LE AUTOSTRADE ITALIANE COMPIONO 100 ANNI: ORA LA RIVOLUZIONE!

Nel corso di un evento a Roma, alla presenza del ministro Salvini, è stato presentato uno studio sulla situazione della rete autostradale italiana.

INFRASTRUTTURE
Alessio Ramaccioni
LE AUTOSTRADE ITALIANE COMPIONO 100 ANNI: ORA LA RIVOLUZIONE!

Nel corso di un evento a Roma, alla presenza del ministro Salvini, è stato presentato uno studio sulla situazione della rete autostradale italiana.

Cento anni e non sentirli. Anche se un po’ si fa sentire, questo secolo sulle spalle… Le autostrade italiane nel 2024 compiono un secolo, durante il quale hanno di fatto accompagnato lo sviluppo del paese, crescendo insieme. Ora, però, è necessario evolversi, anche e soprattutto per fare fronte alle nuove sfide che i tempi odierni propongono e alle esigenze degli utenti, ovviamente diverse da quelle a cui si rispose cento, cinquanta, trenta o anche dieci anni fa. Questo il tema del convegno che si è tenuto ieri pomeriggio a Roma, presso il “Chiostro del Bramante”, durante il quale è stato presentato uno studio, “La rivoluzione della mobilità sostenibile parte dalle autostrade: sicure, digitali, decarbonizzate”.

Si tratta di un libro edito dal Sole 24 Ore e realizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano, l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, l’Università degli Studi di Napoli Federico II°, CNR Stem, Autostrade per l’Italia, CdP, Enea, Eni, RSE – Ricerca Sistema Energetico e Snam. Un lavoro approfondito che, attraverso dati, numeri e statistiche, fotografa il passato, il presente ed il futuro della rete autostradale italiana. A spiegare bene il senso di questo lavoro è Ennio Cascetta, professore ordinario di infrastrutture e sistemi di trasporto e dal 15 Giugno 2022 è Presidente del Comitato scientifico del MIMS incaricato della redazione del documento programmatico sui sistemi di mobilità e logistica per lo sviluppo sostenibile e dell’indirizzo strategico per la definizione dei piani settoriali: “Senza accorgercene, siamo entrati nella settima rivoluzione dei trasporti:  è la rivoluzione della sostenibilità, in particolare per il trasporto su strada, che ha due sfide davanti. Parlo della sfida del doppio zero: zero morti sulle strade e zero inquinamento. Sono i due grandi obiettivi posti per il 2050 dall’Unione Europea” ha spiegato il professor Cascetta rispondendo alle nostre domande.

Una “rivoluzione” che riguarderà molti aspetti del rapporto “uomo – strada”.  Uno dei primi è quello relativo all’energia, come spiega sempre il professor Cascetta: “Un passaggio fondamentale sarà quello di introdurre nuovi vettori energetici, che andranno a sostituire il petrolio. Il secolo del petrolio è alle nostre spalle. Nei prossimi anni il petrolio dovrà essere sostituito dall’energia elettrica, dall’idrogeno e da altri vettori energetici”. Nuove fonti di energia, dunque, ma non solo: c’è anche la tecnologia: “Le automobili e i veicoli che camminano su strada, e che sono la gran parte la causa, ovviamente, degli incidenti, sono storicamente a guida umana. E’ l’uomo che guida ed è l’uomo che commette errori e l’uomo che si distrae. Il futuro è rappresentato da veicoli in cui la guida sarà sempre più assistita dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale” aggiunge Cascetta, illustrando in maniera sintetica ma esaustiva la portata dell’innovazione tecnologica di cui si parla – diffusamente – nello studio presentato durante il convegno.

Anche l’AD di Autostrade per l’Italia, Roberto Tomasi, ha naturalmente detto la sua: sia sullo studio che sulle prospettive del Gruppo che gestisce e si occupa della manutenzione della rete autostradale italiana. “Abbiamo bisogno di ammodernare un’infrastruttura che ormai ha raggiunto per circa il 70% più di 60 anni di vita media. Abbiamo bisogno di potenziare alcuni assi che sono fondamentali per il Paese, ma abbiamo bisogno anche di renderla quanto più sostenibile: tenete conto che circa il 90% di tutti gli spostamenti avviene su gomma. La vera sfida al 2030 è quella di ridurre l’impronta carbonica di tutto il trasporto del 50% e quindi se non intervengo sul 90%, il trasporto su gomma, non c’è alcuna possibilità di raggiungere quell’obiettivo” ha spiegato Tomasi, entrando poi nel merito dello studio: “Quello che è importante di questo lavoro è che non è solo uno studio di Autostrade per l’Italia, ma il risultato dell’analisi di più soggetti: Eni, Snam, Enea, RSE. L’industria deve lavorare a favore, a supporto delle scelte politiche del Governo. È quel che stiamo cercando di fare con grande rigore scientifico”.

Dopo una relazione introduttiva a cura proprio del professor Cascetta, il dibattito è proseguito all’interno di una “tavola rotonda”, animata dal Capo Dipartimento Energia del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Federico Boschi, dall’Head of Sustainable B2B Coordination- Energy Evolution Eni Maurizio Maugeri, dal Direttore del Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano Marco Belloli, dal già citato Amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Roberto Tomasi e moderata dal Direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini. A chiudere l’evento, l’intervento del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che si è voluto soffermare sui temi a lui più cari, a partire dalla sostenibilità: quella ambientale, che non deve essere anteposta (anzi, forse addirittura il contrario) a quella economica e sociale. Poi, in tema di energie alternative, il Ministro ha auspicato un approccio ampio: non c’è solo l’elettrico, ma anche i biocarburanti, le rinnovabili ma soprattutto il nucleare. Il vicepremier ha poi chiuso il suo intervento con l’assicurazione che il governo sarà a fianco di Autostrade per L’Italia nel sostenere gli investimenti e i progetti di rinnovamento. Il Ministro ha anche ricordato che gli investimenti sulla rete autostradale non erano presenti all’interno dei progetti da finanziare con il PNRR.