecchiare.
Anche la cultura medica ha tardato ad attribuire una specificità a quest’età di mezzo. Tale ritardo si evidenzia ancora oggi con una scarsissima diffusione di strutture sanitarie dedicate agli adolescenti. Nei servizi territoriali viene frequentemente a crearsi un vuoto: i servizi materno infantili non sembrano più adeguati a questi ragazzi e quelli della cosiddetta psichiatria per adulti non sono ancora pronti ad accoglierli.

Si finisce così per perdere del tempo prezioso nella definizione delle competenze, trascurando spesso l’urgenza della richiesta del giovane e della sua famiglia.
I giovani di età compresa tra 10 e 19 anni costituiscono il 16% della popolazione mondiale. Il COVID-19 ha avuto un impatto senza precedenti sulla vita dei ragazzi in tutto il mondo.
Condizioni psicologiche gravi di maggiore irritabilità, disattenzione, comportamento di attaccamento, disturbi del sonno, incubi, scarso appetito, agitazione, disattenzione e ansia da separazione, uso di sostanze sono stati riportati da tutti i ragazzi indipendentemente dalla loro età.
Le chiusure nazionali delle scuole hanno avuto un impatto negativo su oltre il 91% della popolazione studentesca mondiale. Questi ragazzi sono diventati fortemente irritabili, più morbosi nel rapporto coi propri genitori e più dipendenti da essi a causa del cambiamento a lungo termine nella loro routine.
Inoltre, in seguito al confinamento prolungato a casa, l’aumento dell’utilizzo di Internet e dei social media da parte dei ragazzi li ha predisposti ad utilizzare la rete in modo compulsivo, ad accedere a contenuti discutibili aumentando la loro vulnerabilità, a subire atti di bullismo o abusi. Lo smartphone è diventato una parte essenziale della loro vita quotidiana e alcuni ragazzi sviluppano un tale attaccamento al proprio dispositivo da provare ansia da separazione quando non è con loro, creando una vera e propria dipendenza.

Il mondo della pandemia e del lockdown ha sperimentato una recessione economica globale colpendo maggiormente famiglie con un reddito più basso, rendendo questi adolescenti una popolazione ad alto rischio e con maggiore vulnerabilità ed esposizione a circostanze sociali e ambientali sfavorevoli.
Per coprire la perdita dell’istruzione durante il lockdown, molte scuole hanno offerto agli studenti corsi di formazione a distanza. Tuttavia, queste opportunità non sono state disponibili per ragazzi con famiglie svantaggiate, motivo per il quale questi ultimi hanno dovuto affrontare una mancanza di stimoli e non hanno avuto la possibilità di accesso a materiale e risorse online per studiare.

Raccomandazioni

  • In tempi di grande stress e incertezza, un ambiente familiare sicuro è un forte fattore protettivo. I genitori sono il miglior “modello di comportamento” per gli adolescenti e la casa è praticamente il posto migliore per apprendere le “abilità della vita”. Quindi, questo è il momento migliore per i genitori per modellare le abilità di vita più importanti, ad esempio affrontare lo stress, affrontare le emozioni e risolvere i problemi con i loro figli. Quando possibile, i genitori possono includere gli adolescenti nel processo decisionale, soprattutto nelle questioni che li riguardano.
  • Ci si aspetta che gli adolescenti abbiano una migliore conoscenza del COVID 19 rispetto ai bambini piccoli. Pertanto, la comunicazione deve essere più aperta e non direttiva.
  • Si raccomanda di negoziare con gli adolescenti per limitare il loro tempo e le attività basate su Internet.
  • In tali condizioni, intraprendere attività creative come l’arte, la musica, la danza e altre può aiutare a gestire la salute mentale e il benessere di tutti.
  • L’adolescenza è una fase di entusiasmo e di assunzione di rischi, quindi alcuni potrebbero sentirsi invincibili e cercare di non seguire le linee guida relative al distanziamento e all’igiene personale. Questo deve essere affrontato con gli adolescenti in modo assertivo.
  • È fondamentale valorizzare il sistema di sostegno tra pari degli adolescenti. I genitori dovrebbero incoraggiare i ragazzi introversi a tenersi in contatto con i loro coetanei e a comunicare con loro i propri sentimenti e i problemi comuni che devono affrontare. Questo può anche aprire una via per una corretta risoluzione dei problemi.
  • Nei tempi attuali in cui la maggior parte delle scuole e delle università organizzano attività accademiche online, gli insegnanti sono in contatto regolare con gli studenti e quindi sono in grado di svolgere un ruolo fondamentale nella promozione del benessere psicologico tra i giovani.
  • Gli insegnanti possono dedicare del tempo relativo all’educazione al COVID-19 e al comportamento sanitario preventivo utilizzando le linee guida delle organizzazioni internazionali, in base al livello di maturità degli studenti. Possono spiegare agli studenti la necessità di agire con responsabilità durante l’attuale pandemia. Possono modellare e attuare attraverso il loro comportamento le misure preventive.
  • Possono condurre sessioni accademiche e non accademiche online creative rendendo le loro lezioni più interattive, coinvolgendo gli studenti sotto forma di quiz, puzzle, piccoli concorsi e assegnando compiti a casa più creativi per rompere la monotonia delle lezioni online.
  • Le metodologie didattiche dovrebbero diventare sempre più attive per porre l’accento sui processi di apprendimento piuttosto che quelli di insegnamento ed aiutare i giovani a rendere visibile il loro pensiero. Una nuova frontiera metodologica percorribile è il Making learning and thinking visible di Project Zero con le tante thinking routines da praticare nelle classi virtuali o in presenza.
  • Gli insegnanti, infine, se o quando notano qualche problema nel ragazzo, possono parlare con i genitori e indirizzare bambini e adolescenti a professionisti della salute mentale.
  • Gli interventi di psicoterapia per gli adolescenti dovrebbero offrire loro uno spazio in cui l’”agito” possa diventare anche “pensato” e le angosce, le paure che si accompagnano alle trasformazioni dell’adolescenza, prendere nome e senso. Dal nostro punto di vista, accanto ai colloqui individuali, risulta irrinunciabile il trattamento di gruppo perché è proprio nel confronto con gli altri pari che l’adolescente può sperimentare le proprie competenze cognitive, emotive e sociali.
*Direttore Sanitario Villa Von Siebenthal Genzano di Roma, Docente di Psichiatria delle Dipendenze Università Sapienza – Roma