LE COMUNITÀ ENERGETICHE PARTONO DAL BASSO

Cittadini, Pubbliche Amministrazioni ed imprese associate in un sistema virtuoso per la produzione e autoconsumo dell’energia proveniente da fonti rinnovabili, con benefici per l’ambiente ed economici.

AMBIENTE
Cristina Nati
LE COMUNITÀ ENERGETICHE PARTONO DAL BASSO

Cittadini, Pubbliche Amministrazioni ed imprese associate in un sistema virtuoso per la produzione e autoconsumo dell’energia proveniente da fonti rinnovabili, con benefici per l’ambiente ed economici.

Una delle sfide al contempo più strategiche ed impegnative che l’Italia, così come il resto del Mondo, deve affrontare è quella della transizione energetica, ovvero quel processo di cambiamento che segna il passaggio all’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili sostenibili e a basse emissioni di carbonio, al fine di contrastare la crisi climatica e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. L’Unione Europea ha definito obiettivi per ridurre le emissioni di CO2 attraverso l’uso di energie rinnovabili al fine di raggiungere la carbon neutrality.

La sfida della transizione energetica ha portato a rivedere il modello stesso di produzione e consumo nella società, che si è tradotto in una maggiore attenzione verso il territorio. Un cambio di prospettiva, che attraverso un approccio che parte dal basso, mette in atto azioni territoriali con un coinvolgimento dei cittadini, delle Amministrazioni e delle imprese, unendo soluzioni tecnologiche di efficientamento energetico e decarbonizzazione a benefici socio-economici significativi. Questo approccio è tipico delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), una delle misure contenute nel pacchetto per l’energia verde a cui l’Europa si affida per raggiungere i suoi obiettivi a lungo termine. Il 18 gennaio il tanto atteso decreto sulle Comunità Energetiche è stato registrato alla Corte dei Conti con il numero 80, in attesa dell’ultima cruciale tappa che consisterà nella pubblicazione del decreto sul sito del Ministero. Una volta pubblicato, il decreto entrerà in vigore dando luogo ad un periodo di trenta giorni per la definizione delle regole operative.

Una comunità energetica consiste in un’associazione tra cittadini, attività commerciali, pubbliche amministrazioni locali e/o imprese con l’obiettivo di produrre, scambiare e consumare energia da fonti rinnovabili su scala locale. In questo modo si crea una rete decentralizzata, in cui è richiesta la partecipazione attiva e consapevole di ogni cittadino. I membri della comunità sono impegnati nelle varie fasi produzione, consumo e scambio di energia, promuovendo una gestione sostenibile all’interno di un nuovo modello energetico. In particolare, la CER gestisce energia sotto varie forme (elettricità, calore, gas), ma necessariamente da fonti rinnovabili; i membri godono del principio di autonomia e il consumo deve avvenire in prossimità di impianti di Le generazione.

Far parte di una CER significa ridurre il proprio impatto ambientale e la dipendenza da fonti non rinnovabili, contribuendo in questo modo ad un sistema elettrico più efficiente, guadagnando un alleggerimento persistente dei costi. La condivisione di energia da fonti rinnovabili rappresenta un cambiamento del tradizionale modello di produzione e consumo, in cui i cittadini diventano prosumer, ovvero consumatori e produttori di energia. Allo stesso tempo si tratta di un’esperienza citizen science, poiché permette ai cittadini di avere un contatto diretto con il settore dell’energia, a partire dalle pratiche quotidiane di sostenibilità, e di comprendere, partecipandovi, le attività legate agli impianti alimentati a fonti rinnovabili, ai sistemi di accumulo, ai veicoli elettrici o alla gestione di reti microgrid.

Attraverso leve economiche e sociali, i cittadini diventano figure attive nel mercato dell’energia con conseguenze positive anche per le famiglie a basso reddito e la riduzione della povertà energetica. Questo approccio integrato rappresenta una strategia vincente per affrontare la crisi climatica.

Le CER, se ben concepite e realizzate, rappresentano un mezzo importante per la transizione ecologica, necessaria a seguito della cisi climatica, e per la crisi energetica. I benefici sono molteplici, poiché ai facilmente intuibili benefici ambientali legati alla produzione di energia da fonti rinnovabili, si aggiungono benefici di tipo sociale, in quanto il coinvolgimento di diversi attori all’interno del territorio (cittadini, imprese, PA, ecc.) crea uno scambio di beni e conoscenza a vantaggio di tutti e aiuta anche lo sviluppo di fiducia e collaborazione all’interno della comunità, permettendo di ridurre le spese energetiche anche dei consumatori più vulnerabili e fornire un supporto alle famiglie per la gestione più efficiente dell’utilizzo dell’energia nella vita quotidiana.  Infine, vale ricordare i benefici economici, in quanto si possono generare benefici economici sia per i cittadini che per le imprese coinvolte nelle CER, attraverso l’autoconsumo diretto, che genera un risparmio in bolletta, attraverso gli sgravi fiscali, un corrispettivo unitario e una tariffa premio per ciascun kWh di energia elettrica condivisa, che vengono riconosciuti dal GSE.