L'APE MAIA

Non più prodotti per bambini, i grandi classici dell’animazione tv giapponese oggi sono oggetto di arte, collezionismo e passione per oltre 4 generazioni. In questa rubrica analizzeremo le serie mitiche, con lo sguardo di chi visse il loro arrivo in Italia la prima volta…

 

RUBRICA
a cura di Ryancreation Cove
L'APE MAIA

Non più prodotti per bambini, i grandi classici dell’animazione tv giapponese oggi sono oggetto di arte, collezionismo e passione per oltre 4 generazioni. In questa rubrica analizzeremo le serie mitiche, con lo sguardo di chi visse il loro arrivo in Italia la prima volta…

 

Ascolta la notizia:

I GRANDI MITI ANIMATI NIPPONICI

Titolo Originale: Mitsubachi Maia no boken

Anno di produzione: 1975

Episodi: 104

Prima trasmissione in Italia: 1980, RAI 1

Sigle cantate da: Katia Svizzero, I Pungiglioni

Maia, una piccola ape, vive spensierata nel suo alveare assieme all’amichetto Willy, un tipo un po’ sfaccendato e sbadato. I due, ancora troppo giovani per lavorare, passano le giornate esplorando il mondo che li circonda, accompagnati dalla cavalletta Flip e dalla saggia e petulante maestra Cassandra.  Il suo desiderio di avventura la porterà a fare nuovi amici e ad affrontare situazioni nuove e interessanti.

La serie televisiva è stata prodotta in Giappone nel 1975 e successivamente trasmessa in Italia, diventando molto popolare tra i bambini dell’epoca. La semplicità della trama e la dolcezza dei personaggi hanno catturato l’attenzione del pubblico, trasformandosi in un cult per molte generazioni.

Ape Maia è diventata un’icona della cultura popolare. Nel corso degli anni sono stati realizzati diversi remake e nuove versioni della serie, mantenendo sempre vivo l’interesse del pubblico. L’ape Maia è diventata un simbolo di coraggio, intraprendenza e amicizia, accompagnando l’infanzia di molti giovani nel corso degli anni. Il personaggio dell’Ape Maia è tratto dai racconti dello scrittore tedesco Waldemar Bonsels. Come riporta Sapere.it, ‘Bonsels è stato uno scrittore tedesco (Ahrensburg, Amburgo, 1880-Ambach, Baviera, 1952). Una delle numerose voci minori del neoromanticismo; tra le liriche, i drammi e i romanzi, ispirati al mistero della creazione e alla nostalgia di un’innocenza perduta, ma infirmati da uno sterile sentimentalismo, ebbero successo mondiale i romanzi Die Biene Maja und ihre Abenteuer (1912; Le avventure dell’Ape Maja) e Indienfahrt (1916; Viaggio in India)’.

 

Io c’ero*

Tanto sfortunata fu l’Ape Magà, quanto allegra e felice l’Ape Maia. Bellissimi gli sfondi di questa serie sprofondata nella natura, che tradiscono l’origine occidentale. Ricordate le patatine San Carlo? Si potevano trovare in regalo i pupazzetti di Willy e Maia! I fumetti li pubblicava TV Junior, mentre nelle librerie e in edicola era un fiorire di libri e libretti dedicati al piccolo insetto dalle sembianze deliziose. Le merendine, sempre di San Carlo, regalavano i 45 giri con le cover delle sigle tv. A proposito, la Katia Svizzero della sigla è diventata annunciatrice in Rai. La serie, che fa parte del catalogo tedesco della Beta, è sempre stata nei magazzini della tv di Stato. Nella seconda serie, con l’arrivo del topo saccente, si perde un po’ della magia iniziale. Molto belli i film di animazione arrivati anche da noi al cinema… Un bel modo per celebrare un’icona animata di quegli anni

 

*Nicola Carrassi, autore de ‘Il Grande libro di Cartoni & Tv’. Sperling &Kupfer

 

 Le immagini mostrate, a completezza dell’informazione, appartengono ai rispettivi autori e detentori dei copyright. ©