LEGO STUDIA IL MATTONCINO AL METANOLO VERDE

Fallito il tentativo di ridurre le emissioni di anidride carbonica attraverso l’utilizzo di plastica riciclata, l’azienda danese fondata nel 1932 punta ora su un nuovo alleato green.

INIZIATIVE
Maria Carla Ottaiano
LEGO STUDIA IL MATTONCINO AL METANOLO VERDE

Fallito il tentativo di ridurre le emissioni di anidride carbonica attraverso l’utilizzo di plastica riciclata, l’azienda danese fondata nel 1932 punta ora su un nuovo alleato green.

Prossimamente i mattoncini giocattolo da costruzione più famosi al mondo, meglio noti come Lego, potrebbero essere fatti di metanolo verde.

È infatti questa l’opzione allo studio dell’azienda danese, leader mondiale nella produzione dei mattoncini con un fatturato che sfiora i 9 miliardi di euro, dopo che l’adozione della plastica riciclata non ha dato i frutti sperati.

Due anni fa infatti la Lego – fondata nel 1932 da Ole Kirk Kristiansen – aveva annunciato la produzione dei suoi mattoncini colorati tramite l’utilizzo di bottiglie in di plastica riciclate in polietilene tereftalato, noto come PET, materiale che non si degrada quando viene riciclato.

Purtroppo però i risultati di questa sperimentazione non hanno dato buon esito in quanto i test effettuati hanno alla fine dimostrato che il materiale di riciclo utilizzato non riduce le emissioni di carbonio come invece era stato inizialmente ipotizzato.

lego

Nuovo cambio di rotta dunque per l’azienda nordeuropea che ha già investito più di 1,2 miliardi di dollari (1,13 miliardi di euro) in iniziative di sostenibilità finalizzate al passaggio a materiali più sostenibili e alla riduzione del 37% delle emissioni di carbonio entro il 2032.

Adesso, ha infatti dichiarato la stessa Lego, i nuovi test si stanno sviluppando sulla produzione di mattoncini realizzati con una serie di materiali alternativi sostenibili, tra cui altre plastiche riciclate e plastiche prodotte da fonti alternative come l’e-metanolo o metanolo verde.

E proprio sul metanolo verde, prodotto chimico liquido e combustibile con emissioni di anidride carbonica molto basse, in grado di ridurre le emissioni di CO2 fino al 95%, le emissioni di ossido di azoto (NOx) fino all’80% ed eliminare completamente le emissioni di ossido di zolfo (SOx) e di particelle in sospensione, sono molti gli occhi puntati in questo momento.

Occorrerà ora attendere l’esito dei nuovi test per sapere se il novo alleato green su cui la Lego ha scelto di puntare consentirà all’azienda il cui nome deriva dalle parole danesi “leg” e “godt”, che insieme significano “giocare bene”, potrà garantire a migliaia di bambini in tutto il mondo di giocare anche sostenibile.