L'Artico, protagonista di un "folle" esperimento

Con l’acqua di mare gli scienziati vogliono creare il ghiaccio. La prova nel Mare di Barents, la striscia di terra sopra Russia e Norvegia.

AMBIENTE
Andrea Maddalosso
L'Artico, protagonista di un "folle" esperimento

Con l’acqua di mare gli scienziati vogliono creare il ghiaccio. La prova nel Mare di Barents, la striscia di terra sopra Russia e Norvegia.

“Presto l’Artico sarà senza ghiaccio”, è l’allarme che gli scienziati lanciano da molto tempo che a quanto pare, nella regione artica il ghiacciaio ha cominciato a subire già agli inizi del ‘900 i primi effetti del riscaldamento globale, raggiungendo oggi un tasso di riscaldamento a una velocità maggiore di 7 volte quello del pianeta ed è in continua crescita.

La prova, spiegano gli esperti, la osserviamo nel Mare di Barents, la striscia di terra sopra Russia e Norvegia nella cui area la temperatura aumenta di 2,5 gradi ogni 10 anni, questi i numeri che compaiono su The Guardian. C’è già chi per correre ai ripari, mette in campo nuove tecnologie geoingegneristiche dirette a modificare il meteo per combattere il cambiamento climatico.

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Un gruppo di scienziati del “Climate Repair Centre” dell’Università di Cambridge hanno pensato a un esperimento più realistico e non meno ambizioso per contrastare il fenomeno.

L’idea consiste nel perforare la calotta glaciale artica per inserirvi un tubo all’interno collegato direttamente all’acqua marina per indirizzarla sul ghiaccio, l’intento è quello di ispessire il ghiaccio così da rallentarne la fusione.

Come spiega il direttore del centro Shaun Fitzgerald nelle dichiarazioni rilasciate alla BBC “l’obbiettivo finale dell’esperimento è quello di ispessire abbastanza ghiaccio da rallentare o addirittura invertire lo scioglimento”.

L’esperimento, che si svolge a largo delle coste nord canadesi dove le temperature in questo periodo dell’anno si aggirano attorno ai meno 30 gradi sottozero, sarà monitorato con questi valori, dove anche l’acqua salata di mare congela velocemente, così da poter sopravvivere durante la stagione estiva.

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Tuttavia questo esperimento fatto con l’acqua salata potrebbe altresì, secondo quanto riporta Fitzgerald, “costituire un problema a causa di una differente composizione salina del Mare Artico che potrebbe portare a qualche stravolgimento che non possiamo prevedere”.

Intanto l’obbiettivo è di ritardare il più possibile l’imminente scioglimento totale del ghiaccio nella regione, che si presume avvenga entro e non oltre il 2050, e che potrebbe avere delle serie conseguenze negative in Nord America, Asia e nell’intera Europa.